ONE HOUR PHOTO

USA - 2002
ONE HOUR PHOTO
Seymour sviluppa foto e conosce immagini e segreti di tutti. E' molto affascinato dalla famiglia Yorkin, la sua famiglia modello, tanto da tappezzare il suo appartamento con le copie delle loro foto. Quando però gli Yorkin iniziano ad avere dei problemi, Seymour decide di intervenire per conservare intatta la loro immagine di famiglia felice...
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: CATCH 23 ENTERTAINMENT, KILLER FILMS, MADJAK FILMS, LAUGHLIN PARK PICTURES
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX
  • Data uscita 18 Ottobre 2002

TRAILER

NOTE

- PRESENTATO IN CONCORSO AL 55MO FESTIVAL DI LOCARNO (2002)

CRITICA

"In questo film amaro e nitido di Mark Romanek, Robin incarna un tipo sottotono che pian piano si trasforma in una bomba pronta a scoppiare. E come può andare su di giri Robin Williams lo sa chi l' ha visto recentemente intervistato nella trasmissione 'Inside the Actors' Studio': estroverso, spiritoso, generoso nell'esibirsi, ma sempre inquietante. Insomma un personaggio da tener d'occhio in ogni sortita, quasi sempre degno di qualsiasi premio. De gustibus: invece di premiare l'eccelso interprete di 'One Hour Photo', la giuria locarnese ha preferito laureare miglior attore un bambino non attore in un film greco". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 19 ottobre 2002)

"Mark Romanek che ha scritto la sceneggiatura (ci sono alcune incongruenze e non tutti i personaggi sono costruiti bene) ha girato, prima di questa opera prima, molti video musicali, ma di quello stile effettato e 'falso glamour' ha cancellato ogni sbavatura. Lo stile è secco, asciutto, al neon. Bianco e spazi svuotati. Inquadrature e figure d'attesa. I modelli narrativi che lo hanno influenzato sono 'La conversazione', 'Taxi Driver', 'L'inquilino del terzo piano': ritratto al nero del personaggio e dell'eroe 'dimenticato'". (Enrico Magrelli, 'Film Tv', 22 ottobre 2002)

"La vicenda di ordinaria nevrosi individuale, tipicizzata in passaggi prevedibili è un po' irrigidita nella spettrale radiografia del comportamento, con la complicità sapiente di Williams, concentrato a mettersi in rilievo in un ruolo diverso. Il visivo invece, i corridoi freddi del market, la casa borghese da soap-opera e soprattutto gli interni del laboratorio fotografico, mette a posto le cose: questo è un mondo che toglie colore alla vita proprio quando lo aggiunge su carta patinata. Maledetto Technicolor quotidiano". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 18 ottobre 2002)
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