Non c'è campo

ITALIA - 2017
1,5/5
Non c'è campo
Laura è una professoressa di liceo che ha molto a cuore la preparazione dei suoi allievi, al punto di organizzare per loro una visita culturale di una settimana ospitati da un artista di fama internazionale, Gualtiero Martelli. Per seguire i ragazzi in gita, Laura lascia a casa il marito Andrea con la figlia Virginia e parte con una collega, la professoressa Alessandra. Eccitati dalla prospettiva della gita, i giovani alunni, tra cui Francesco, Flavia e Valentina, affrontano il viaggio in pullman pieni di aspettative ma un imprevisto scombussola i piani: nel piccolo paese salentino dove vengono accolti... non c'è campo! Un "black out telematico" che li vede costretti a sopravvivere senza cellulari e privi di collegamento a internet. La gita in quel borgo bellissimo della Puglia si trasforma così per i giovani allievi e per le due professoresse nel peggior incubo possibile. Lo smartphone diventa così un accessorio inutile, costringendo ragazzi ed adulti a tornare ad una comunicazione diretta che porta alla luce imprevedibili reazioni, segreti inconfessabili e nuovi amori. In un percorso di riscoperta per gli adulti e di formazione per i giovani, la gita sarà per tutti un momento di crescita e di svolta, grazie ad un rapporto senza filtri...
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: MARCO E NICOLA DE ANGELIS PER FABULA PICTURES
  • Distribuzione: KOCH MEDIA
  • Data uscita 1 Novembre 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Gian Luca Pisacane
I cellulari sono diventati una droga? Non si può più vivere senza essere connessi? La soluzione è trasferirsi dove Non c’è campo, come suggerisce Federico Moccia nel suo ultimo film. Ancora una volta i protagonisti sono i giovani, quei teenager che continuamente chattano su Whatsapp o postano un selfie su Facebook. Invece di scegliere l’incontro all’aria aperta, si proteggono dietro a uno smartphone, spesso per non dover affrontare la realtà. I litigi e le parole dolci passano attraverso un messaggino, e anche il mitico “ti amo” viene inviato con un emoji al seguito. Le rose rosse sono appassite definitivamente.

Lo sa bene Laura, interpretata da Vanessa Incontrada, una professoressa di liceo con un matrimonio alla deriva. Il marito ha un’altra, lei non lo sa, ma la passione si è ormai spenta. Laura sublima il suo amore sui ragazzi, sulla cultura e sull’arte. Capita che accompagni la sua classe in Puglia, a Scorrano, uno splendido borgo dove però i cellulari non hanno neanche una tacca. L’unica soluzione è arrampicarsi su una terrazza diroccata, per fare anche solo uno squillo al fidanzato o alla migliore amica.

La prof li ha portati in questo paradiso naturale perché vi abita uno scultore, tale Gualtiero Martelli, pronto a spiegare i piaceri della vita e il manuale del buon latin lover. Ma gli scatenati diciottenni si sentono perduti, fuori dal mondo. Solo più tardi si renderanno conto che, in fondo, anche un telefono fisso può bastare.

Continuando sulla falsariga di Scusa ma ti voglio sposare, Amore 14 e Scusa ma ti chiamo amore, senza dimenticare il capostipite Tre metri sopra il cielo, Moccia racconta i soliti tormenti adolescenziali. Ma Non c’è campo è solo acqua fresca e la gita scolastica un pretesto per riciclare vecchie gag e smorfie datate. Manco a dirlo, alla fine tutti rimarranno amici, nonostante gli sgambetti e i giochini del cuore. Baci, pugni, abbracci e follie da vlogger impazzito disegnano un contesto puerile, che non strappa un sorriso nemmeno per sbaglio.

Gli adulti scimmiottano gli adolescenti e viceversa, ma non finisce qui. Serrano, frazione di Carpignano Salentino, che conta si e no un migliaio di anime, si trasforma nel centro dell’universo. È tutto un moltiplicarsi di concerti e notti brave, per la gioia dei maschi alfa che se la godono tra un corteggiamento e una scazzottata. Poca roba e tutta di seconda mano.

Non c’è campo si rivolge a un pubblico da "notte prima degli esami", con un linguaggio pigramente televisivo, che forse troverà i suoi ammiratori tra ragazzotti pedicellosi e bambine che si atteggiano a fotomodelle. Per tutti gli altri spettatori non solo non c’è campo, ma non c’è scampo. Spegnere la testa per quasi cento minuti, al cinema può essere peggio di una chiamata senza risposta.

NOTE

- REALIZZATO CON LA PARTECIPAZIONE DELLA BANCA POPOLARE PUGLIESE (AI SENSI DELLE NORME SUL TAX CREDIT); IN ASSOCIAZIONE CON (AI SENSI DELLE NORME SUL TAX CREDIT): BANCA SELLA, LINKS MANAGEMENT AND TECHNOLOGY SPA, S.I.X. M.A. SRL, ALMA ROMA SRL.

CRITICA

"Spiacerà anche a spettatori che hanno la stessa età dei personaggi. Lo spunto è divertente (quante volte abbiamo augurato un analogo destino a tanti smart dipendenti?). Ma i gaglioffi sono ancora e sempre quelli dei libri e film precedenti di Moccia. Più falsi di Giulietta e Romeo, più sboccati del Monnezza." (Giorgio Carbone, 'Libero', 2 novembre 2017)
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