Onda su Onda

ITALIA - 2016
2/5
Onda su Onda
A Montevideo si intrecciano i destini e le vite di due uomini diversi, ma accomunati dallo stesso desiderio di rinascita. Ruggero è un cuoco solitario. Gegè un esuberante cantante che deve raggiungere Montevideo per un concerto, occasione imperdibile per il suo rilancio. All'inizio tra i due non corre buon sangue, ma un evento inaspettato li costringerà a un'amicizia forzata. Nella capitale uruguagia li accoglierà una donna, Gilda Mandarino, l'organizzatrice dell'evento. Ma non tutto andrà come previsto...
  • Altri titoli:
    Buena onda
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: WARNER BROS. ENTERTAINMENT ITALIA, INDIANA PRODUCTION, LESS IS MORE PRODUZIONI
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 18 Febbraio 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Emanuele Rauco

I personaggi sono importanti in un film pensato per un pubblico ampio, specialmente se quel film è una commedia, genere fondato sui caratteri e gli attori. Ma se la cura e la costruzione di questi personaggi si mangia tutto il film conducendolo al fallimento? È il limite principale di Onda su onda, terzo film da regista di Rocco Papaleo da lui interpretato con Alessandro Gassman.

Il film vede i due interpretare un cantante fallito e un cuoco depresso, su una nave diretta a Montevideo per il concerto che potrebbe rilanciare la carriera del cantante. Ma un imprevisto alle sue corde vocali trasformerà l’odio tra i due in imprevista amicizia. Dietro un meccanismo di scambio di persona, Papaleo, Valter Lupo e Federica Pontremoli scrivono un film che sembra la versione nostrana del cinema di Almodòvar fatto di agnizioni, colori, malinconia spagnoleggiante e tocchi di kitsch, adattata però all’andamento ondivago e simpatico del suo autore.

Fatto salvo l’ovvia esposizione da cartolina di Montevideo e di tutti i suoi anfratti, Onda su onda si poggia su cliché consolidati della commedia nostrana (e non solo) per supportare una struttura tutta concentrata sulla definizione di Ruggero e Gegè, per sbozzarne ogni tic e ogni sfumature, per farne personaggi che “poi ti viene voglia di portare a casa” come ha detto Papaleo alla presentazione. E ammettiamo che ci riesce. Ma questo sforzo di scrittura blocca tutto il resto del film che procede per strappi e colpi di scena richiamando i toni e gli eventi da ironico mélo, o meglio feuilleton, del cinema di Pedro Almodòvar (tutta la seconda parte, finale e sottofinale compresi) irrigati con la comicità del duo Papaleo – Gassmann.

Ma al film, purtroppo, mancano la suspense e i ritmi alla base della risata e lo stile e lo spirito alla base del melodramma. Gli resta un apprezzabile duetto di attori che resta però a giri ridotti, e interagisce poco con il contesto, come se la svagatezza di Papaleo si fosse tramutata in indolenza, svogliatezza, disattenzione vanificando la simpatia di fondo

 

CRITICA

"Rocco Papaleo, che è un artista multiforme, conferma nella sua terza regia una visione personale. (...) Nei suoi film circola la stessa aria un po' zingaresca, un po' vagabonda, che qui risulta accentuata. (...) una malinconica, ma anche umoristica variazione sui temi dell'illusione e del fallimento (chissà se memore del 'Gaucho' di Dino Risi ). C'è una promessa che però resta in buona parte inespressa." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 18 febbraio 2016)

"(...) dal terzo lungometraggio alla regia di Papaleo emerge una maturità di stile già abbozzata nei precedenti 'Basilicata Coast to Coast' (2010) e 'Una piccola impresa meridionale' (2013). A bordo del suo nuovo viaggio arriva il comprimario Alessandro Gassmann, generoso nell'aderire al non poco surrealismo dello storytelling dell'autore lucano. (...) Se il Papaleo-style si rafforza nell'aritmia di volute alternanze tra sospensioni e accelerate che corrispondono alla duplice anima dell'artista - comico e poeta/musicista nostalgico - il punto debole è la sceneggiatura, che manca di fluidità. Resta una sostanza comunque buona, che conferma la vitalità creativa del multiforme artista di Lauria." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 18 febbraio 2016)

"Piacerà a chi ha imparato a seguire Papaleo (attore qualche volta banale, ma regista mai corrivo). Qui sfodera la sua arma migliore, la capacità a raccontare i perdenti. Simpatico anche come collega. Pur essendo lui al comando, non rinuncia a dare a Gassman le gag migliori." (Giorgio Carbone, 'Libero', 18 febbraio 2016)

"(...) un fragile gioco degli equivoci con piagnucolosa chiusa." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 18 febbraio 2016)

"Con questo «Onda su Onda» Rocco Papaleo continua il suo personale percorso nella commedia cinematografica italiana, aggiungendo un altro piccolo tassello a quel mosaico che sta componendo ai margini del cinema «nainstream» italiano. Ancora una volta «coast to coast», Rocco Papaleo traccia un altro ideale itinerario esistenziale, all'interno di una «geografia» dei sentimenti che cuce insieme nostalgia e disincanto con il sorriso e una punta di malinconia. (...) Papaleo attraversa un percorso, unisce due coste, compie un viaggio che parte in un modo e poi finisce in un modo che non ti aspetti. Il suo stile è musicale, muove la macchina da presa a ritmo di jazz (soprattutto in «Basilicata Coast to Coast», che è quello più musicale), ma anche in questo «Onda su onda» la musica ha un ruolo centrale. Non solo perché il suo personaggio è un cantante, ma per il tono complessivo della narrazione e, come dicevamo, dal suo modo di girare. Oltre che a mettere in scena due fantastici e improbabili gruppi: quello che suona sulla nave e quello che poi si esibirà nel teatro di Montevideo. È curioso anche come utilizza i due caratteri, il suo, di Gegè, e quello del Ruggero di Alessandro Gassman, e come costruisce un rapporto che esula (con pregi e difetti) da quello tipico della commedia piaciona italiana, ma anche dal classico «buddy buddy movie» statunitense. Così come è curiosa l'ambientazione esotica in una location sicuramente inedita come Montevideo, capitale dell'Uruguay. Insomma, tanti elementi di curiosità ci sono pur in un film - possiamo dirlo? - ondivago, dove sicuramente non tutto funziona, ma un sorriso lo strappa." (Andrea Frambrosi, 'L'Eco di Bergamo', 24 febbraio 2016)

"Bizzarra, stralunata e a tratti entusiasmante questa terza regia per Papaleo dopo l'ottimo 'Basilicata Coast to Coast' e il deludente 'Una piccola impresa meridionale'. Il tono è agrodolce ma la coppia Papaleo-Gassmann è tutta da gustare per quanto i due sono bravi a stuzzicarsi per l'intera durata di questo dolcissimo film. Belli i personaggi femminili (Papaleo ama sinceramente le donne) ed esplosiva la presenza finale del comico uruguagio Gustaf van Perinostein. Magari ce ne fossero di film nostrani così originali e liberi." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 25 febbraio 2016)
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