Parto col folle

Due Date

USA - 2010
2/5
Parto col folle
Peter Highman sta per diventare papà per la prima volta e vuole raggiungere la moglie Sarah, in procinto di partorire. Si reca quindi all'aeroporto di Atlanta per prendere un volo diretto a Los Angeles, ma qui la sua strada si incrocia con quella di Ethan Tremblay, un aspirante attore combinaguai che comprometterà il viaggio aereo di entrambi. Rimasto senza soldi, senza carte di credito né documenti, Peter si vedrà costretto ad accettare un passaggio sull'auto presa a noleggio da Ethan e affrontare insieme a lui - e al cane Sonny - un rocambolesco viaggio 'on-the-road' che ne metterà a dura prova non solo i nervi, ma soprattutto la salute...
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:2.35)
  • Produzione: TODD PHILLIPS, DANIEL GOLDBERG, DAVID WITZ PER GREEN HAT FILMS, LEGENDARY PICTURES
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA (2011)
  • Data uscita 28 Gennaio 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone

Non lo chiameremo un incidente di percorso. Parto col folle però non muove di un passo la carriera di Todd Phillips. L’autore di Una notte da leoni ci aveva abituati bene, senza dubbio, ma qui non sembra nemmeno avvicinarsi all’acerba, greve, scorribanda degli esordi (Road Trip), preferendo mettersi in viaggio – tema che attraversa tutto il suo cinema – col freno a mano tirato. Il risultato è una commedia che, gira e rigira, non ci porta da nessuna parte. Non c’è evoluzione: né per Phillips né per i suoi personaggi, che arriveranno alla meta così come erano partiti.
Protagonisti un architetto fighetto e ansioso di tornare a Los Angeles per la nascita del primo figlio, e un aspirante attore di sit com, eccentrico e improbabile, ciccione, effeminato e combinaguai, atteso ad Hollywood per un provino. Difficile immaginare interpreti più adatti di Robert Downey Jr. e Zach Galifianakis, e non è un caso che le loro reciproche idiosincrasie siano ciò che funziona meglio nel film (merito soprattutto del secondo). Con loro anche un bulldog onanista e le ceneri del padre del ciccione conservate in un barattolo di caffè. Per una serie di incredibili equivoci e sciagurate coincidenze i due protagonosti verranno espulsi dall’aereo sul quale avrebbero dovuto viaggiare, per ritrovarsi ad attraversare l’America su una macchina presa a nolo. Un on the road segnato da gag rocambolesche e tragicomici sinistri, un paio da ricordare: la lunga sequenza di fuga dalla frontiera messicana e, poco prima, la “stupefacente” esecuzione che Galifianakis e Downey Jr. fanno del classicone dei Pink Floyd, Hey You. Peccato che il film sia un remake non dichiarato di Un biglietto in due, riuscita commedia anni ’80 con Steve Martin nei panni dell’uomo d’affari serissimo e John Candy in quelli dell’ingombrante accompagnatore. La differenza è che Parto col folle arriva secondo, imbarcando ingiustificate presenze (Juliette Lewis, Michelle Monaghan e Jamie Foxx), imprevisti “previsti” e sberleffi riciclati. Il più smaccato? Il momento in cui Galifianakis si sbarazza del “padre in polvere” di fronte al Grand Canyon. Sembra di rivedere il grottesco rituale che si consuma nel Grande Lebowski (peraltro John Goodman ha analoghe fattezze del protagonista di Parto col folle),  solo che l’operazione – e la sequenza – dei Coen era ferocemente dissacrante, mentre quella imbastita da Phillips difetta di coraggio: stavolta le ceneri volano dalla parte giusta e il cerimoniale va a buon fine, con tanto di dolente musichetta d’accompagnamento. Dove il film però stecca clamorosamente è nelle deprimenti sedute psicanalitiche improvvisate dai due male assortiti compagni di viaggio. Molle successione di ricordi e aneddoti biografici che dovrebbero avvicinarli un po’. Non basteranno, ma avanzano in compenso ad alienare tutti noi. 

CRITICA

"Robert Downey Jr. è interprete straordinario, sempre capace di conferire qualcosa in più al personaggio di turno: una mobilità emotiva, un'inquietudine, un dolore diciamo anche, che arrivano a umanizzare perfino super eroi ingabbiati in corpi macchina come 'Iron Man'; e che dire del suo survoltato, ironico 'Sherlock Holmes' (...)? Tuttavia c'è un ruolo che si stenta ad attribuirgli, ed è quello di uomo comune. 'Parto col folle' fa proprio questa scommessa: il folle non è lui, è l'altro, il compagno di viaggio Zach Galifianakis, ben calato nella parte di un aspirante attore, gay, nevrotico e rompiscatole che viaggia verso Hollywood. (...) Tuttavia il film è realizzato con buon piglio di regia; e a ben vedere Downey qui fa il doppio salto mortale di impersonare un uomo normale in modo tale da far intuire come in fondo non lo sia affatto, di qui il legame che instaura con il pazzerellone. E forse il motivo per cui lo spettatore, pur irritato, non fa pollice verso, sta nel misterioso messaggio subliminale trasmesso dall'attore." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 28 gennaio 2011)

"Dopo la sbornia di 'Una notte da leoni' (commedia sconcia da record d'incassi a Hollywood) arriva il giorno della lucidità per l'ex documentarista Todd Phillips, ora regista acclamato. Ecco allora 'Parto col folle, omaggio sentito, ma col freno a mano tirato, al buddy movie on the road 'Un biglietto per due' (1987). (...) Phillips punta ancora sul cameratismo maschile come in 'Old School', 'Starsky & Hutch' e nel suo primo successo 'Road Trip'. La sua è una comicità in cui la donna è subordinata e la vita adulta è vista con enorme diffidenza. Se dovesse fare un viaggio, partirebbe in quarta con il folle." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 28 gennaio 2011)

"Piacerà a chi dopo 'Una notte da leoni' considera Todd Philips il re della commedia grossolana, ma inventiva, e sempre politicamente scorretta (tra le scorrettezze, tre cagnetti odiosi). E Robert Downey jr (dopo 'Tropic Thunder') un talento (anche comico) di prima fila. C'è parecchio da ridere (e molte trovate davvero originali nel pazzo pazzo 'trip')." (Giorgio Carbone, 'Libero', 28 gennaio 2011)

"Un'altra coppia pazza del cinema americano on the road, il maritino borghese quasi padre Robert Downey jr. combinato con un matto vezzoso extra large esperto nel combinar guai. Il jolly è lui, Galifianakis, (...) teso ad esagerare come tutto il film che rinuncia allo spirito surreale cinico (il pugno al bimbo) a spese di gag prevedibili crash-trash e col solito gentile accenno da cinepanettone. Jamie Foxx e Juliette Lewis son comparse. Sarà un successone." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 28 gennaio 2011)

"Prima di dare il sequel all'esilarante 'Una notte da leoni', Todd Phillips riprende il suo ciccione preferito (Galifianakis) e rimesta la minestra con 'Parto con il folle': scorrettezze politiche, sgradevolezze assortite, nonsense e psicosi ad alto voltaggio umoristico. Ma nel piatto i conti non tornano: posticcia e incongrua, la storia finisce per mettere la camicia di forza a camp e grottesco." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 27 gennaio 2011)
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