Omicidio al Cairo

The Nile Hilton Incident

SVEZIA, DANIMARCA, GERMANIA - 2017
3,5/5
Omicidio al Cairo
Egitto, 2011. Alcune settimane prima della Rivoluzione. Una donna testimone di un omicidio in un hotel di lusso e Noredin, un poliziotto mediocre e corrotto a cui viene assegnato il caso. Presto diventa chiaro che le persone importanti della città non vogliono che si faccia luce sull'omicidio. Si innesca così un gioco sanguinario nel tentativo di insabbiare le prove. Ma, quando Noredin sceglie di spezzare le regole per ottenere giustizia, entra in conflitto non solo con il sistema, ma anche con se stesso.
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: SCOPE DCP (1:2.39)
  • Produzione: KRISTINA ÅBERG PER ATMO
  • Distribuzione: MOVIES INSPIRED (2018)
  • Data uscita 22 Febbraio 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini

Egitto, 2011. Mancano pochi giorni allo scoppio della rivoluzione che vedrà protagonista un vasto movimento di protesta, imperniato sul desiderio di rinnovamento politico e sociale contro il trentennale regime del Presidente Mubarak. Noredin (Fares Fares) è un ufficiale di polizia nel corrotto sistema del Cairo e indaga sull’omicidio di una cantante avvenuto al Nile Hilton. Quando scopre il coinvolgimento dei vertici del sistema egiziano, Noredin cambia posizione e si schiera dalla parte di chi è indifeso contro lo Stato.

Omicidio al Cairo è un thriller psicologico basato su una storia vera: l’assassinio della famosa cantante libanese Suzanne Tamin nel 2008. Il colpevole era un uomo d’affari e parlamentare egiziano.

 

Fu uno shock per la Nazione scoprire che una persona così in stretta relazione con Mubarak fosse accusata di omicidio e venisse condannata. Allo stesso modo nel film quello che all’inizio sembra essere un crimine passionale si trasforma pian piano in qualcosa che riguarda la più alta cerchia del potere egiziano: un gruppo chiamato “Gli intoccabili” che gode dell’immunità.

Uno degli uomini più potenti dell’Egitto, Hatem Shafiq, membro del parlamento e amico del presidente, è infatti implicato nell’accaduto. Si innescherà così un gioco sanguinario nel tentativo di insabbiare il caso, mentre all’esterno la tensione politica e sociale sale. La polizia si scontra con la folla e la rivoluzione raggiunge il culmine.

Il regista di origine svedese e egiziana Tarik Saleh ci svela così un sistema corrotto dove è quasi impossibile scoprire la verità e dove i poliziotti sono dei veri e propri gangster in uniforme. Attraverso le strade affollate del Cairo, il film coraggiosamente ci mostra un paese dove la giustizia non esiste e ci descrive cosa portò i giovani egiziani a sollevarsi contro la polizia e l’élite corrotta preannunciando la Primavera Araba. Purtroppo si è rivelata un’occasione persa e il caso Regeni non può far altro che ricordarcelo.

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