NIGHTMARE 4 - IL NON RISVEGLIO

A NIGHTMARE ON ELM STREET 4: THE DREAM MASTER

USA - 1988
NIGHTMARE 4 - IL NON RISVEGLIO
La cittadina di Springwood, negli Usa, è funestata dal ricordo di un maniaco omicida, Freddy Krueger, assassino di bambini, morto nell'incendio della sua casa. L'unica sopravvissuta a quegli orrori, la giovane Kristen è perseguitata da incubi orribili. Quando chiede aiuto al fratello ed agli amici, anche questi, inspiegabilmente, vengono coinvolti nei sogni spaventosi della ragazza riportandone effetti fisici come traumi, contusioni, ferite gravi. Con l'amica Alice, Kristen tenta allora di sperimentare un metodo onirico positivo che consiste nel'imporsi sogni positivi.
  • Durata: 88'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR, FANTASY
  • Specifiche tecniche: NORMALE
  • Produzione: ROBERT SHAYE RACHEL TALALAY
  • Distribuzione: COLUMBIA TRI-STAR FILMS ITALIA (1989) - 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT, DE AGOSTINI
  • Vietato 14

CRITICA

"Nonostante le mosse siano prevedibili, e gli attori non eccezionali, a parte questo, Robert Englund che si è ormai scavato una sua nicchia nella storia dell'horror film, 'Nightmare 4, il non risveglio' ('Nightmare 4, the Dream Master') racconta con fantasia l'eterna lotta tra il Bene e il Male, gioca con il nostro inconscio, mostra qualche tristezza sociologica di pubertà di provincia e si fa bello con il caleidoscopio del cinema dedito appunto al sogno, dove si alza il comune senso del fantastico per liberarci dai quotidiani complessi di colpa." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 5 Marzo 1989)

"A giudicare dal n. 4 della saga di Nightmare diretto da Renny Harlin e intitolato da noi 'Il non risveglio', le attenzioni di produttori e sceneggiatori su questa infelice figura agiscono in due sensi: da una parte Freddy, nato dallo stupro d'un centinaio di disgraziati su una povera ragazza finita suora, parla e agisce in primo piano mentre per esempio nell'interessante titolo originale 'Nightmare - Dal profondo della notte' non era che una remota apparizione; d'altro canto Freddy accentua le caratteristiche oniriche impossessandosi dei sogni delle ragazze e, con degnazione, di qualche teddy boy, per mandarli a morte attraverso incubi malsani. Robert Englund, attore che letteralmente fa buon viso a cattivo gioco, vanta una perfetta truccatura e una tremenda puntualità. Ciò gli consente di primeggiare nei confronti d'un cast di anonimi minorenni, scritturati per esaltarne l'eterna vitalità. Come personaggio, nonostante sia stato più volte arso e schiacciato, rinasce al richiamo del box office. Stavolta uccide e insidia finché una teen-ager non trova la forza di ribellarsi con l'orgoglio e con la ragione alle ossessioni che ciascuno inconsciamente nutre nel proprio cuore. Svolgimento antiquato, trascinanti effetti speciali." ('La Stampa', 21 Febbraio 1989)

"L'ambientazione (la solita cittadina di provincia americana), il genere dei personaggi (liceali in fregola), il tipo di minaccia (che viene dal sonno) assicurano al filone un ampio pubblico potenziale negli Stati Uniti, dove ad andare al cinema sono soprattutto i ragazzi della provincia (che è immensa), spesso afflitti da genitori alcolizzati (e qui ci sono) e da incubi assortiti. Freddy rappresenta l'angoscia dell'imprevisto, del non razionale in un mondo di routine: in fondo riesce simpatico, almeno lui sa quello che vuole: tant'è vero che Robert Englund, l'attore che ne porta i miseri panni e la maschera, è diventato qualcuno, le sue 'vittime' invece sono rimasti volti anonimi e intercambiabili." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 26 Febbraio 1989)
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