PAPA', HO TROVATO UN AMICO

MY GIRL

USA - 1991
A Madison, in Pennsylvania, nel '72, Harry Sultenfuss, impresario di pompe funebri, è vedovo da 11 anni. Tratta con un certo distacco la figlia Vera, venuta alla luce poco prima della morte della moglie. La famiglia è completata dallo zio Phil, fratello di Harry, e dalla nonna paterna Gramoo, ormai sclerotica ma adorata dalla nipote. Vera somatizza tutte le malattie dei "clienti" del padre e tormenta l'anziano dottor Welty con le sue visite. Ha anche un amico del cuore, il serio e timido Thomas J. Sennett, come lei isolato dai compagni di scuola. L'improvviso fidanzamento del padre con Shelly De Voto, una estetista dedita ad imbellettare i defunti clienti, provoca in Vera un confuso sentimento di gelosia. Vera è anche innamorata del maestro Bixler, e pur di stargli vicino si iscrive ad un corso estivo di poesia da questi tenuto, sottraendo la somma dell'iscrizione al salvadanaio di Shelly, che vive in un pittoresco camper. L'ostilità verso Shelly, culminata durante una visita al Luna Park col padre, si attenua quando l'arrivo delle prime mestruazioni trova la bimba sola in casa con lei, che inizia in tal modo a far le veci della mamma scomparsa. Ma scoppia la tragedia; andato nel bosco a cercare un anello che era caduto a Vera durante una precedente spedizione contro un alveare d'api, Thomas J. viene punto, ed essendo allergico, muore. Disperata, perchè oltretutto proprio il giorno prima i due s'erano scambiati il primo innocente bacio, ed anche per l'aver scoperto che il maestro ha una fidanzata, Vera non sa darsi pace. Ma ecco a poco a poco porsi in movimento energie positive: il ritrovato affetto del padre, la premurosa attenzione di cui la circondano Shelly e lo zio, una nuova amicizia scolastica con una compagnetta che dapprima le era ostile, il commovente incontro con la mamma di Thomas J. che le restituisce l'anello trovato nella mano del figlio al momento della tragedia. Lasciando alle spalle la bimba nevrotica ed ipersensibile dell'infanzia, Vera può ormai entrare nell'adolescenza con una nuova consapevolezza dei valori della vita.

CAST

CRITICA

Howard Zieff, che ci ha divertito con "4 pazzi in libertà", non trova qui la chiave giusta per amalgamare il brillante al didascalico: i sentimenti si aggrovigliano senza interessarci, la battuta costeggia l'humour macabro ma con la retorica in agguato. (Maurizio Porro, Il Corriere della sera)
La vicenda in sè scritta da una esordiente, Laurice Elehwany, che ha tenuto a rivelarla per metà autobiografica, scorre via tra inciampi e stasi, con modeste e sempre prevedibili soluzioni psicologiche e con un respiro corto che frena perfino gli slanci dei bambini quando giocano. (Gian Luigi Rondi, IlTempo) Parebbe un soggetto abbastanza lugubre, se "Papà ho trovato un amico" non s'abbandonasse ai toni della commedia, finemente disegnato dal regista Howard Zieff (4 pazzi in libertà e bene interpretata da Dan Aykroyd. (Alfio Cantelli, Il Giornale)
Sembra un "baby movie" di quelli che vanno di moda a Hollywood, e invece è un piccolo romanzo di formazione a sfondo drammatico, punteggiato da tocchi di umorismo nero. (Roberto Nepoti, La Repubblica)
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