Neverland - Un sogno per la vita

Finding Neverland

USA, GRAN BRETAGNA - 2004
Neverland - Un sogno per la vita
Londra 1904. Ecco come lo scrittore James Barrie inventa la storia di Peter Pan, il celebre classico di narrativa per ragazzi, rappresentato per la prima volta al Duke of York Theatre. Dopo aver conosciuto la bella vedova Sylvia Llewelyn Davies e i suoi quattro figli, Barries, annoiato dai soliti argomenti letterari del suo tempo, trova una nuova fonte di ispirazione frequentando la giovane famigliola. Con estremo disappunto da parte di amici e parenti, lo scrittore passa il tempo a inventare scherzi e divertimenti con le storie ambientate in mondi fantastici popolati da fate, pirati, castelli e galeoni, di cui i piccoli Llewelyn Davies sono protagonisti sotto il nome dei "Bambini Perduti dell'Isola che non c'è". Quando lo scrittore decide di portare in scena queste fantastiche avventure, il produttore e la compagnia teatrale mostrano evidenti segni di scetticismo, ma alla fine Berrie riesce a convincere tutti e a portare avanti il nuovo progetto, che, una volta pronto per la sua rappresentazione, riscuoterà inaspettatamente grande sucesso. Intanto la sorte si accanisce ancora una volta sui piccoli protagonisti reali della storia e la loro vita e quella di James Barrie subisce grandi cambiamenti.
  • Altri titoli:
    J.M. Barrie's Neverland
    Alla ricerca dell'Isola che non c'è
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:2,35) ARRI MEDIA - LEE LIGHTING
  • Tratto da: Opera Teatrale "The Man Who Was Peter Pan" di Allan Knee
  • Produzione: NELLIE BELLFLOWE, RICHARD N. GLADSTEIN PER FILM COLONY
  • Distribuzione: BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA (2005)
  • Data uscita 4 Febbraio 2005

TRAILER

RECENSIONE

di Marco Spagnoli
Dopo Shakespeare in Love che descriveva la nascita di Romeo e Giulietta di William Shakespeare, Finding Neverland diretto dal regista di Monster's Ball, Marc Foster, è una celebrazione della genesi di Peter Pan di J.M. Barrie. Nel centenario della prima rappresentazione della commedia da cui è stato in seguito tratto il film d'animazione Disney e altre pellicole come il recente Peter Pan con Jason Isaacs, Foster costruisce una storia straordinaria soprattutto dal punto di vista visivo e della recitazione. All'indomani di un fiasco teatrale, il commediografo J.M. Barrie interpretato da Johnny Depp incontra casualmente al parco una famiglia di quattro bambini e la loro madre vedova Sylvia Lleweyn Davies che ha il volto e la grazia di Kate Winslet. Lentamente, ma inesorabilmente Barrie viene conquistato dalla simpatia dei piccoli e inizia felice a diventare il loro compagno di giochi, senza trascurare il prendere dei misteriosi appunti. Le convenzioni sociali della Londra vittoriana e la fredda moglie di Barrie, ovviamente, non potevano vedere di buon occhio le attenzioni che il commediografo riservava alla famigliola Davies. Nonostante questo e sfidando con ironia le ipocrisie dell'epoca, Barrie ha basato proprio su un'estate in campagna l'idea alla base della commedia nota con il titolo di Peter Pan. Finding Neverland, però, non è soltanto un racconto di come sia nata la rappresentazione teatrale. Anzi. E' un film travolgente che commuove dall'inizio alla fine per la sua capacità di riflettere con eleganza e humour sul rapporto tra fantasia e realtà, tra piaceri e doveri e ' addirittura - sulla vita e la morte. Non solo: è anche un film sulla fede in qualcosa che vada oltre il visibile. "L'isola che non c'è" , appunto, che in originale è chiamata Neverland. Mentre da un lato non possiamo che ammirare la pacata e al tempo stesso insolente saggezza del Barrie interpretato da Depp, Marc Foster seduce lo spettatore con un misto di eleganza e bellezza. Come nel caso dei giochi con i bambini dove le immagini digitali dei mondi fantastici si sovrappongono agli scenari reali. Un boschetto striminzito diventa la tre alberi del Capitano Uncino, un giardinetto casalingo uno scenario da film western, un ballo con un cane, una rappresentazione da circo che avrebbe deliziato Fellini. Finding Neverland arricchito dal talento di attori eccezionali come Dustin Hoffman, Julie Christie e Radha Mitchell tocca il cuore del pubblico perché lo porta a riflettere su quell'attimo indelebile in cui l'età adulta è emersa dalla fanciullezza. Le risate degli orfani invitati alla prima di Peter Pan da Barrie stesso (che ha lasciato in perpetuo i diritti di sfruttamento del libro all'ospedale dell'orfanotriofio di Londra') non sono state solo un trucco per convincere gli spettatori maturi ad abbattere le loro difese e ad essere più disponibili nei confronti di un testo originale e lungimirante.  Sono l'eco lontano di un'innocenza, forse, perduta che Barrie ha mantenuto con integrità e sincerità fino a quando ha dovuto scegliere tra le convinzioni di una moglie borghese o la serena turbolenza di un'insolita famiglia. In più, però, Finding Neverland apre lo sguardo dello spettatore verso "L'isola che non c'è", smantellando l'equilibrio tra realtà e finzione e dimostrando che - ancora una volta - gli artisti con la loro spregiudicata lungimiranza consentono di "vedere l'invisibile". "L'isola che non c'è" diventa quindi la metafora artistica più toccante e gioiosa del 'continente da cui nessun viaggiatore ritorna a confondere le volontà dei mortali' del monologo di Amleto. Un luogo distante, ma concreto nel suo essere etereo, popolato perfino da fate e pirati e da quei bambini che siamo stati e che, forse, avremmo voluto potere essere più a lungo. Il film suggerisce l'ipotesi secondo cui potremmo ritrovare tutti coloro che abbiamo amato e che potremmo raggiungere soltanto con la fantasia, il ricordo, ma soprattutto con la fede, perché - come spiega Peter Pan - 'per potere volare bisogna credere nelle fate', ovvero la più semplice e rurale emanazione della trascendenza. Finding Neverland è una pellicola dalla forza e intensità emotive paragonabili solo a quelle di pellicole differenti, ma ugualmente forti e recenti come Schindler's List, La passione di Cristo e Big Fish. Un capolavoro di gusto ed eleganza per un cinema in grado di commuovere, ma anche di fare riflettere.

NOTE

- GIRATO INTERAMENTE IN INGHILTERRA E NEGLI STUDI DI SHEPPERTON.

- PRESENTATO FUORI CONCORSO ALLA 61MA MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA (2004).

- OSCAR 2005 PER LA MIGLIOR COLONNA SONORA. HA RICEVUTO ALTRE 6 CANDIDATURE: MIGLIOR FILM, MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA (JOHNNY DEPP), MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE (DAVID MAGEE), MIGLIOR MONTAGGIO (MATT CHESSE), MIGLIOR SCENOGRAFIA (GEMMA JACKSON, TRISHA EDWARDS), MIGLIORI COSTUMI (ALEXANDRA BYRNE).

CRITICA

"Benvenuti nella favola di Mr. J.M.Barrie, che inizia il suo lungo, meraviglioso, immaginifico, scoppiettante, commovente, antropologico viaggio tra terra e cielo, ragione e desiderio, dolore e follia sulle ali del sogno. 'Finding Neverland' di Marc Forster, gioiello di narrazione e invenzione cinematografica, passato ieri nella sezione Mezzanotte, prende quota da subito, senza avvertire che quel Mr. J.M. Barrie è nientemeno che il papà di Peter Pan, lo scrittore eterno bambino come l'eroe dell'Isola che non c'è. E che quei ragazzi della famiglia Llewelyn Davies diventeranno i suoi figli, leggeri viaggiatori diretti alla seconda stella a destra, magari tra le pagine di un libro o dentro un teatro, il sontuoso Duke of York's. L'importante è crederci. (...) La favola di Peter Pan c'è tutta, riletta con leggerezza, poesia e tenero abbandono, affidata alla genialità di un Johnny Depp istrionico senza sbavature, capace di mascherarsi da pirata spietato, da apache muso lungo, re, naufrago, condottiero. Forse nessuno come Depp sarebbe riuscito, infantilmente, a ballare un valzer con un San Bernardo, di compiere giochi magia con un cucchiaio incollato al naso o di far volare un francobollo fino al soffitto. Per rivestirsi subito dopo da scrittore sognante che deve vedersela con lo scetticismo dell'impresario Dustin Hoffman, con l'intransigenza della vecchia nonna dei ragazzi, un'intensa Julie Christie, con i risentimenti della moglie Radha Mitchell e con l'amore inconfessato di mamma Kate Winslet." (Leonardo Jattarelli, 'Il Messaggero', 5 settembre 2004)

"Per quanto strappalacrime, a parità di rivisitazioni non c'è paragone quanto sia più riuscita questa 'Neverland un sogno per la vita' in confronto a quella dell'appena uscito 'Giro del mondo in 80 giorni'. Siamo nella linea di gran moda della cinebiografia (...) Il carisma di Depp, forse in assoluto l'attore più autorevole della sua generazione, fa perdonare le leziosaggini, ma soprattutto il film trova i suoi momenti migliori nelle inaspettate visualizzazioni della sfrenata fantasia del protagonista, nel suo inarrestabile immaginare altri mondi." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 4 febbraio 2005)

"Un film minuto ma non minimo, in bilico tra dolcezza e veleno, ricercatezza e manierismo, emozione e disperazione. Non era facile tornare a confrontarsi con la mitografia di Peter Pan, rielaborata e saccheggiata da una quantità di artisti, da Lou Reed a Walt Disney, da Steven Spielberg a Michael Jackson. 'Neverland - Un sogno per la vita', tratto da una commedia di Alan Knee e diretto da Marc Forster (...) Forster punta forte sull'incarnazione dell'ex (o post) ribelle Johnny Depp, secondo noi una delle icone più sopravvalutate della nuova Hollywood: stavolta, però, il quarantunenne antidivo sembra davvero in parte e rifinisce con sobrietà atteggiamenti e dettagli d'espressione, quasi tornando al suo miglior ruolo, quello soffuso dai lunari stupori del magnifico 'Edward Mani di forbice'. Lo stralunato infantilismo dell'attore si modella benissimo sull'amore frustrato del drammaturgo per la vedova Sylvia Lewelyn Davies (una credibile Kate Winslet) e su quello profuso per i suoi marmocchi che finì per considerare figli a tutti gli effetti. A eccezione del brutto e melenso finale, il film riesce nell'intento di affermare senza eccessive leziosaggini i diritti della fantasia, dell'escapismo e di qualsiasi, personale Isola che non c'è contro l'insostenibile pesantezza delle Isole." (Valerio Caprara, 'Il mattino', 5 febbraio 2005)

"E bisogna riconoscere che Johnny Depp, l'attore prediletto da Marlon Brando, riesce a far intravedere l'anima del personaggio. Purtroppo un'anima inventata. (...) Enumerate le precisazioni a rischio di guastare la festa dello spettatore credulone, bisogna riconoscere che dal contesto manieristico emerge una vivacissima evocazione dell'ambiente teatrale, rinforzata da un certo sostegno della forza di Dustin Hoffman che impersona il produttore. Negli altri ruoli brillano di luce propria Julie Christie (la madre malmostosa di Sylvia) e la giovane Radha Mitchell (l'allarmata moglie di Barrie), qui perfino più brava che in Melinda e Melinda. Insomma di fronte a 'Neverland' chi si contenta di una bella favola, gode; e chi preferisce saperne di più, può cercare i fatti autentici in vari libri come il godibilissimo 'The Peter Pan Chronicles' di Bruce K. Hanson. Per concludere che nelle innumerevoli trasformazioni del 'ragazzo che non voleva crescere' vince sempre l'immaginazione al potere." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 5 febbraio 2005)

"Assomiglia a Peter Pan il suo autore James M. Barrie? Il film di Forster, dal cuore palpitante, non lo dice perché molto s'inventa della biografia dello scrittore inglese, inquadrato mentre sta per lasciare la moglie ed entrare platonicamente nella famiglia di una bella vedova con quattro figli e mamma a carico. Mettendo tra parentesi la verità dei fatti e l'ambiguità di fondo, il film si rivela un abile melodramma con intermezzi giocosi: Johnny Depp, pur bravo, non ci spiega le radici delle sue stravaganze. Se la parte famiglia è una stampa morale post-vittoriana, molto divertente è il racconto teatrale con Hoffman-impresario terrorizzato dal debutto del bambino che non vuol crescere e che fin dal 1904 ottenne gran successo." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 febbraio 2005)
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