Nerolio - Sputerò su mio padre

ITALIA - 1996
Nerolio - Sputerò su mio padre
1° EPISODIO. Un poeta e regista italiano viaggia su un treno di seconda classe nel tratto che da Messina porta a Siracusa. Arrivato in città, prende alloggio in un albergo di lusso e poi raggiunge il quartiere popolare della Mazzarona. Dopo aver contemplato case, persone, oggetti, la sua attenzione è catturata da alcuni ragazzi che giocano a pallone in uno spiazzo. Li osserva, poi si avvicina, parla con loro. E' notte, e i ragazzi hanno acceso un falò di fronte al mare. Uno per uno si dirigono verso la macchina del poeta e rimangono appartati con lui, mentre si odono musiche di Satie e Telemann. La mattina dopo, mentre il sole risplende e il mare è mosso, il poeta riparte. 2° EPISODIO. A casa del poeta a Roma, la domestica annuncia che è arrivata la persona che lui aspettava. Valerio, un ragazzo di poco più di venti anni, aveva chiesto un appuntamento per preparare una tesi su di lui. Valerio in realtà voleva rimanere solo con il poeta. E la cosa avviene ma dopo uno scontro aspro e non privo di momenti forti. 3° EPISODIO. E' notte, e il poeta gira per Roma attraverso strade buie e poco frequentate. Incontrato un ragazzo bruno, lo invita a cena in trattoria, gli chiede se vuole fare l'attore. Dopo la risposta affermativa del ragazzo, i due si allontanano in uno spiazzo oscuro. Tutto sembra come al solito, ma stavolta il ragazzo si agita, pretende soldi e si mostra teso e riluttante. Quando scappa dalla macchina, il poeta lo insegue, lo fa cadere per terra. Nella colluttazione, il ragazzo trova un bastone e comincia a colpire il poeta che perde i sensi. Il ragazzo prende la macchina e passa sul corpo del poeta. Poi va via, mentre spunta l'alba.
  • Durata: 81'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Tratto da: LIBERAMENTE TRATTO DAL DRAMMA "SPUTERO' SU MIO PADRE" DI AURELIO GRIMALDI
  • Produzione: ARANCIA FILM
  • Distribuzione: STAZIONE MARITTIMA (1998)

CRITICA

"L'omosessualità di Pasolini e le sue notti selvagge. E' questo Il tema di 'Nerolio', il film scandalo realizzato da Aurelio Grimaldi nel 1996 che, rifiutato dalla Mostra del Cinema di Venezia di quell'anno, è diventato un film fantasma, visto solo dai frequentatori dei festival e mai approdato nelle sale. Da oggi è nei cinema italiani (pochi), già alonato da un preannuncio di scandalo che riconfermerebbe il rifiuto deciso di quanti videro il film due anni fa. Non piacque di 'Nerolio', nel 1996, la rappresentazione crudamente realistica della vita più segreta dello scrittore. Non piacque la tesi - contrapposta a quella dell'omicidio-complotto sostenuta dagli amici dello scrittore - di una morte, se non cercata, almeno messa in conto in una ricerca sfrenata di incontri notturni. Laura Betti, l'attrice che dirige la 'Fondazione Pasolini', ha ribadito ieri, all'annuncio dell'uscita del film, che 'Nerolio' 'non andava fatto'. Non lo vedrà. 'Si lascino in pace' ha aggiunto 'gli amici veri di Pier Paolo, per loro la sua assenza non è cosa facile. lo riesco a essere più imparziale, ma sono sicura che 'Nerolio' mi darebbe fastidio'." (Roberto Rombi, 'la Repubblica', 16 ottobre 1998)

"Valuto e discuto, sul piano della qualità e del gusto, queste interpretazioni che scendono a livelli, se possibile, anche più bassi di quelli delle 'Buttane'. Violenza grezza, aggressività gratuita anche nei dialoghi quasi sempre da trivio; in contrasto con un commento che infittisce la colonna sonora di stanchi filosofemi, ora intrisi della letterarietà più facile, ora inclini alle più fastidiose provocazioni, senza mai né misura né ritegno, allontanandosi non solo dal 'vero' Pasolini, ma anche da un possibile personaggio narrativamente costruito secondo una sua logica e secondo altre dimensioni al di fuori di quelle, ossessivamente proclamate, della sua diversità. Un film da dimenticare, perciò, e che, essendo rimasto in magazzino ben due anni dopo la sua realizzazione, poteva anche restarci. Non se ne sarebbe sentita la mancanza." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 21 ottobre 1998)

"Accompagnato da musiche di Satie, Purcell, Haendel e da intermezzi di fisarmonica, girato nel 1995 con pochissimi soldi a spese dell'autore che nel 1998 ha diretto Alba Parietti ne 'Il macellaio', realizzato in bianco e nero in sedici giorni, accolto malissimo dagli amici ed eredi di Pasolini, 'Nerolio' è intenso, a volte emozionante, non bello: l'invadente materia del racconto s'è mangiata quello stile così forte e insieme elegiaco mostrato da Grimaldi ne 'Le buttane', 1994. Ma il film è importante se, magari a costo di qualche abuso, restituisce a Pasolini una verità differente dalle normalizzazioni e santificazioni intervenute dopo la morte, se corregge l'ansiosa rimozione di sesso e carattere, se restituisce alla cultura un personaggio d'artista più aspro ma forse più autentico." (Lietta Tornabuoni, 'L'Espresso', 29 ottobre 1998)
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