Neverland - Un sogno per la vita

Finding Neverland

USA, GRAN BRETAGNA - 2004
Londra 1904. Ecco come lo scrittore James Barrie inventa la storia di Peter Pan, il celebre classico di narrativa per ragazzi, rappresentato per la prima volta al Duke of York Theatre. Dopo aver conosciuto la bella vedova Sylvia Llewelyn Davies e i suoi quattro figli, Barries, annoiato dai soliti argomenti letterari del suo tempo, trova una nuova fonte di ispirazione frequentando la giovane famigliola. Con estremo disappunto da parte di amici e parenti, lo scrittore passa il tempo a inventare scherzi e divertimenti con le storie ambientate in mondi fantastici popolati da fate, pirati, castelli e galeoni, di cui i piccoli Llewelyn Davies sono protagonisti sotto il nome dei "Bambini Perduti dell'Isola che non c'è". Quando lo scrittore decide di portare in scena queste fantastiche avventure, il produttore e la compagnia teatrale mostrano evidenti segni di scetticismo, ma alla fine Berrie riesce a convincere tutti e a portare avanti il nuovo progetto, che, una volta pronto per la sua rappresentazione, riscuoterà inaspettatamente grande sucesso. Intanto la sorte si accanisce ancora una volta sui piccoli protagonisti reali della storia e la loro vita e quella di James Barrie subisce grandi cambiamenti.

CAST

NOTE

- GIRATO INTERAMENTE IN INGHILTERRA E NEGLI STUDI DI SHEPPERTON.

- PRESENTATO FUORI CONCORSO ALLA 61MA MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA (2004).

- OSCAR 2005 PER LA MIGLIOR COLONNA SONORA. HA RICEVUTO ALTRE 6 CANDIDATURE: MIGLIOR FILM, MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA (JOHNNY DEPP), MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE (DAVID MAGEE), MIGLIOR MONTAGGIO (MATT CHESSE), MIGLIOR SCENOGRAFIA (GEMMA JACKSON, TRISHA EDWARDS), MIGLIORI COSTUMI (ALEXANDRA BYRNE).

CRITICA

"Benvenuti nella favola di Mr. J.M.Barrie, che inizia il suo lungo, meraviglioso, immaginifico, scoppiettante, commovente, antropologico viaggio tra terra e cielo, ragione e desiderio, dolore e follia sulle ali del sogno. 'Finding Neverland' di Marc Forster, gioiello di narrazione e invenzione cinematografica, passato ieri nella sezione Mezzanotte, prende quota da subito, senza avvertire che quel Mr. J.M. Barrie è nientemeno che il papà di Peter Pan, lo scrittore eterno bambino come l'eroe dell'Isola che non c'è. E che quei ragazzi della famiglia Llewelyn Davies diventeranno i suoi figli, leggeri viaggiatori diretti alla seconda stella a destra, magari tra le pagine di un libro o dentro un teatro, il sontuoso Duke of York's. L'importante è crederci. (...) La favola di Peter Pan c'è tutta, riletta con leggerezza, poesia e tenero abbandono, affidata alla genialità di un Johnny Depp istrionico senza sbavature, capace di mascherarsi da pirata spietato, da apache muso lungo, re, naufrago, condottiero. Forse nessuno come Depp sarebbe riuscito, infantilmente, a ballare un valzer con un San Bernardo, di compiere giochi magia con un cucchiaio incollato al naso o di far volare un francobollo fino al soffitto. Per rivestirsi subito dopo da scrittore sognante che deve vedersela con lo scetticismo dell'impresario Dustin Hoffman, con l'intransigenza della vecchia nonna dei ragazzi, un'intensa Julie Christie, con i risentimenti della moglie Radha Mitchell e con l'amore inconfessato di mamma Kate Winslet." (Leonardo Jattarelli, 'Il Messaggero', 5 settembre 2004)

"Per quanto strappalacrime, a parità di rivisitazioni non c'è paragone quanto sia più riuscita questa 'Neverland un sogno per la vita' in confronto a quella dell'appena uscito 'Giro del mondo in 80 giorni'. Siamo nella linea di gran moda della cinebiografia (...) Il carisma di Depp, forse in assoluto l'attore più autorevole della sua generazione, fa perdonare le leziosaggini, ma soprattutto il film trova i suoi momenti migliori nelle inaspettate visualizzazioni della sfrenata fantasia del protagonista, nel suo inarrestabile immaginare altri mondi." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 4 febbraio 2005)

"Un film minuto ma non minimo, in bilico tra dolcezza e veleno, ricercatezza e manierismo, emozione e disperazione. Non era facile tornare a confrontarsi con la mitografia di Peter Pan, rielaborata e saccheggiata da una quantità di artisti, da Lou Reed a Walt Disney, da Steven Spielberg a Michael Jackson. 'Neverland - Un sogno per la vita', tratto da una commedia di Alan Knee e diretto da Marc Forster (...) Forster punta forte sull'incarnazione dell'ex (o post) ribelle Johnny Depp, secondo noi una delle icone più sopravvalutate della nuova Hollywood: stavolta, però, il quarantunenne antidivo sembra davvero in parte e rifinisce con sobrietà atteggiamenti e dettagli d'espressione, quasi tornando al suo miglior ruolo, quello soffuso dai lunari stupori del magnifico 'Edward Mani di forbice'. Lo stralunato infantilismo dell'attore si modella benissimo sull'amore frustrato del drammaturgo per la vedova Sylvia Lewelyn Davies (una credibile Kate Winslet) e su quello profuso per i suoi marmocchi che finì per considerare figli a tutti gli effetti. A eccezione del brutto e melenso finale, il film riesce nell'intento di affermare senza eccessive leziosaggini i diritti della fantasia, dell'escapismo e di qualsiasi, personale Isola che non c'è contro l'insostenibile pesantezza delle Isole." (Valerio Caprara, 'Il mattino', 5 febbraio 2005)

"E bisogna riconoscere che Johnny Depp, l'attore prediletto da Marlon Brando, riesce a far intravedere l'anima del personaggio. Purtroppo un'anima inventata. (...) Enumerate le precisazioni a rischio di guastare la festa dello spettatore credulone, bisogna riconoscere che dal contesto manieristico emerge una vivacissima evocazione dell'ambiente teatrale, rinforzata da un certo sostegno della forza di Dustin Hoffman che impersona il produttore. Negli altri ruoli brillano di luce propria Julie Christie (la madre malmostosa di Sylvia) e la giovane Radha Mitchell (l'allarmata moglie di Barrie), qui perfino più brava che in Melinda e Melinda. Insomma di fronte a 'Neverland' chi si contenta di una bella favola, gode; e chi preferisce saperne di più, può cercare i fatti autentici in vari libri come il godibilissimo 'The Peter Pan Chronicles' di Bruce K. Hanson. Per concludere che nelle innumerevoli trasformazioni del 'ragazzo che non voleva crescere' vince sempre l'immaginazione al potere." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 5 febbraio 2005)

"Assomiglia a Peter Pan il suo autore James M. Barrie? Il film di Forster, dal cuore palpitante, non lo dice perché molto s'inventa della biografia dello scrittore inglese, inquadrato mentre sta per lasciare la moglie ed entrare platonicamente nella famiglia di una bella vedova con quattro figli e mamma a carico. Mettendo tra parentesi la verità dei fatti e l'ambiguità di fondo, il film si rivela un abile melodramma con intermezzi giocosi: Johnny Depp, pur bravo, non ci spiega le radici delle sue stravaganze. Se la parte famiglia è una stampa morale post-vittoriana, molto divertente è il racconto teatrale con Hoffman-impresario terrorizzato dal debutto del bambino che non vuol crescere e che fin dal 1904 ottenne gran successo." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 febbraio 2005)
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