Oltre il confine

SVIZZERA, ITALIA - 2002
Oltre il confine
1993. Un profugo bosniaco aiuta amorevolmente un reduce della seconda guerra mondiale, ospite di una casa di riposo per ex combattenti, a trascorrere i suoi ultimi giorni. Il comandante dell'istituzione però scopre che l'uomo è senza documenti e lo fa arrestare. La figlia del reduce rimane profondamente coinvolta e stupita da questo comportamento e le viene naturale iniziare ad investigare su quest'uomo, i suoi valori, la sua vita ed il suo passato. Spinta ad andare più a fondo, decide di partire per la Bosnia, un Paese dilaniato dalla guerra; strada facendo la donna inizia a confrontarsi con il proprio passato.
  • Altri titoli:
    Beyond the Border
  • Durata: 104'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: MINO BARBERA PER MICLA FILM (ROMA) ED ELENA PEDRAZZOLI PER PEACOCK FILM (ZURIGO)
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE
  • Data uscita 28 Febbraio 2003

NOTE

- SUONO: MARCO FIUMARA.

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DEL DIPARTIMENTO DELLO SPETTACOLO, TSI E TELECLUB.

- PRESENTATO IN CONCORSO AL 55MO FESTIVAL DI LOCARNO (2002).

CRITICA

"'Oltre il confine' di Rolando Colla è diviso: la prima parte italiana è poco convincente, la seconda bosniaca è quasi entusiasmante. Anna Galiena mortifica la sua bellezza. Gran coraggio". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 28 febbraio 2003).

"'Oltre il confine' è un dramma pubblico e privato girato con documentata preparazione e pulizia tecnica e morale dal regista italo-svizzero Riccardo Colla, che insegue un sogno-incubo a doppio binario col dopoguerra italiano e sfocia in un commovente finale, con la brava Galiena che si dedica a una bambina che ha perso la fiducia nel mondo. Recitato con passione anche dall'attore bosniaco Senad Basic, informato sui fatti, il film abbonda però di didascalie che si trasformano in retorica e sfoggio di buonismo". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 1 marzo 2003).

"Film in stile semi-documentario, pieno di buone intenzioni, ben recitato, con qualche goffaggine di sceneggiatura ma sincero". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 1 marzo 2003)
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