Oltre i confini del male - Insidious 2

Insidious: Chapter 2 (2013)

USA - 2013
2/5
Oltre i confini del male - Insidious 2
La famiglia Lambert, continua a essere perseguitata da malefiche presenze; cercherà così di scoprire il terrificante segreto che li ha pericolosamente collegati al mondo degli spiriti...
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR, THRILLER
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA (1:2.35)
  • Tratto da: personaggi creati da Leigh Whannell
  • Produzione: JASON BLUM E OREN PELI PER BLUMHOUSE PRODUCTION, OREN PELI PRODUCTION
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 10 Ottobre 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Angela Prudenzi
Non c'è pace tra le mura domestiche. Avevamo lasciato la famiglia Lambert finalmente ricomposta dopo aver strappato alle forze del male il piccolo Dalton, la ritroviamo apparentemente al sicuro nella magione di nonna Lorraine. Basta poco tuttavia per capire che qualcosa non va nemmeno questa volta. Il pianoforte si mette a suonare da solo, un orrendo girello pieno di luci si anima nel mezzo della notte, una voce angosciante arriva tramite l'interfono dalla stanza dove dovrebbe dormire tranquilla la piccola di casa. Segnali a dir poco inquietanti di presenze impalpabili quanto pericolose. E infatti siamo alle solite, il nucleo familiare è sotto minaccia. Raccontare oltre sarebbe scorretto, basti dire che da qui in poi la vicenda scorre secondo le regole dell'horror e che il repertorio è sciorinato a piene mani.
James Wan conferma maestria nel tessere la sua diabolica rete con lo scopo manifesto di catturare l'attenzione e generare paura. Rispetto al modello originario manca però fino in fondo l'effetto sorpresa, giacché tutto si ripete secondo lo schema collaudato nel primo capitolo. Gli spettatori più smaliziati si godranno lo spettacolo pur senza particolari sussulti, gli altri salteranno inevitabilmente sulla sedie di fronte ai tanti colpi di scena.

CRITICA

"Peccato che Josh si porti dietro un demone del passato, alimentando un racconto che prevede anche scene del primo episodio, seguendo scorciatoie e diversi piani temporali oltre che psichici e generazionali con la nonna. Citazioni letterali di 'Shining' e 'Psycho', provoca mormorii in sala, ma approvando lo stile maturo del regista che, come nell''Evocazione', sa costruire e mantenere una atmosfera e il dosaggio della suspense tra Al di là e il più tenebroso Al di qua." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 9 ottobre 2013)

"L'australiano di origine cinese James Wan esordì, a soli ventisette anni, con un successo: 'Saw l'enigmista', prototipo di una lunga serie di cui è poi stato il produttore. Tra i più interessanti registi di horror dell'ultima generazione, non si può forse dire che Wan abbia innovato il genere; però mostra di conoscere bene i vecchi maestri (Roger Corman, Mario Bava, i registi della Hammer Film...), inquadra come si deve e sa farti rabbrividire al momento giusto. Qui riprende pari-pari il racconto dalla fine del primo 'Insidious' (...). Questa volta Wan è visibilmente svogliato. Non solo si limita ad affastellare un intero caravanserraglio di larve e creature ripugnanti, come tirandole fuori da scatole cinesi; quel che è peggio, dà una dimostrazione di opportunismo riciclando parecchi minuti del film precedente. Pratica che fa risparmiare tempo e denaro, senza dubbio, ma sleale verso lo spettatore." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 10 ottobre 2013)

"Orchestrato nel gusto horror-retrò caro a James Wan (oggetti d'epoca, case gotiche, tecnologie arcaiche) e imbastito di citazioni e autocitazioni, 'Insidious 2' è un sequel blando e prevedibile, ma si tratta comunque di un film professionale e, per i fan del cineasta malese, di un appuntamento da non mancare." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 10 ottobre 2013)

"Ormai è un dato certo, l'horror made in Usa in realtà è d'origine asiatica. La conferma viene da 'lnsidious 2', oltre i confini del male, destinato a far vibrare gli appassionati del genere. Non c'è splatter, solo un incrocio impazzito di piani spaziali e temporali. La storia in sé è quasi banale (...). Echi hitchcockiani a partire dalla casa che pare arrivare direttamente degli studi Universal come quella in cui Norman Bates teneva mamma. Anche qui infatti l'inciucio è un mal risolto rapporto con mamma che avrebbe gradito una bimba e invece si è ritrovata un maschietto che viene così agghindato come una femminuccia e costretto a bamboleggiare. Altro che cordone ombelicale qui bisogna tagliare a pezzi la perfida genitrice per risolvere l'impiccio piuttosto intricato perché si tratta di ricollocare ognuno al suo posto e al suo tempo, mentre si è verificata un'intrusione in una dimensione altra che rende irrequieta l'animaccia. Perché ascendenze asiatiche? Perché lo firma James Wan, autore e regista del primo 'Saw l'enigmista', che poi ha seguito come creatore e produttore nei sequels. Malese d'origine, formazione professionale australiana, il trentacinquenne regista è uno dei talenti più autentici di un cinema di genere che sembrava ormai pervaso solo di effetti speciali oppure vittima di parodie. Wan lavora sulle situazioni, certo bisogna aderire alla convenzione del rapporto tra spettatore e schermo, ma una volta accettata questa condizione il film avvolge e rapisce. E in questo modo potrebbe anche catturare, in un futuro televisivo, i «non fanatici» dell'horror perché la narrazione si snoda avvincente pur senza avere nomi eclatanti da mettere in gioco, e poi perché si tratta di un sequel e rispuntano gli attori del primo episodio. (...) I cultori di Wan troveranno pane per i loro denti affilati in un sequel degno all'originale così come i fan d'oltreoceano che hanno salutato il film con entusiasmo portandolo a livelli impensabili di incasso. Guardarlo potrebbe essere una lezione anche per chi vuole fare cinema nel Belpaese, Wan lavora sulle idee, sul talento, sul genere, come una volta sapeva fare il nostro cinema, non sui budget." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 10 ottobre 2013)

"Spiacerà a chi quest'estate ha visto 'L'evocazione' uno dei più azzeccati horror degli ultimi anni. Il successo ha incoraggiato la distribuzione di questo film precedente di James Wan. Che diversamente sarebbe stato dirottato. Meritatamente. Pur avendo stesso regista e protagonista (l'efebico Patrick Wilson) 'Oltre i confini del male' (come il suo predecessore 'Insidious') è solo un horror di maniera, un titolo in più nella ormai lunga filmografia sulle case abitate da maligne presenza. Anche la Hershey (che pure si fece largo con una pellicola del genere 'Entity') è malamente impiegata." (Giorgio Carbone, 'Libero', 10 ottobre 2013)

"Chi è il regista horror che, in questo momento, riesce a seminare più paura negli spettatori? Senza dubbio, James Wan. Uno che ha riscritto i canoni di un filone sovraffollato con pellicole come 'Saw', 'Insidious' e quel 'The Conjuring' che resta, per certi versi, il suo capolavoro. Un Re Mida capace di girare film con budget ridotti, restituendo, poi, dieci volte tanto al botteghino. Al punto da poter vivere di rendita e permettersi, magari, titoli non perfetti come 'Insidious 2' (...). Apparizioni e sparizioni, indagini (para)normali e viaggi ultradimensionali accompagneranno lo spettatore per i 105 minuti della pellicola. Wan si sbizzarrisce con movimenti della camera vivaci, montaggi rapidi, uso ossessivo dello zoom, quasi a voler entrare negli occhi di chi è seduto in sala e precipitarlo tra scalinate e corridoi, porte e stanze, con tensione crescente e colonna sonora d'atmosfera, citando 'Shining' e 'Psyco'. Suspence pura che fa dimenticare una trama fragile, fragile." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 10 ottobre 2013)
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