New York, New York

USA - 1977
New York, New York
Il 2 settembre 1945, mentre New York festeggia la resa del Giappone, il giovane sassofonista Jimmy Doyle adocchia, tra la folla riunita nel salone di un grande albergo, una ragazza, Francine Evans, e dopo un assiduo corteggiamento, riesce a conquistarla. Francine è un'ottima cantante, per cui sia lei che Jimmy trovano un impiego prima in un night, poi in una orchestra sempre in giro per la provincia. Quando il direttore dell'orchestra si ritira, Jimmy, che intanto ha sposato Francine, ne prende il posto. Quando alla coppia nasce un figlio, i due, invece di sentirsi più uniti, vedono aggravarsi i contrasti dovuti ai caratteri, che già cominciavano a incrinare il loro rapporto. Da quel giorno, anche le loro carriere divergono: Francine è ormai una diva, non solo della canzone ma anche del cinema, mentre Jimmy ha un lungo periodo di oscurità e la allontana da sé. Rimasto solo però, Jimmy si riprende e diventa un idolo del "jazz". Dopo qualche tempo, i due si rivedono, forse si vogliono ancora bene: ma stavolta è Francine a respingere Jimmy per sempre.
  • Durata: 153'
  • Colore: C
  • Genere: MUSICALE
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANAVISION, TECHNICOLOR
  • Produzione: CHARTOFF-WINKLER PRODUCTIONS
  • Distribuzione: UNITED ARTISTS - WARNER HOME VIDEO (GLI SCUDI), DVD: 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT

NOTE

- PRESENTATO ALLA 76. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2019), NELLA SEZIONE 'VENEZIA CLASSICI- RESTAURATI.

CRITICA

"Storia di un amore guastato da uno stupido orgoglio maschile e, soprattutto, dalla gelosia professionale, il film si inserisce da un lato nel filone del cosiddetto 'revival', attraverso un'operazione di nostalgico recupero di certo clima degli anni Cinquanta e, dall'altro, nel novero delle opere che analizzano criticamente il mondo dello spettacolo, mostrandocene lo spietato mercantilismo, le rivalità e, in primo luogo, il contrasto che prima o poi in esso si determina tra le sue 'ragioni' e quelle umane, tra la ricerca del successo e una normale vita affettiva. Da sentire, soprattutto, per i famosi motivi musicali dell'epoca in cui è ambientato, e da vedere, per la ricchezza dell'impasto spettacolare e la bravura degli interpreti, il film è una sorta di 'commedia in musica' - qualcosa di ben diverso, cioè, dal classico musical americano - in cui realismo e comicità, umorismo e ironia si trovano fusi quasi alla perfezione." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 84, 1978)

"La mano di Scorsese si sente: nella vitalità nevrotica che imprime ai personaggi, nell'afflato con cui ricrea l'aria del tempo. La colonna musicale farà liquefare di nostalgia i 'fans' di ogni età. Lionel Stander è forse un po' sprecato". ("Telesette")

"'New York, New York' è il meglior film di Scorsese: quello in cui dimostra maggior grinta e più alta sapienza registica. Il film è imbastito su una serie di sequenze dal virtuosismo strepitoso e, nello stesso tempo, mai fine a se stesso". (Callisto Cosulich, "Paese Sera")
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