Nema problema

ITALIA - 2004
Nema problema
Lorenzi, un inviato di guerra, cerca di indagare, con l'aiuto di Aldo Puhar, un traduttore locale, sull'identità misteriosa del 'comandante Jako', autore di efferati crimini ma anche di gesta considerate eroiche. Ai due si uniscono Maxime, un giornalista alle prime armi ancora molto idealista e Sanja una ragazza locale che cerca i suoi parenti. Poiché non riesce nell'impresa, Lorenzi inventa storie e notizie, destando l'indignazione di Maxime, ma poi rimane vittima egli stesso di verità manipolate...
  • Altri titoli:
    NEMAPROBLEMA
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, GUERRA
  • Produzione: INDEPENDENT MOVIE COMPANY S.R.L., TELE+/SKY TV, DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE
  • Data uscita 7 Maggio 2004

NOTE

- FILM REALIZZATO CON IL SUPPORTO DELLA DGC - DIREZIONE GENERALE CINEMA

CRITICA

"Controllato e rigoroso, 'Nema problema' abbozza invece un enigma quasi metafisico, alla Dürrenmatt. E' più (dis)onesto, il navigato reporter drogato di guerra e pronto a inventare falsi scoop o il giovane collega pronto a morire per la verità (i dialoghi non sempre brillano) ma così assetato di sensazionalismo da non capire che la ragazza intervistata si sta inventando la storia che gli piacerebbe sentire? Se i giornalisti, come accade al fronte, capiscono poco e inventano molto, i locali sfruttano quella confusione per i loro scopi, raggirando e manipolando a piacere. Così, un corpo fucilato può essere un uomo o uno spaventapasseri; un buon appetito detto nella lingua sbagliata può costare la vita; e quell'interprete forse non è solo un interprete, così come un giornalista in guerra non è solo un giornalista, ma un'arma fra altre armi. Con tutto ciò che ne consegue." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 7 maggio 2004)

"'Nema problema' è un'espressione ben nota a chi ha lavorato nel cinema con gli iugoslavi, pronti a tirarla fuori tutte le volte che un problema c'è veramente; ed è anche il titolo di un piccolo film, girato in santa povertà. (...) Nella sua semplicità il film ha momenti forti (vedi il pranzo nuziale in cui lo sposo è stato ucciso il giorno prima) e l'interpretazione di Marolt attesta un sicuro talento di attore." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 15 maggio 2004)
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