PAGEMASTER - L'AVVENTURA MERAVIGLIOSA

PAGEMASTER

USA - 1994
Richard Tyler è un ragazzino pauroso di tutto: teme persino di salire sulla casetta costruitagli da papà Alan sull'albero del giardino. Sorpreso da un violento temporale, mentre si reca a comprare dei chiodi con la sua bicicletta super accessoriata, per evitare guai entra in un'enorme biblioteca, dove il bibliotecario mister Dewey lo fornisce di un tesserino. Si trova quindi trasformato in un'illustrazione ed incontra Pagemaster, signore della biblioteca, che lo invita ad affrontare tre prove, per uscirne. Un libro animato, "Avventure", dall'aspetto piratesco, ed un altro con aspetto muliebre e con occhiali "Fantasie", lo accompagnano nel viaggio, a loro si unisce "Orrore", dalle fattezze alla Frankestein. La prima prova è traversare la casa abitata da Jeckyll che davanti ai tre si trasforma nel perverso Hyde. Sfuggiti al mostro, si trovano a navigare su una barchetta su un mare dove il capitano Achab cerca e trova Mobi Dick, che manda in frantumi il loro guscio. Aggrappato a un relitto, viene tirato a bordo dagli uomini di John Silver per rivivere il finale dell'Isola del Tesoro, sbaragliando i pirati con l'aiuto dei redivivi "Orrore" e "Fantasia". Salvato "Orrore" dai lillipuziani, il trio affronta infine un feroce drago, dalle cui viscere Richard riesce ad uscire grazie al fagiolo magico. Salutato Pagemaster che gli mostra gli aspetti positivi dell'esperienza, rientra nel suo corpo, e il bibliotecario gli lascia, in via eccezionale, portare a casa i tre libri dell'avventura. Superate le sue paure Richard si fa trovare addirittura addormentato nella casetta sull'albero dai preoccupati quanto stupiti genitori.

CAST

NOTE

REVISIONE MINISTERO MARZO 1995. N.B.: IL FILM E' PRECEDUTO DAL GRADEVOLE CARTONE ANIMATO "THE FLINTSTONES" (DINO E IL GATTO FURBINO)

CRITICA

"Naturalmente l'incastro di attori veri e cartoni (David Kirschner all'animazione) è come sempre molto ben fatto, ne sono garanti i molti tentativi precedenti: non solo 'Roger Rabbit', già nel '56 Gene Kelly ballava con Tom e Jerry. Il film (la sceneggiatura di David Casci si ispira al libro edito dalla Fabbri) si differenzia secondo il tema, evocando nel mucchio selvaggio Stevenson, Wells, Verne, Stoker e Mary Shelley. Per l'avventura ricorre a estesi orizzonti dorati; per il fantasy rosa, blu e viola; l'horror fa l'occhiolino al dr. Caligaris. Al di là dei risultati, l'intento morale del film è indubbio: nella videocrazia di oggi, urge riscoprire il fascino della buona lettura." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 12 Marzo 1995)

"Gli effetti sono sempre giusti, i disegni fantasiosi quel tanto che serviva, con colori vivaci e modi sempre abilmente fatti trascorrere dall'avventura alla fiaba e perfino -pur tenendo conto degli spettatori giovanissimi cui il film è destinato- all' orrore più marcato; con tanto di incubi nel fondo.
Si può seguir tutto, perciò, e senza mai un momento di noia, perché gli episodi tolti dai libri celebri si alternano con equilibrio e con gusto e i climi di cui sono pervasi, anziché ripetersi, tendono sempre a rinnovarsi: con una grande varietà di invenzioni. Naturalmente a divertirsi di più sono i bambini, ma gli adulti che li accompagnano non saranno troppo delusi." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo',15 Marzo 1995)

"Va bene che i film americani bisogna ormai andarli a vedere previa consultazione del vocabolario, vista la consuetudine di mantenere i titoli originali, ma la parola 'Pagemaster' non si trova neppure sul Webster. Dal contesto della favola pubblicata in un volume illustrato della Fabbri Editori, si evince comunque che il mitico Pagemaster è 'il signore delle pagine' vale a dire il custode della biblioteca. Nel film, il prologo e l'epilogo sono interpretati dal fanciullo Macaulay Culkin, cresciuto dai tempi di 'Mamma ho perso l'aereo' e afflitto da ogni sorta di paure con gran preoccupazione dei genitori. (…) Si pensa a 'La storia infinita' di Michael Ende e al film che ne ricavò Wolfgang Petersen, per il comune proposito di celebrare le meraviglie della lettura. Ben venga 'Pagemaster' se riuscirà a convincere anche una sparuta porzione dei suoi giovanissimi spettatori a prendere in mano un libro; e tuttavia la fiaba è troppo ingenua e malamente orchestrata. Per fortuna i disegni sembrano attestare (soprattutto negli sfondi più che nei personaggi di imitazione disneyana) un sorvegliato gusto figurativo." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa',11 Marzo 1995)
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