Non si uccidono così anche i cavalli?

They Shoot Horses, Don't They?

USA - 1969
Non si uccidono così anche i cavalli?
Negli Stati Uniti, durante la "grande depressione" seguita alla crisi del 1929, sono molto in voga le maratone di ballo, sfibranti gare che vedono povere coppie di disperati impegnate a danzare per giorni e giorni, a caccia di un cospicuo premio in dollari. A uno di questi crudeli spettacoli, organizzati da impresari senza scrupoli, e che si svolgono di fronte a un pubblico avido di sensazioni malsane, partecipano tra gli altri una aspirante attrice, che spera, vincendo, di ottenere un contratto cinematografico e finisce, invece, per diventare pazza; un marinaio avanti negli anni, che si prodiga fino a crollare come morto; una giovane donna incinta, accompagnata dal marito, e, infine, una ragazza, Gloria, segnata dalla disperazione, per la quale vincere sembra davvero una questione vitale. Quando si rende conto, però, che nemmeno la vittoria potrà cambiare la sua esistenza, Gloria induce il suo compagno di ballo, Roberto, a ucciderla con un colpo di pistola.
  • Durata: 121'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANAVISION, EASTMANCOLOR, DELUXE
  • Tratto da: Romanzo "They Shoot Horses Don't They?" di Horace Mccoy
  • Produzione: CHARTOFF WINKLER SIDNEY POLLACK PER AMERICAN BROADCASTING COMPANY (ABC), PALOMAR PICTURES CORPORATION
  • Distribuzione: DEAR - DELTAVIDEO, VIVIVIDEO

NOTE

- PREMIO OSCAR NEL 1969 PER IL MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA A GIG YOUNG.

CRITICA

"Affresco corale, dal quale emergono tuttavia alcune individualità seguite e studiate nel loro tragico annaspare di naufraghi in una società in crisi, il film è ossessivamente ancorato a un luogo - la pista da ballo - e a un tema: la disperazione di alcuni esseri umani, costretti a disputarsi, in una gara massacrante, quella che è forse per ognuno di loro, l'unica speranza di sopravvivere. Questa atroce contesa fra derelitti si fa, nel lavoro, amara e potente allegoria dell'eterna lotta per la vita. Eccellente nella ricostruzione ambientale e ottimamente interpretata, l'opera risulta tuttavia, nella seconda parte, appesantita da alcune prolissità, che ne rallentano alquanto la tensione." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 70, 1971)
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