Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco

Ocean's Eleven

USA - 2001
Danny Ocean è un gangster che ama l'azione. Meno di ventiquattr'ore dopo essere stato scarcerato ha già ideato un nuovo piano per mettere a segno la rapina più elaborata e sofisticata della storia all'insegna di tre regole fondamentali: non ferire nessuno, non derubare chi non lo merita ed andare avanti come se non ci fosse a da perdere. Per questo, in una sola notte, Danny riunisce undici specialisti del furto per sottrarre 150 milioni di dollari alle tre più importanti case da gioco di Las Vegas di proprietà dello spietato imprenditore Terry Benedict, legato alla ex moglie di Danny, Tess.

CAST

NOTE

- IL SOGGETTO DEL FILM DEL 1960 E' FIRMATO DA GEORGE CLAYTON JOHNSON E JACK GOLDEN RUSSELL. LA SCENEGGIATURA DEL 1960 E' INVECE DI HARRY BROWN E CHARLES LEDERER.

-STEVEN SODERBERGH FIRMA LA FOTOGRAFIA COME PETER ANDREWS.

CRITICA

"Nella prima parte, quella della preparazione del colpo, Soderbergh mette il marchio di fabbrica della sua regia: ottima la presentazione dei numerosi personaggi, divertenti le tecniche cinematografiche. Lo smalto diventa più opaco quanto è ora d'illustrare la meccanica della rapina che, in questo tipo di film, è sempre un po' la stessa. Ciò non toglie che il ritmo sostenuto, il montaggio movimentato e il carisma degli attori compensino la relativa penuria di sorprese. George sembra fatto apposta per la parte del bad-boy romantico: Brad, ragazzaccio 'cool' dal guardaroba impossibile, è il migliore del branco". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 23 dicembre 2001)

"'Ocean's Eleven' di Steven Soderbergh nasce come remake del vecchio 'Colpo grosso' di Lewis Milestone (1960), ma non si limita a recuperarne il titolo originale. Come il suo predecessore, difatti, Soderbergh, da buon anti-hollywoodiano convertito, sceglie una chiave sfacciatamente hollywoodiana lavorando sul mito, ovvero sulla faccia più accessibile e superficiale: il glamour. (...) Si dirà che a Soderbergh si può chiedere ben altro, e l'architettura del colpo è così complicata che nella seconda parte ci si perde un po'. Ma proprio il contrasto fra il regista e il soggetto dà un tocco di classe a quello che avrebbe potuto essere solo l'ennesimo clone senz'anima". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 21 dicembre 2001)

"Il cast è più bello del film: quattro superstar super seducenti rifanno un vecchio film interpretato da Frank Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis Jr e Peter Lawford (...) Nostalgia, umorismo, avventura, un regista bravo come Soderbergh, il piacere sempre rinnovato di vedere Julia Roberts e George
Clooney." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 21 dicembre 2001)

"Clooney & Co. si divertono, e il pubblico con loro. Ma la facilità del soggetto, proprio nella complessità studiata dell'ingranaggio di doppi e tripli giochi e simulazioni scontate, rende noiosa l'avventura cinematografica, iterata per celebrare il genere, più che per il piacere d'inventare. La fotogenia degli attori vale il biglietto". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 21 dicembre 2001)
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