ORE 13: DOPO IL MASSACRO LA CACCIA

CERTAIN FURY

USA - 1986
ORE 13: DOPO IL MASSACRO LA CACCIA
Fatta una retata di giovani ragazze, più o meno drogate o prostitute, la Polizia le porta davanti alla Corte per le imputazioni di rito. In aula, una di queste, Scarlet strappa ad un agente la rivoltella e comincia ad uccidere. Mentre cadono le prime vittime di ambo le parti, nel fumo e nella confusione la giovane Tracey scappa con Scarlet calandosi nelle fogne. Scarlet è un tipo di maschiaccio, proterva e decisa, impegolata in losche faccende di droga; l'altra una negretta istruita e figlia di un medico, incappata per puro caso nella retata. Ormai le due sono in fuga, ansimanti e lorde del sudiciume delle fogne, braccate dalla Polizia che deve vendicare i compagni uccisi, da un trafficante di droga e da un mezzo psicopatico della malativa (il primo cui Scarlet fa capo, in cerca di aiuto). Finiscono in una fumeria, incontrano peripezie ed ostacoli diventando affiatate e quasi amiche nella giungla metropolitana. Alla fine la Polizia le ritrova e le accerchia, sparando tuttavia alla irriducibile Scarlet, che resta ferita. Ma ormai c'è da credere che non sarà più sbandata e sola.
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: NORMALE A COLORI
  • Produzione: PRIZE FILMS PRODUCTION
  • Distribuzione: C.R.C. (1987) - AVO FILM

CRITICA

"Melodramma poliziesco, ammantato di risibili ambizioni sociali, violento, volutamente squallido, sgradevole fino alla repulsione, che si fa apprezzare soltanto per il ritmo concitato e i primi dieci minuti col cuore in gola. L'irriconoscibile Tatum O'Neal, imbruttita bimba prodigio di 'Paper Moon', crescendo ha perduto grazia e personalità. Inqualificabile, tanto per cambiare, la ridicola traduzione del titolo (l'originale è semplicemente 'Certain Fury')". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 10 novembre 2000)

"Melodramma poliziesco, ammantato di risibili ambizioni sociali, violento, volutamente squallido, sgradevole fino alla repulsione, che si fa apprezzare soltanto per il ritmo concitato e i primi dieci minuti col cuore in gola. L'irriconoscibile Tatum O'Neal, imbruttita bimba prodigio di 'Paper Moon', crescendo ha perduto grazia e personalità. Inqualificabile, tanto per cambiare, la ridicola traduzione del titolo". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 15 dicembre 2000)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy