Paranormal Stories

ITALIA - 2014
2/5
Paranormal Stories
Uno scrittore diabolico, alla morte, lascia in eredità al figlio i suoi terribili segreti. Un ragazzo, in chat, incontra lo spettro del suo migliore amico tragicamente morto suicida poche ore prima. Una sedicente medium si trova a dover fare i conti con gli spiriti che ha futilmente evocato nel corso delle sue truffe. Un bambino muto e disagiato, allontanato dai coetanei, si trasforma in un'autentica leggenda vivente per gli abitanti del suo paese. Tre ragazze, scampate a un incidente stradale e rifugiatesi in un motel, non sfuggiranno invece alla vendetta della loro vittima. Il tutto nella cornice di un bambino rimasto solo in casa che per passare il tempo guarda un film horror alla tv...
  • Episodi: 17 Novembre - Offline - Fiaba di un mostro - La medium - Urla in collina - Prologo ed Epilogo
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR
  • Specifiche tecniche: RED
  • Produzione: GABRIELE ALBANESI
  • Distribuzione: EXPLORER ENTERTAINMENT IN COLLABORAZIONE CON ONE7 MOVIES
  • Data uscita 10 Luglio 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Gianfrancesco Iacono
L'antologia horror prodotta e in parte scritta da Gabriele Albanesi, neo-guru del cinema di genere italiano (abbiamo nuovamente un cinema di genere? Da quando?), ha tutto il sapore di volersi porre come trampolino di lancio per un manipolo di filmmakers giovanissimi e cannibaleschi, tutti nati fra l'81 e l'83, nel tentativo (utopico?) di rivitalizzare il B-movie orrorifico che fu tra le punte di diamante della cinematografia nostrana nei ruggenti seventies. Riusciranno i nostri eroi nella titanica impresa? Quién sabe?
Se volessimo partire da Paranormal stories, come prototipo della reconquista, a dirla tutta, la luce in fondo al tunnel sembrerebbe parecchio lontana, ma l'età media di coloro che si alternano in cabina di regia è parzialmente una scusante, così come l'impostazione più da saggio di fine corso accademico che da organismo filmico ben strutturato che sottende l'intera operazione. Gli spunti narrativi dei cinque episodi, rigorosamente incentrati su ghost stories, non sono certo la quintessenza della freschezza: un giovane costretto a fare i conti con lo spettro del padre, celebre scrittore e presunto assassino; un ragazzo che chatta con un amico suicidatosi da poco; una sensitiva ciarlatana che finisce col dover affrontare dei veri spiriti; un bambino sordomuto, emarginato dai coetanei, che va incontro a una fine orribile; tre giovani e procaci ragazzotte massacrate dal maniaco spettrale di turno. Il risultato finale è discontinuo, vuoi per l'approccio giustamente diversificato alla regia, vuoi per la maggiore o minore efficacia della messinscena rispetto a sceneggiature tutt'altro che solide; un po' troppo spesso, difatti, i plot fanno il verso a modelli narrativi anglosassoni senza averne, mutatis mutandis, lo stesso mordente.
Qua e là affiora autentico talento visivo, come nel caso dell'episodio della medium, forse il migliore del lotto, diretto da Roberto Palma, mentre altrove l'uso e l'abuso di certi espedienti (ancora con queste riprese finto-amatoriali?), puzza oramai di stantio. Un applauso alle intenzioni e un ad maiora per il futuro.

NOTE

- PRODUTTORI ASSOCIATI: TOMMASO AGNESE, EMANUELE ZARLENGA, GIORGIO BRUNO.

- PRODUTTORE ESECUTIVO: ANDREA GAGLIARDI.

- CO-PRODUTTORE: SIMONE STARACE.

CRITICA

"Cinque mini ghost storie con prologo ed epilogo, tutto in 90' con alcuni giovani registi alle prese con situazioni horror canoniche ispirate alle serie di paura a fumetti di 'Creepshow' alla Romero. Ma i raccontini sono recitati maluccio, quasi tutto è prevedibile, va meglio con i minorenni, il ragazzino diverso o con la medium, forse i due episodi migliori, uno di Prolli l'altro di Palma. Ma il respiro è corto." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 10 luglio 2014)

"(...) film collettivo realizzato da giovani registi sotto l'egida della mente creativa e produttiva Gabriele Albanesi: cornice horror e ritratto fantasmatico, si strizza l'occhio - come da titolo - alla redditizia e americana 'Paranormal Activity', cercando nel contempo di resuscitare l'Italia da paura che fu. Intenzione apprezzabile, ma la sensazione è del compitino (ghost story fin troppo filologiche, ma non solide...), se non della scopiazzatura (le riprese finto-amatoriali, basta!): una antologia coraggiosa, dunque, ma non proba. L'episodio migliore? Quello della medium, grazie al talento visivo di Roberto Palma." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 10 luglio 2014)

"Sei giovani registi italiani rileggono il genere paranormale come specchio attento ai fenomeni sociali del nostro tempo. Dalla medium imbrogliona alla chiusura di certi paesi di provincia, dalla mancanza di etica dei giovani ai suicidi indotti, tutto passa sotto la lente di brevi ghost stories. (...) Se le singole regie lasciano intravedere molto talento da forgiare, non così le sei sceneggiature raramente convincenti. Comunque, da vedere e apprezzare, senza invidia verso gli Usa." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 10 luglio 2014)

"Quando mamma e sorellina sarcastica lo lasciano da solo a casa (...) tutto si aspetterebbero tranne che lui, (...) si metta allegramente a vedere un horror a episodi. E con questo prologo geniale sul piacere infantile del racconto macabro che si apre un brillante mosaico del terrore prodotto ancora da Gabriele Albanesi (unico valido autore di horror e thriller italiano oggi dopo le regie 'Il bosco fuori' e 'Ubaldo Terzani Horror Show') dove i fantasmi la fanno da padrone. (...) Nasce da un laboratorio guidato nel 2011 da Albanesi all'Università Tor Vergata di Roma. Assai spiritoso." (Francesco Alò, Il Messaggero', 17 luglio 2014)
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