Paolo Conte - Via con me

ITALIA - 2020
3/5
Paolo Conte - Via con me
Paolo Conte, tra i maggiori artisti italiani, è uno dei più internazionali e meno rappresentati per la sua proverbiale ritrosia e per il suo rigore assoluto. Il documentario racconta un personaggio eclettico e, per certi versi, misterioso, attraverso quasi cinquant'anni di storia, non soltanto musicale. Una sorta di itinerario ideale, un intreccio di parole, versi e musiche che scattano foto del nostro immaginario attraverso le canzoni, i concerti, gli amici e le riflessioni del grande artista astigiano. Giorgio Verdelli ha attinto all'immenso patrimonio dell'archivio personale di Conte, dalle riprese dei tour internazionali alle tante occasioni di una carriera assolutamente unica. Il film si inoltra nel labirinto delle sue canzoni, anche quelle scritte per gli interpreti più diversi, oltre che nel labirinto delle sue passioni (il jazz, l'enigmistica, la pittura, il diritto, il cinema). Vedremo per la prima volta Conte disegnare nel suo studio di Asti, raccontando della sua musica. Tanti sono gli artisti, le immagini e i contributi che ci accompagnano in una scoperta continua tra il noto e l'inedito, tra le storie, i versi e le canzoni di quello straordinario altrove che è il mondo di Paolo Conte.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Produzione: SILVIA FIORANI, NICOLA GIULIANO, FRANCESCA CIMA, CARLOTTA CALORI PER SUDOVEST PRODUZIONI, INDIGO FILM IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: NEXO DIGITAL
  • Data uscita 28 Settembre 2020

TRAILER

RECENSIONE

di Lorenzo Ciofani
“Asti è una città in cui non si comunica tanto” dice Paolo Conte, che della città piemontese è tra i figli più illustri. “Non ha avuto poeti” aggiunge, ma il sottotesto è evidente: sono io, il poeta di Asti.

E dagli torto, a quello che i colleghi ritengono il più grande cantautore italiano, celebrato – è il caso da dirlo – da Paolo Conte - Via con me, tributo tessuto dall’esperto Giorgio Verdelli mettendo insieme un’intervista al divo Paolo, le testimonianze di amici e ammiratori illustri (parterre incredibile), le esibizioni di repertorio provenienti dall’archivio dell’artista.

Un documentario esaustivo e completo che si muove dichiaratamente nei pressi dell’omaggio, più sincero e sentito che agiografico o calcolato. Senza linearità cronologica, seguendo proprio come in una storia di Conte le traiettorie di un atlante emotivo prima che geografico, Verdelli ricostruisce e restituisce il profilo del personaggio con la complicità svagata del soggetto.


[caption id="attachment_149632" align="aligncenter" width="300"] Paolo Conte - Credits: Daniele Zedda[/caption]

Eleganza innata che non scompare sotto le rughe di una vita vissuta all’ombra del Bar Mocambo tra cassiere e milonghe, con una laurea in Legge che gli ha garantito il soprannome imperituro di Avvocato (“difensore delle mie canzoni” puntualizza sotto i baffi), Conte emerge in tutto il suo splendore sornione, giocando col mistero emanato dalla sua figura che pare scontornata da un classico in bianco e nero.

Autore di inni nazionali (Azzurro che riecheggia dai balconi durante il lockdown, ma resta nella memoria per il commosso commento della madre: “è antica e moderna”), sex symbol alternativo (Pupi Avati e l’invidia per i belli, Jane Birkin ammaliata dalle parole dette in quel modo lì), aristocratico sin dal cognome, Conte consegna suggestioni più che rievocare aneddoti.

Ha ragione l’amico e devoto Roberto Benigni quando dice che la sua grandezza sta nel seguire la regola dell’“ars gratia artis”: le sue sono “canzoni per le canzoni”, pezzi di un’opera mondo da leggere attraverso il filtro del cinematografo, frammenti di provincia che diventano sequenze di film comprensibili a tutte le latitudini.

Pur procedendo secondo lo swing dettato dal cantautore, Verdelli sceglie un approccio tradizionale alla materia, preferendo che le storie di Conte affiorino dalle canzoni stesse anziché attraverso ricostruzioni come quelle viste, per esempio, in Caro Lucio ti scrivo…, dove i personaggi di Dalla si trasformavano in corpi. Un ritratto labirintico eppure limpido, una divertente, sincopata, leggiadra jam session tra disegni e rebus, per (ri)scoprire il mondo di uno dei più grandi scrittori italiani del Novecento.

NOTE

- FUORI CONCORSO, ALLA 77. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2020).

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI: FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE, FILM COMMISSION REGIONE CAMPANIA.

- PRODUTTRICE ESECUTIVA: SILVIA FIORANI.

- COLLABORAZIONE ARTISTICA: RITA ALLEVATO PER PLATINUM SRL.

- L'INTERVISTA DI GIORGIO VERDELLI A PAOLO CONTE È STATA REALIZZATA AD ASTI NEL SETTEMBRE 2019.
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