Ocean's Twelve

AUSTRALIA, USA - 2004
Ocean's Twelve
Tre anni dopo l'audace colpo messo a segno ai danni del casinò di Terry Benedict, la banda di Danny Ocean è quasi riuscita a iniziare una vita onesta. Tuttavia, il passato si rifà vivo nei panni di una spia che li denuncia a Benedict, che in cerca di vendetta pretende di riavere indietro tutti i 160 milioni di dollari che Ocean e gli altri hanno portato via dal caveau della casa da gioco. Poiché ognuno di loro ha già speso buona parte del bottino, i ladri vanno in Europa per mettere a segno qualche altro colpo e racimolare così la somma da restituire. Sulle loro tracce però si è messa una bella agente dell'Europol e un ricco e abile ladro playboy detto 'The Night Fox' che ha deciso di sfidare Danny Ocean...
  • Altri titoli:
    Ocean's 12
    Clown Can't Sleep
    Ocean's Twelve. Uno más entra en juego
  • Durata: 125'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, COMMEDIA, POLIZIESCO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, 35 MM, (4K)/SUPER 35, 35 MM (1:2.35)
  • Tratto da: basato sui personaggi creati da George Clayton Johnson e Jack Golden Russell
  • Produzione: JERRY WEINTRAUB PRODUCTIONS, SECTION EIGHT LTD.
  • Distribuzione: WARNER BROS. ITALIA - DVD E BLU-RAY: WARNER HOME VIDEO
  • Data uscita 17 Dicembre 2004

NOTE

- PETER FONDA DOVEVA APAPRIRE NEI PANNI DI BOBBY CALDWELL, IL PADRE DI LINUS, MA E' STATO ELIMINATO DAL MONTAGGIO FINALE.

CRITICA

"E' sempre brutto segno quando gli attori sullo schermo se la spassano troppo, in genere significa che il pubblico si annoierà. In 'Ocean's Twelve' i divi belli e impossibili se la spassano moltissimo, mostrandosi ricchi, allegri e scherzosi. L'impressione è una vacanza premio Hollywood-Europa con percentuale sugli incassi di un sequel non richiesto, quello del colpo grosso degli Eleven, a sua volta divertente remake di un vecchio film col clan Sinatra. (...) Soderbergh non è ispirato né brillante, solo macchinoso. Dopo 30 interminabili minuti di prologo, la storia si fa incomprensibile, priva di azione, fuori controllo. Si unisce al gruppo Vincent Cassel, ma non migliora le cose, mentre Brad Pitt fa le fusa con l'agente Zeta-Jones ed è Matt Damon il meno palestrato e il più simpatico. Gli unici momenti in cui ci si ridesta sono quelli ironici, Julia Roberts e Bruce Willis che fanno se stessi e Clooney che chiede che età dimostra, ma è sempre un gioco tra loro." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 18 dicembre 2004)

"Sempre più cool , sempre più free , proprio nel senso del free jazz. Il seguito del fortunatissimo 'Ocean's Eleven' è un film fatto solo per piacere, ma è destinato a dividere. Molti lo ameranno. Gli altri lo odieranno e ci dispiace per loro, perché oltre che maledettamente bravo Soderbergh è forse l'unico regista oggi capace di fare tutto e il contrario di tutto, come una volta. E di farlo sempre a modo suo. (...) Il resto è gioco, autoderisione, ironia, sottintesi, gigionerie. Davanti e dietro alla macchina da presa. Con qualche cedimento al gusto del private joke che irriterà gli antipatizzanti, ma lascia intatto il piacere di questo brillante divertissement. (...) Mentre Soderbergh, anche direttore della fotografia (sotto pseudonimo), estrae meraviglie dalle variazioni di ritmo o di luce, riunisce arditamente nella colonna sonora L'appuntamento di Ornella Vanoni a Crepuscolo sul mare di Piero Umiliani. E trasforma l'inquadratura più banale del mondo, un aereo che atterra, in una piccola gemma giusto inclinando la macchina da presa. Chi al cinema chiede emozioni (?) forti, spari, esplosioni, scazzottate, inseguimenti d'auto, stia alla larga. Qui salta in aria una delle 17 fuoriserie di Pitt, ma non scorre una goccia di sangue, nessuno spara, nessuno si fa male. Noblesse oblige." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 17 dicembre 2004)

"Recitare e giocare, divertirsi e divertire. Ocean's è un party-movie. È un interessantissimo e teorico filmologramma come l'espediente tecnologico utilizzato per rubare da un museo romano un prezioso manufatto: è la posta in gioco per guadagnarsi il titolo illegale di miglior ladro del mondo e un modo per restituire a un seccatissimo Terry Benedict (Garcia) i 160 milioni di dollari (ai quali vanno aggiunti gli interessi di tre anni) svaligiati al suo casinò di Las Vegas nel primo film. È un album di famiglia allargata e di clan dei cinema d'oggi. È un documentario su un team di attori che più che agire sta in mostra e in posa, interpreta senza identificarsi coi personaggi, svisa sui ruoli, sfila nelle strade di Roma, sui canali di Amsterdam, per le vie di Parigi, sulle rive del lago di Como per una rilassata commedia criminale, per un colpo da soliti noti. 'Ocean's Twelve' ricorda in più scene alcuni nodi fondamentali del cinema di Robert Altman." (Enrico Magrelli, 'Film TV', 18 dicembre 2004)
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