Nella sua pelle

Dating the Enemy

AUSTRALIA 1996
Due persone completamente diverse si incontrano ad una festa il giorno di San Valentino. Mark è il conduttore di un programma televisivo, Tania è una giornalista scientifica. Due anni dopo la loro relazione sembra ormai giunta alla fine. Durante una lite Tania dice a Mark che se si mettesse nei suoi panni capirebbe meglio le difficoltà. Il mattino dopo, al loro risveglio, la trasformazione è cosa fatta: lui è nel corpo di lei e viceversa.
SCHEDA FILM

Regia: Megan Simpson Huberman

Attori: Claudia Karvan - Tash, Guy Pearce - Brett, Matt Day - Rob, Lisa Hensley - Laetitia, Pippa Grandison - Colette, John Howard (II) - Davis, Scott Love - Harrison, Christopher Morsley - Paul, Heidi Lapaine - Christina, Christine Anu - Cantante, Arthur Dignam - Dott. Kamins, Morna Seres - Helen McMahon, Will Usic - Marx, Anja Coleby - Karen Zader, Robert James O'Neill - Mark Hutchinson, Ramsey Everingham - Jeff

Soggetto: Megan Simpson Huberman

Sceneggiatura: Megan Simpson Huberman

Fotografia: Steve Arnold

Musiche: David Hirschfelder

Montaggio: Marcus D'Arcy

Scenografia: Tim Ferrier, Deborah McNamara

Arredamento: Faith Robinson

Costumi: Terry Ryan

Effetti: Mark Ward, David White (II), Kriselle Baker, Melanie Ritchie

Altri titoli:

Liebling, bleib so wie ich bin!

Mein geliebter Feind

Durata: 104

Colore: C

Genere: ROMANTICO COMMEDIA

Specifiche tecniche: NORMALE

Produzione: SUE MILLIKEN

Distribuzione: MEDUSA FILM - MEDUSA VIDEO

NOTE
- REVISIONE MINISTERO GIUGNO 1997.
CRITICA
"La regista australiana Megan Simpson Huberman, che si è anche scritta il testo, ha cercato di tenersi il più possibile nelle cifre di un burlesco che, speculando soprattutto sugli equivoci, specie da un punto di vista sessuale, potesse strappare ancora in platea qualche risata. Ci riesce, bisogna riconoscerlo, ma, pur sfoggiando delle intenzioni psicologiche e pur sforzandosi di disegnare ai due protagonisti dei caratteri precisi, cede troppo volentieri alla facilità degli scherzi equivoci, privilegiando una comicità di grana grossa che, pur senza far inciampare la commedia nelle trappole della farsa, la priva sempre di qualsiasi sospetto di finezza". (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 7 settembre 1997)

"Uno spunto vecchio quasi come il cinema, lui che entra nei panni di lei, lei in quelli di lui, adattato ai tempi della correttezza politica per ricordare che i difetti degli altri spesso possono essere delle (quasi) qualità per chi ne è sprovvisto. Certo la prova dei due attori, dopo il cambio di sesso, è decisamente buona ma basta confrontare il film con il non eccelso, ma ben più trasgressivo, 'Nei panni di una bionda' (1991, Blake Edwards) per accorgersi di come lo stesso tema poteva offrire ben altri spunti. Invece tutto si trascina per un po' di stanchezza fino al consolatorio finale. Con una curiosità: il film non cerca mai di spiegare come sia avvenuto questo scambio di sesso, mentre in passato si erano tirati in ballo magie cinesi o punizioni divine, miracoli o castighi. Qui tutto è dato per scontato, come se l'interscambiabilità tra i sessi sia ormai un fatto talmente naturale da non doversi neppure giustificare. Nemmeno con le fantasie della sceneggiatura". (Paolo Mereghetti, 'Sette', 18 settembre 1997)