NUDI IN PARADISO

A NIGHT IN HEAVEN

USA - 1988
NUDI IN PARADISO
Faye Hanlon è una professoressa di un college, sposata con una uomo depresso e frustato.
Una sera decide di andare insieme a sua sorella ad uno spettacolo di spogliarello maschile e qui tra i vari ballerini che si esibiscono, trova anche uno dei suoi studenti, Rick Monroe. Tra i due nasce una relazione che mette in crisi Faye incapace di scegliere tra il continuare la sua travolgente storia con il giovane o lottare per rimettere in piedi un matrimonio in crisi da tempo.
  • Durata: 83'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: EUROPA CINETV
  • Vietato 14

CRITICA

"Cosa avvenga nel finale lo si intuisce, ma il film di Avildsen quasi non ce lo mostra. Sull'edizione italiana, marcata da un titolo quantomeno arbitrario, gravano molti sospetti, dati dalla brevità della proiezione (70 miseri minuti) e dalla assurdità delle locandine che spostano l'attenzione sui nights per donne sole, mentre l'ambiente focale dei racconto di Joan Tewskbury è chiaramente un altro. La pellicola sembra già ridotta in clips per permettere l'inserimento degli spot pubblicitari della televisione. Soltanto nelle singole sequenze si riconosce la mano di Avildsen. Un vero peccato: perché il regista, dopo aver fatto dignitosamente cassetta con i due 'Karate Kid', dimostra di voler recuperare i temi a lui più cari, le storie amare di gente comune, le pubbliche sconfitte che trovano riscatto solo nell'intimità dei sentimenti. Peccato anche per la brava Lesley Ann Warren, non più apparsa in ruoli da protagonista dai tempi di 'Choose Me', ora declassata a partner di Christopher Atkins, il biondino di 'Laguna blu' sempre in bilico tra l'insipienza dei suoi personaggi e quella recitativa. A conti fatti, la scena iniziale dei film resta la più apprezzabile. Si vede Whitney (Robert Logan) che spinge sui pedali di una buffa bicicletta di sua invenzione, mentre sulla sinistra scorre l'immagine di un gigantesco razzo vettore, coricato sul terreno eppure così inquietante. E i dubbi aumentano: chi ben inizia non può finire tanto male." (Alfredo Boccioletti, 'Il Resto del Carlino', 22 Giugno 1988)

"Tra esibizioni di giovanotti tutti glutei e mossette, probabilmente votati all'Aids se si considera la quantità di grassone da baciar, frasi tipo 'ho solo vent'anni ed è giusto che mi comporti così' e imprevisti quanto monchi intermezzi narrativi sul sentimentale e persino sul thrilling si scivola verso il finale d'un film che ha il solo pregio d'esser breve. Lasciamo da parte il tema, con la sua stanca e facile equazione: donna letterata uguale donna frustrata. Anche nel trattamento, la logica fa acqua da tutte le parti e gli eventi si concatenano Dio sa come: sembra quasi che qualcuno, smontando il film e poi rimontandolo, ne abbia perso per strada qualche pezzo. Eppure, il regista era quello del primo 'Rocky'." (Giovanni Bogani, 'La Nazione', 19 Giugno 1988)
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