Non buttiamoci giù

A Long Way Down

GRAN BRETAGNA - 2014
Nella notte di San Silvestro, quattro sconosciuti si incontrano sulla cima di un palazzo di Londra, noto come la Casa dei Suicidi, con l'intenzione comune di togliersi la vita. Quattro generazioni, quattro universi differenti e quattro diverse ragioni per farla finita. Martin Sharp, è un conduttore di talk show che ha distrutto la sua vita; Maureen è una casalinga sull'orlo del collasso dopo essersi presa cura per anni del figlio gravemente disabile; JJ è un musicista rock fallito; Jess, il più giovane di tutti loro è un ribelle innamorato. Nel corso di una notte tumultuosa, ognuno dei quattro racconterà la propria storia di vita e sventure finendo per stipulare un patto: non uccidersi prima di San Valentino e tentare, nelle successive sei settimane, di rimettere a posto le rispettive esistenze...

CAST

NOTE

- PRESENTATO AL 64. FESTIVAL DI BERLINO (2014) NELLA SEZIONE 'BERLINALE SPECIAL'.

CRITICA

"Se sentire Wagner fa venire voglia, secondo Woody Allen, di invadere la Polonia e vedere il film su Saint Laurent di fare shopping, questa commedia, secondo l'autore del romanzo pop di Nick Hornby, invita a non suicidarsi. Che non vuol dire voler vivere, ma voglia di capire, comprendersi, aiutarsi e fare bilanci di diario quotidiano anche in salita, scontando qualche nevrosi. E' quello che accade ai quattro disperati per varie ragioni che la sera di Capodanno si trovano sulla trafficata terrazza del più alto grattacielo di Londra per buttarsi di sotto (...) il buco nero del libro di Hornby prende fin troppa luce caricaturale per arrivare a un eccesso happy nel finale. Tra le riduzioni dei romanzi dell'amato scrittore inglese, 'About a Boy', 'Alta fedeltà', 'An Education', questa è folk, amabilmente meno spiritosa e cinica nel distruggere i miti, il regista sentimentalone Pascal Chaumeil ('Il truffacuori') ama buttarla in farsa, fa sconti sulla qualità della sceneggiatura di Jack Thorne e delega molto charme agli attori, la simpatica compagnia riunita sulla Topper Tower. Nel cast l'ex 007 Pierce Brosnan fa il distinto con eleganza ed ipocrisia british; Imogen Poots è la ragazzina ribelle al politicamente corretto; Toni Collette si adopera da madre coraggio; Aaron Paul, spacciatore della serie cult 'Breaking Bad' e pilota folle in 'Need for Speed', sta dando la scalata al cinema e si prenota per ruoli di bellino con l'anima, sofferente e musone come ai tempi dell'Actor's Studio." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 20 marzo 2014)

"Lo scrittore inglese Nick Hornby è abituato a veder proiettate sullo schermo le sue divertenti ossessioni pop (il calcio in 'Febbre a 90', la musica in 'Alta fedeltà'). Era quasi inevitabile che anche il bestseller da lui pubblicato nel 2005, basato su un'intrigante idea alla 'club dei suicidi', diventasse un film: che arriva ora, con la regia del francese Pascal Chaumeil e un cast piuttosto ben assemblato. (...) Con Hornby nel ruolo di produttore esecutivo (ma non di sceneggiatore), la versione filmica cerca di restare fedele alla struttura del romanzo da cui deriva, suddividendo l'azione in capitoli e affidandone tratti a ciascuno dei personaggi. Si sforza anche di conservare lo spirito agrodolce dello scrittore; ma lo script di Jack Thorne, artificioso come una sitcom televisiva, non riesce a dare uno sviluppo stimolante a nessuno dei character in gioco, che restano le figurine stereotipate e prevedibili di un (paradossale) gruppo di supporto. Se la sceneggiatura pena a condensare in un'ora e mezza le storie di quattro personaggi, ha poi la bizzarra caratteristica di restare sotto-scritta in alcuni episodi (quello della sorella di Jess sparita senza lasciare traccia), sovrascritta in altri (la gita turistica a Tenerife, dilatata rispetto al romanzo). Soprattutto, banalizza un tema delicato come la depressione, facendone rimpiangere le versioni drammatiche di Ingmar Bergman e quelle comiche di Woody Allen, incapace com'è di scegliere tra il dramma e la commedia cinica. Detto in una formula, 'Non buttiamoci giù' inizia come una black comedy, procede come una farsa nera poi va a parare nell'ovvietà del 'feel-good-movie', con l'elogio della seconda occasione e la discutibile teoria che ogni sofferenza, se condivisa, rappresenti un mezzo gaudio. Tutto ok, insomma, e si va a letto più contenti. Detto ciò, la confezione registica è professionale; la fotografia competente; ambienti e costumi di buona qualità. Però il film, nel complesso, resta inferiore alla somma delle sue parti." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 20 marzo 2014)

"Che peccato, che disappunto. In qualità di cultori di Nick Hornby, avevamo accolto con atteggiamento disponibile quasi tutti gli svariati adattamenti dei suoi inimitabili romanzi. Succede, però, che la trasposizione di 'Non buttiamoci giù' si riveli indifendibile, quasi un oltraggio all'universo tutto chiaroscuri e folgorazioni esistenziali dello scrittore londinese: la parabola dei quattro depressi che hanno perso la voglia di vivere e stanno per suicidarsi buttandosi dal tetto di un palazzo, infatti, si è trasformata nelle mani di un regista inadatto in una farsa a bassa intensità giovanilistica in cui, non a caso, i personaggi della rampolla di un politicante e del rocker fallito annullano quelli del divo rovinato dal sesso e della madre distrutta dall'assistenza al figlio disabile. Il climax tra il cinico, il noir e il sardonico del libro si disperde, poi, definitivamente quando si gonfia sino al ridicolo l'episodio della fuga terapeutica a Ibiza." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 20 marzo 2014)

"Intrigante quanto artificioso il marchingegno su cui si avvita 'Non buttiamoci giù' (Guanda), quarto romanzo di Nick Hornby (e quarto suo titolo tradotto sullo schermo), pone problemi sul proseguo: andare avanti sull'iniziale registro di dark comedy, o virare su note più consone alla gravità del tema? La risposta alla domanda segnala la differenza fra pagina e film. Dal concertato a quattro voci monologanti del libro, Hornby riesce a far emergere un tratto umano credibile, seppur non profondo, aprendo uno spiraglio alla speranza senza cadere nella trappola del lieto fine. Il regista francese Pascal Chaumeil imbocca invece la strada della farsa condita con dosi di sentimentalismo, appiattendo sugli stereotipi i caratteri. Cosi Pierce Brosnan, sorvolando su scandalo e colpe, conferisce un fatuo, disinvolto fascino al maturo Martin; Imogen Poots impersona con manieristico ribellismo Jess, la cui incontrollata aggressività nasconde il dolore di un lutto; e Aaron Paul ritaglia l'americano JJ, fattorino di pizze frustrato nel sogno di essere una rockstar, sul modello del Jesse della serie tv 'Breaking Bad' che gli ha dato notorietà. La più vera sarebbe la Maureen di Toni Collette, madre single di un figlio handicappato, non fosse che il copione firmato dal televisivo Jack Thorne le offre poco. Ma, in qualità di marito della produttrice del film Amanda Posey, non sarà certo Hornby a lamentare tradimenti e facilonerie." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 20 marzo 2014)

"Sesto adattamento da romanzi di Nick Hornby ('Febbre a 90' ne ebbe due) e primo diretto da un regista francese. (...) Cast internazionale poco credibile, salti da commediola frivola a drammone strappalacrime sconcertanti vista l'implausibile gaiezza del quartetto (ma non volevano suicidarsi?) e colonna sonora di rara pesantezza retorica (del premio Oscar Dario Marianelli). E' la classica produzione globale che annacqua la verità grazie alla varietà di provenienza da parte di cast tecnico e artistico, a partire da uno Chaumeil disorientato alla regia. La Poots e Paul hanno rifatto coppia, ben più affiatata, nel simpatico 'Need for Speed'. Sempre da Hornby era molto meglio il nostro 'E' nata una star?' di Lucio Pellegrini." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 20 marzo 2014)

"Non sempre, da un buon libro, si riesce a cavar fuori un film all'altezza. Vuoi per la voglia eccessiva di personalizzare del regista, vuoi per i limiti di chi deve sceneggiare, spesso, sul grande schermo, si vedono delle trasposizioni da museo degli orrori. E' il caso di 'Non buttiamoci giù', basato sull'omonimo romanzo di Nick Hornby, romanziere straordinario nel saper raccontare, con humour e sarcasmo che non debordano mai, storie e personaggi dotati di un fascino tutto loro. Come i quattro aspiranti suicidi londinesi di 'Non buttiamoci giù' che, in una notte di San Silvestro, si ritrovano, sopra un grattacielo, per farla finita. Sconosciuti tra loro, ma accomunati dal desiderio di gettarsi di sotto. Persone, tra loro, completamente differenti. (...) Purtroppo, nel film, la polifonia depressiva finisce per essere depistata da una presenza eccessiva dei due protagonisti più giovani, a danno dei male utilizzati e tratteggiati Brosnan e Collette. Il tutto, servito piattamente, con vaghe risate e un senso di noia che, dopo i primi brillanti venti minuti, ti fa tifare per il loro suicidio." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 20 marzo 2014)

"Piacerà innanzi tutto ai lettori di Nick Hornby, un autore che ha fatto i bestsellers (il più noto rimane 'About a Boy') tutti col leit motiv della vita che può cambiare se fai l'incontro giusto nel momento giusto. E a chi piace vedere gli attori recitare al loro meglio (Toni Collette, ma anche Pierce Brosnan e persino Aaron Paul)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 20 marzo 2014)

"(...) la voglia di vivere prevale sull'istinto di morte, con il rafforzamento di un'amicizia nata per caso e forse anche di qualcosa in più. Commedia British a tutti i livelli anche se girata da un francese, risponde all'ennesima trascrizione cinematografica (nel caso di 'A Long Way Down') dal più pop degli scrittori contemporanei inglesi, ormai marchio a garanzia. Senza lode né infamia, costituisce una piacevole ora e mezza di sorrisi disimpegnati." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 20 marzo 2014)

"Dal romanzo al film il passo non è stato breve, ma, alla fine, 'Non buttiamoci' giù, affidato al regista francese Pascal Chaumeil e presentato nella sezione «Berlinale special» (...), è diventato una commedia agrodolce che si apre in pieno Capodanno, sul tetto coperto di neve dell'edificio da cui quattro persone diversissime hanno deciso di lanciarsi (...). La trasposizione ha comportato diverse variazioni sul testo, il finale è diventato completamente positivo e tutta la vicenda ha acquistato un pizzico di ottimismo in più (...)." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 11 febbraio 2014)

"(...) la sceneggiatura di 'Non buttiamoci giù', titolo con cui il film uscirà in Italia a marzo, rispetta lo spirito lieve e ironico dell'omonimo romanzo di Nick Hornby (Guanda), una commedia nera dove si ride molto. E si ride su tabù difficili da accettare." (Giuseppina Manin, 'Corriere della Sera, 11 febbraio 2014)

"Si può scherzare al cinema e in letteratura con temi drammatici come suicidio e depressione? Ci è riuscito nel 2005 lo scrittore inglese Nick Hornby con il suo libro 'Non buttiamoci giù', che ora è diventata una commedia diretta da Pascal Chaumeil (...). Nel romanzo quattro anime perdute si ritrovano su una terrazza di Londra decisi a farla finita. Nel film, per esigenze cinematografiche gli aspiranti suicidi scendono dal tetto dopo pochi minuti, ma insieme intraprenderanno un tragicomico viaggio alla riscoperta delle tante ragioni per vivere e combattere una guerra quotidiana contro dolore e frustrazione." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 11 febbraio 2014)

"Non c'è niente di più rassicurante della storia di quattro goffi aspiranti suicidi che decidono di rinunciare all'insano progetto. Quella di 'Non buttiamoci giù', tra i più riusciti romanzi di Nick Hornby, è infatti una trovata geniale che sfiora il terreno infido della furbizia. Un inno alla vita? In un certo senso sì. Anzi, il bello della trovata dell'autore di 'Alta fedeltà' risiede nel fatto che questi non si è limitato a raccontare la storia di un solo personaggio in crisi: ne ha messi quattro sulla stessa terrazza dello stesso grattacielo alla mezzanotte dell'ultimo dell'anno. Mentre il mondo festeggia, loro sono lì per dare un taglio netto a tutto. Però - ecco la trovata geniale - se vedi un altro fare la stessa cosa che vorresti fare tu, alla fine lo fermi e ti si confondono naturalmente le idee. Ed è proprio dal terrazzo della Toppers House (nome fittizio dietro il quale si cela la londinese Archway Tower) che parte il francese Pascal Chaumeil per raccontare la storia di Martin, JJ, Maureen e Jess, i quattro aspiranti suicidi. Il film (...) rimane aderente al progetto di Hornby. Almeno fino all'ultima scena. Chaumeil, già autore de 'Il truffacuori', ha ricevuto l'incarico di girare 'Non buttiamo giù' direttamente da un volto noto dello star system: Johnny Depp. Per sua stessa ammissione, l'attore americano ha letto il romanzo di Hornby con un occhio cinematografico. E lo ha trovato praticamente già pronto per i l set. E non è stato nemmeno il primo ad avere questa intuizione a proposito dei romanzi dello scrittore inglese. Se si scorre l'elenco dei suoi titoli ci si accorge che tutti, almeno fino a 'Non buttiamoci giù', uscito in Italia nel 2005, sono stati tradotti per il grande schermo. Da 'Febbre a 90' che ha consacrato Colin Firth ad 'Alta fedeltà', con John Cusack che ha fatto trasferire il negozio di dischi del protagonista dall'altra parte dell'Atlantico, fino ad arrivare a 'About a Boy', film dalla gestazione travagliata che si è adattato alla fine al volto e alla voce di Hugh Grant. Insomma una storia, quella delle trasposizioni dei romanzi di Hornby, ricca di tradimenti, che però mantiene piena fedeltà al registro agrodolce, tanto di monda in Inghilterra fin dai tempi di 'Notting Hill'. Nel cast di 'Non buttiamoci giù' segnaliamo, oltre a Pierce Brosnan e Sam Neil, la brava Toni Collette, già madre depressa del piccolo protagonista di 'About a Boy." (Pier Francesco Borgia, 'Il Giornale', 11 febbraio 2014)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy