Non ho tempo

ITALIA - 1972
Il 31 maggio 1832 moriva, in un ospedale parigino, il ventenne Evariste Galois, ferito il giorno prima in un duello, i cui motivi restano tuttora misteriosi. Annoverato tra i fondatori dell'algebra astratta, Evariste fu testimone di avvenimenti tra i più importanti nella storia del suo paese: gli ultimi anni dell'impero napoleonico, la restaurazione borbonica, la definitiva conquista del potere da parte della borghesia con la Rivoluzione del 1830 e l'affacciarsi sulla scena del proletariato. Testimone, ma anche e soprattutto partecipe, impegnato nella lotta per una società diversa e una scienza nuova. Pagando di persona su entrambi i fronti, Galois fu vittima di un sistema scolastico autoritario e intollerante, infatti i suoi tentativi di entrare nella miglior scuola francese del tempo, il Politecnico, restarono infruttuosi perché gli accademici cestinarono i suoi scritti, mentre la sua adesione alle idee repubblicane gli costò due processi, il secondo dei quali si concluse con una condanna a sei mesi di carcere. Appena uscito di prigione, visse un brevissimo amore, che si concluse con la rottura. E, subito dopo, il duello e la morte.

CAST

NOTE

- PRESENTATO ALLA SETTIMANA DELLA CRITICA, A CANNES NEL 1973.

- FILM TRASMESSO IN TRE PARTI DALLA RAI, IL 4, L'11 E IL 18 GENNAIO 1977.

CRITICA

"Non sempre felice nella fusione tra i vari piani narrativi e gravato, soprattutto nella prima parte, da un eccessivo didascalismo, il film - che vuol essere un omaggio al matematico e rivoluzionario francese Evariste Galois - ha tuttavia una struttura linguistica originale e interessante, riuscendo a contemperare, spesso nella stessa inquadratura, storia, attualità e didattica. Dalle vicende del protagonista, vittima del potere politico e della scienza ufficiale del suo tempo, il regista trae un insegnamento che ritiene valido anche per oggi e che si può riassumere nella necessità di abbattere le strutture repressive sulle quali si reggerebbe anche la nostra società." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 75, 1973)
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