Parlami di te

Un homme pressé

FRANCIA - 2018
2,5/5
Parlami di te
Alain è un rispettato uomo d'affari e un brillante oratore, sempre in corsa contro il tempo. Nella vita, non concede alcuno spazio alle distrazioni e alla famiglia. Un giorno, viene colpito da un ictus che interrompe la sua corsa e gli lascia come conseguenza una grave difficoltà nell'espressione verbale e una perdita della memoria. La sua rieducazione è affidata a Jeanne, giovane logopedista. Con grande impegno e pazienza, Jeanne e Alain impareranno a conoscersi e alla fine ciascuno, a modo suo, tenterà di ricostruire se stesso e di concedersi il tempo di vivere.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: SIDONIE DUMAS, MATTHIEU TAROT PER LBERTINE PRODUCTIONS, IN COPRODUZIONE CON GAUMONT, FRANCE 2 CINEMA
  • Distribuzione: BIM DISTRIBUZIONE
  • Data uscita 21 Febbraio 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Manuela Pinetti
Per Alain Wapler esiste soltanto il lavoro: non si ferma neanche quando è colto da ictus. Si risveglia in ospedale apparentemente indenne, ma quando apre bocca pronuncia frasi senza senso. L’ictus ha sconvolto il ritmo dei suoi discorsi, e farà lo stesso con quello della sua vita.

Alain, l’uomo sempre impegnato (Un Homme Pressé è il titolo originale) è Fabrice Luchini, protagonista di un one man show che sa far ridere ed emozionare con le sue involontarie acrobazie linguistiche. L’uomo è costretto a riscoprire i rapporti umani, fino a quel momento un rumore di fondo, subordinati alla sua aggressività verbale.

Il film narra con onestà questa parabola umana, allentando però il ritmo (in una mimesi del percorso del suo protagonista) nel terzo atto, in cui depone le armi della drammaturgia a favore di una lunga scena di montaggio, tipica scorciatoia del feel good movie che non ha voglia di elaborare fino in fondo la trasformazione di un personaggio.

Alain arriva addirittura a risolvere i problemi personali dell’ortofonista che lo sta rieducando alla parola: una svolta buonista che, comunque, non cancella le discrete intuizioni di messa in scena e l’istrionica interpretazione di Luchini.

CRITICA

"Il gioco è fin troppo facile: far sorridere lo spettatore con parole buffe e storpiate che cambiano il significato delle frasi. Quasi come affrontare da spericolati una lingua straniera. Il tema del film 'Parlami di te' è però coraggioso: la riabilitazione di un manager di successo dopo che un ictus gli ha colpito l'area del cervello della memoria e del linguaggio. Bella impresa rimparare a parlare. Lui è Fabrice Luchini, attore con cui si va sempre sul sicuro. Il regista Hervé Mimran firma una commedia che conferma ancora una volta come la capacità di affrontare temi ultra delicati sia diventata una prerogativa tutta francese, un'arte affrontata con grazia e soprattutto ironia. Perché sì, quest'ultima può aiutarci anche nelle peggiori tragedie." (Claudia Ferrero, 'La Stampa', 21 febbraio 2019)
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