Ore 12

ITALIA - 2014
Ore 12
Sara e Davide sono cresciuti insieme, nello stesso rione. Ogni giorno i due ragazzi si ritrovano tra i cortili delle palazzine per giocare insieme, crescere e amarsi. Il loro, però, è un amore impossibile: i rispettivi padri, infatti, si affrontano e si uccidono a vicenda, condannando i due ragazzi a perdere per sempre la loro innocenza, protagonisti involontari di una faida tra dinastie nemiche che si consuma nelle vedette. Per Sara e Davide, l'unico modo di sopravvivere al dramma è trovare un piano che gli permetta di fuggire da tutto quell'odio che li circonda. Ma sul loro destino incombe la sfortuna...
  • Durata: 16'
  • Colore: C
  • Genere: CORTOMETRAGGIO
  • Specifiche tecniche: HD, DCP (16/9)
  • Produzione: FIGLI DEL BRONX , CATTLEYA, IN COLLABORAZIONE CON SKY-ARCOPINTO, (R)ESISTANZA LABORATORIO INSURGENCIA, COMITATO VELE SCAMPIA

NOTE

- ALLA SCENEGGIATURA HA COLLABORATO IL LABORATORIO "MINA" DIRETTO DA GIORGIO CARUSO.

- SELEZIONE UFFICIALE ALLA IX EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2014) NELLA SEZIONE 'PROSPETTIVE ITALIA'.

CRITICA

"E' uno dei cinque cortometraggi nati nell'ambito del laboratorio di arti audiovisive MINA tenuto a Scampia. Dopo due lungometraggi di fiction 'Una notte' e 'L'innocenza di Clara' e il documentario 'Poeti', D'Angelo ha girato uno short che si stacca nettamente dalla mediocrità media dei cortometraggi italiani. Ancora un ghetto periferico di Napoli, un territorio degradato ad alto tasso camorristico, ancora giovani che vivono tra violenza, disagio, emarginazione, ma D'Angelo piuttosto che assecondare la tendenza a piangersi addosso ha voluto raccontare semplicemente l'amore, un sentimento eterno e universale che difficilmente viene raccontato in quei posti abbandonati alla criminalità e nel suo film succede che anche ragazzi appartenenti a clan rivali e in guerra si amino a tal punto che sono disposti a sacrificare qualunque cosa pur di stare insieme. (...) D'Angelo immerge tutto (...) nelle atmosfere, nello stile e nella tensione proprie del mélo action di Hong Kong e John Woo con un omaggio esplicito ma c'è anche un po' di spaghetti western e di Tarantino. Gran ritmo, belle inquadrature, sequenze incisive, montaggio serrato, dialoghi essenziali e tante invenzioni visive per comunicare con leggerezza amore e odio, violenza e disagio." (Alberto Castellano, 'Il Manifesto - Alias', 18 ottobre 2014)
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