Non aprite quella porta 3

ITALIA - 1990
Non aprite quella porta 3
Un maniaco dopo aver ucciso due ragazze in un teatro comincia a terrorizzarne una terza sottoponendola ad uno stress tale da spingerla al suicidio. Il tentativo fallisce grazie all'intervento di un ragazzo che aiuta la ragazza a fuggire. I due fuggitivi, inseguiti da un tenente di polizia, trovano rifugio presso un amico, ma la scelta si rivelerà molto rischiosa...
  • Altri titoli:
    Night Killer
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR
  • Produzione: FRANCO GAUDENZI PER FLORA FILM, VARIETY FILM
  • Distribuzione: FLORA FILM

CRITICA

"'Togliti i calzoni. Anche i calzini. Anche le scarpe'. Forse basta questa battuta del dialogo per far capire che cosa riesce ad essere 'Non aprite quella porta 3': un film in cui si ingiunge a qualcuno di cavarsi le scarpe dopo i calzini. Facesse almeno ridere, lo si potrebbe credere una parodia; una parodia dell'horror, del thriller, di qualsiasi cosa. Invece fa soltanto piangere; per lo squallore. Per la produzione e in qualche altra voce dei credits appaiono cognomi italiani (che taciamo, più per pudore che per carità di patria), ma quale bandiera sventoli su questo parafilm, non sapremmo proprio dire. E anche quello dei titoli che rimandano a qualcosa con cui non c'è alcun nesso, è un bidone mica da scherzi tirato al pubblico, impunemente." (Mario Milesi, 'Bergamo Oggi', 27 Agosto 1991)

"Una creatura mostruosa si aggira di notte, a turbare la quiete di una donna che vive sola. Il mostro si distingue per le mani che finiscono in unghie taglientissime. La situazione non è per nulla nuova. Clyde Anderson dirige 'Non aprite quella porta 3' utilizzando al meglio tutti gli eccipienti della letteratura orrorifica. Lo spettacolo a suo modo funziona, anche perché Francesco e Gaetano Paolocci escogitano effetti speciali abbastanza apprezzabili. Ci piace notare che il film viene proiettato in una sala completamente rinnovata, nel contesto di quel centro storico che, ormai, ha visto la chiusura di parecchi locali. Sia gli arredi che il proiettore rendono confortevole la visione del film, interpretato con una certa esteriorità da Peter Hooten, affiancato da Tara Buckman e Richard Forster. Direttore della fotografia è Tony Hasler mentre le scenografie sono di Adriane Bellone." (Antonella Ely, 'Il Giornale di Sicilia', 18 Settembre 1990)
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