Out of Sight

USA - 1998
Out of Sight
Jack Foley è un rapinatore di banche che non vuole assolutamente fare ricorso alla violenza. E' un ladro gentiluomo che, quando si presenta allo sportello, usa maniere eleganti per intimare che gli venga consegnato il denaro. Purtroppo il successo di queste rapine dura pochi minuti. Jack così è abituato ad entrare e uscire dal carcere in continuazione. Ora, dal carcere di Glades in Florida dove è rinchiuso, progetta l'evasione insieme ad altri detenuti. Quando escono, di notte, qualcosa va storto, anche perché si intromette, non prevista, una macchina con una persona che comincia a sparare. Jack e questa persona si nascondono nel portabagagli, e Buddy, il basista che aspettava fuori, parte a gran velocità. Rinchiusi, i due cominciano a parlare. La 'persona' è una donna, Karen, anzi uno sceriffo federale che si stava recando al carcere per notificare un mandato di comparizione. Jack e Buddy sfuggono alla polizia, lasciano Miami per puntare verso Detroit, e lasciano anche Karen, che poteva essere un ostaggio ingombrante. A Detroit, i due progettano un'altra rapina. Jack sa che sta sbagliando, ma non può fare a meno di telefonare a Karen e rimanere in contatto con lei. La scintilla è scoccata e ora l'uno ora l'altra si inseguono, si trovano, facendo talvolta finta di non conoscersi. Quando Jack viene nuovamente arrestato, Karen si incarica di prendere personalmente in custodia il furgone che deve portare Jack verso il nuovo carcere.
  • Durata: 123'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, THRILLER
  • Specifiche tecniche: CLAIRMONT CAMERAS - DE LUXE, 35 MM (1:1.85)
  • Tratto da: romanzo "Fuori dal gioco" di Leonard Elmore (ed. Baldini Castoldi Dalai, coll. I Nani, 1999).
  • Produzione: DANNY DEVITO, MICHAEL SHAMBERG, STACY SHER PER JERSEY FILMS, UNIVERSAL PICTURES
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES - CIC, DVD: UNIVERSAL PICTURES HOME ENTERTAINMENT (2003)

NOTE

- CANDIDATO ALL'OSCAR 1999 PER: MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE E MONTAGGIO.

CRITICA

"...un duello amoroso che non esclude tiri proibiti. Fra baci, spari e manette, lo spettatore si diverte. Anche perché, oltre all'appassionata attrazione, ci sono molte cose: colpi grossi meditati nell'ora d'aria, combattimenti immortali e tripli tradimenti. In cabina di regia Steven Soderbergh (quello di 'Sesso, bugie e videotape') si comporta come un detective alla Marlowe: fa il pieno di benzina, controlla che la pistola sia nel cruscotto, accende il motore e parte". (Claudio Barabba, 'Sette', 12 novembre 1998)

"Indubbiamente il regista Steven Soderbergh (forse laureato troppo in fretta con la Palma d'oro di Cannes per 'Sesso, bugie & videotape') sa trarre effetti suggestivi coniugando il sole di Miami alla neve di Detroit, schizzando con gusto i personaggi di contorno (soprattutto il nero Ving Rhames) ed evidenziando le bizzarrie dell'intreccio. Però gli manca il dono della finalizzazione, incerto come rimane fra la commedia e il "noir". Non resta che godersi il duetto fra Clooney, impudente e geniale rapinatore di banche che finisce sempre in galera, e la bella sceriffa Jennifer Lopez (anche lei, e con qualche merito "starlet" in ascesa). Le situazioni divertenti ci sono; e c'è fra i due quella che chiamano la 'chemistry', la combinazione chimica che fa di due attori una perfetta coppia". (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 14 novembre 1998)

"Eppure, in 'Out of sight' qualcosa non va: quando non c'è il divo Clooney a illuminare la scena, il thriller scade di interesse e ne fa fede il mediocre botteghino americano di 63 milioni di dollari. Temiamo che a non funzionare sia la regia di Steven Soderbergh, il sopravvalutato autore di 'Sesso, bugie & videotape' premiato a Cannes nell'89. Perché assumere un atteggiamento tanto intellettualistico davanti ad una materia che dovrebbe essere maneggiata con fluidità e divertimento?". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 15 novembre 1998)
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