Only the Animals - Storie di Spiriti Amanti

Seules les Bêtes

FRANCIA, GERMANIA - 2019
3,5/5
Only the Animals - Storie di Spiriti Amanti
Una donna scompare: dopo un'intensa nevicata di lei restano poche tracce, la macchina abbandonata sul ciglio di una strada di montagna, una casa vuota. Cinque persone sono collegate dalla polizia al mistero. Ciascuna di loro nasconde un segreto, ma la soluzione sta ben lontana dal villaggio alpino, addirittura in un altro continente.
  • Altri titoli:
    Only the Animals
  • Durata: 113'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Tratto da: tratto dal romanzo omonimo di Colin Niel (ed. Editions du Rouergue, 2017)
  • Produzione: HAUT ET COURT, RAZOR FILM PRODUKTION
  • Distribuzione: PARTHENOS DISTRIBUZIONE (2022)
  • Data uscita 12 Maggio 2022

TRAILER

RECENSIONE

di Miriam Raccosta

Valeria Bruni Tedeschi è la donna scomparsa nel noir ben congegnato di Dominik Moll, dove i tratti distintivi del genere si mescolano ad un’attenta riflessione sull’interiorità dei protagonisti.

Cosa hanno in comune un giovane ragazzo africano in bicicletta che procede lungo una strada con fatiscenti edifici ai margini (e con una piccola capra urlante sulle spalle), e le desolate immagini di vegetazione innevata mossa dal vento durante la bufera?

Sulla carta nulla, ma in Only The Animals – Storie di Spiriti Amanti (Seules les bêtes) di Dominik Moll, paradossalmente tutto. Sì, perché questi luoghi opposti sono legati a doppio nodo per un imprevedibile, quanto significativo, legame.

Titolo d’apertura della 16ma ‘Giornata degli Autori’ della Mostra del Cinema di Venezia (2019), il film è tratto dall’omonimo best seller di Colin Niel (pubblicato nel 2017), di cui conserva struttura e sinossi: una donna sparisce, lasciando la propria automobile ferma sul bordo di una carreggiata di montagna che porta alla cima di un altopiano francese dove si trovano fattorie isolate. La persona scomparsa è Evelyne (Valeria Bruni Tedeschi) e, mentre la polizia inizia ad indagare senza indizi precisi, cinque persone comprendono di avere a che fare, in un modo o in un altro, con questa sparizione. Dal loro vissuto di quei giorni, la narrazione si muove e progredisce fino ad arrivare a chilometri di distanza, in Africa.

Cinque personaggi, cinque vicende diverse ma concatenate. A questi corrispondono altrettanti capitoli che, nel loro avvicendarsi progressivamente, aggiungono nuovi elementi chiarificatori per guidare lo spettatore a scoprire cosa unisce gli uni agli altri e quale possa essere la causa scatenante dell’accaduto.

Only the Animals – Denis Menochet ©Jean-Claude Lother

Sarà il rapporto clandestino tra Joseph (Damien Bonnard), scontroso fattore che ama parlare ‘solo con gli animali’, e l’assistente sociale Alice (Laure Calamy), sposata con l’introverso Michel (Denis Ménochet); o la relazione travolgente tra l’incauta Marion (Nadia Tereszkiewicz) e una donna più grande? O la vita fatta di espedienti di Armand (Guy Roger “Bibisse” N’drin) in Costa d’Avorio?

Tutto è il contrario di tutto e sembra proprio che la ben nota legge della termodinamica, “ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”, sia il leitmotiv narrativo dell’intera vicenda.

I topoi del genere, dai colori cupi della fotografia ai protagonisti ambigui e sospettabili, con una certa attenzione alle complesse dinamiche interiori di questi ultimi, sono accomunati dalla stessa affannosa volontà di concretizzare quelle sensazioni impossibili ed immaginarie per rifuggire dalla realtà opprimente, ormai senza via d’uscita.

La traslazione, dall’universo desolato e cupo fatto da sterminati paesaggi invernali, dove la solitudine del paesaggio coincide con il sentirsi emotivamente incompresi, al mondo affollato ed ancestrale della città ivoriana, permette anche di volgere lo sguardo a questioni attuali come la disuguaglianza sociale e il servirsi dell’inganno per sopravvivere.

Ma ad essere raccontate, in fondo, sono cinque storie d’amore dove ognuno è spinto nel proprio essere dal desiderio viscerale di amare ed essere amato e sarà questo bisogno a portarli ad agire, cancellando in un attimo la sentenza espressa da un’anziana ad inizio film: “Quando si ama non può succederti nulla di male”.

NOTE

- PRESENTATO ALLA 76. MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (2019) COM FILM D'APERTURA ALLE XVI GIORNATE DEGLI AUTORI (VENEZIA, 2019).

CRITICA

"Se il meccanismo giallo è un po' alla Agatha Christie - ciascuno avrebbe le sue ragioni per uccidere Valeria Bruni Tedeschi - l' atmosfera rurale è in gran parte alla Simenon, con profondi silenzi e covati odi a porte chiuse, ma l' anatomia dei misteri si seziona alla fine col sesso e i soldi. Saremo noi curiosi nel girotondo di spazio e tempo a collegare i fatti, grazie anche alla bravura con cui gli attori (...) proteggono i loro discinti segreti avvinghiati in un noir ben confezionato. Dove le solitudini si sovrappongono ma la soluzione viene da lontano e ovunque si scavi nelle cinque storie d'amore mancato, si trovano resti di ambiguità, penombre notturne, delusioni inconfessabili, con la paura che gli spiriti possano peggiorare la malvagità perfino via internet." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 12 maggio 2022)

"Tratto dal romanzo 'Seules les Bêtes' di Colin Niel, il film viene raccontato a capitoli, proprio come un libro. Ognuno con un colpo di scena, il più delle volte sorprendente. Ne viene fuori un bel noir, con il comune denominatore di storie d'amore frustrate e disilluse." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 12 maggio 2022)

"'Only the animals - Storie di spiriti amanti' è un enigmatico noir francese suddiviso in capitoli, ciascuno dei quali aggiunge elementi al puzzle ma, nel contempo, apre la strada a nuovi interrogativi. Nei Causses, zona montuosa del Sud della Francia, una donna scompare durante una tempesta di neve (...). Nella sparizione di Evelyne sono coinvolti a vario titolo diversi personaggi: l' assistente sociale Alice, suo marito Michel, il contadino sociopatico Joseph, una giovane cameriera di nome Marion. Non solo: anche, lontano migliaia di chilometri, dei ragazzi ivoriani che praticano cybertruffe. E qui sta l' originalità del film di Dominik Moll (e prima ancora del romanzo da cui è tratto); tale da renderlo, malgrado qualche debolezza, intrigante dall' inizio alla fine. Il set si sposta dalle montagne innevate alla bidonville di Abidjan e viceversa, intrecciando i destini dei personaggi fin quasi a evocare la "teoria della farfalla", quella secondo cui il battito d' ali di un lepidottero può provocare uno tsunami dall' altra parte della Terra. (...) Più che il mistero della donna scomparsa, frattanto, 'Only the animals' rivela che il suo vero soggetto è un altro, ovvero la solitudine di tutti gli attori in gioco, le loro illusioni e disillusioni, nonché un famelico bisogno d' amore (...)." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 12 maggio 2022)

"'Only the animals' (Seules les bêtes, titolo originale chissà perché tradotto da noi in inglese) è un noir tra il glaciale e il torrido sulla linea Simenon-Chabrol caratterizzato da un ambizioso taglio autoriale e un cast pressoché perfetto. Lo firma, infatti, adattando l' omonimo romanzo di Colin Niel, la coppia composta dal regista franco-tedesco Dominik Moll e lo sceneggiatore francese Gilles Marchand (...) attratti dai soggetti fondati sull'influenza dell'habitat naturale sui comportamenti, l'opacità delle esistenze materialmente e psicologicamente isolate e il pernicioso slittamento dei cardini morali e razionali. (...) Dopo avere seminato nel prologo un pugno di labili indizi, il procedimento narrativo si scompone rimettendo in scena alla maniera di Rashômon lo stesso episodio da prospettive divergenti (...). Poco a poco, così, le ellissi sfumano, le connessioni si saldano, i segreti collassano e le bestie umane ormai si fronteggiano in uno showdown tanto brillante e sarcastico quanto forzato e implausibile." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 13 maggio 2022)
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