Natural City

Fantascienza coreana che ambisce a Blade Runner. Suggestive le scenografie, ma la storia lascia a desiderare

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COREA DEL SUD 2003
2080. Il mondo è assediato dall'infinita Guerra tra esseri umani e macchine: l'uomo ha inventato cyborg dotati di grande forza, intelligenti e capaci di emozioni ma dalla breve durata, che hanno deciso di ribellarsi e di cambiare il loro destino. R, un poliziotto della 'resistenza umana', è innamorato di Ria, una ballerina cyborg, destinata a spegnersi entro tre giorni. Per salvare il loro amore R è pronto a sacrificare se stesso e la sua squadra...
SCHEDA FILM

Regia: Min Byung-Chun

Attori: Yoo Ji-tae - R, Lee Jae-Eun - Cyon, Seo Rin - Ria, Yoon Chan - Noma, Jeong Eun-Pyo - Croy, Shin Goo - Comandante Mlpc, Um Chun-Bae - Chang-Sik Noh, Jeong Doo-hong - Cyper, Yoon Jusang - Padrone del bar, Ko Joo-Hee - Ami, Kim Eul-Dong - Gongbang

Soggetto: Min Byung-Chun

Sceneggiatura: Min Byung-Chun

Fotografia: Lee Jun-Kyu

Musiche: Lee Jae-Jin

Montaggio: Kyung Min-Ho

Scenografia: Cho Hwa-Sung

Costumi: Lee Da-Yeon

Durata: 114

Colore: C

Genere: THRILLER DRAMMATICO AZIONE FANTASCIENZA

Specifiche tecniche: 35 MM, SUPER 35 (1.85:1)

Produzione: JOWOO ENTERTAINMENT, TUBE ENTERTAINMENT

Distribuzione: MOVIEMAX (2004)

Data uscita: 2005-01-28

CRITICA
"Alti e bassi del potente cinema sudcoreano, che sforna sofisticate opere d'autore ('Oasis', 'Ferro 3', 'La moglie dell'avvocato', 'Old Boy') ed astute pellicole di massa ('Phone', 'Tube', 'The Resurrection'). Così professionale, così abile con gli effetti speciali e così interessato a internazionalizzare i propri film da rischiare a volte il vuoto formalismo, trappolone nel quale cade in pieno 'Natural City' di Min Byung Chun, dramma di fantascienza troppo clone di 'Blade Runner' (...) Il look del film è sopraffino, ma sotto il vestito quasi niente. Cinque anni di lavorazione per complicati combattimenti sotto la pioggia in slow-motion ma poca attenzione a storia e personaggi, privi di vita e mai emozionanti nonostante si affrontino temi forti e universali come l'amore impossibile e la ricerca dell'immortalità. Peccato. Ma basta qualche buon sceneggiatore e anche la fantascienza sudcoreana farà scuola." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 28 gennaio 2005)

"Può essere tutto in questi fantasy fumetti: 'Natural City' è coreano, finge allarme, è tutto digitale ed è un'accozzaglia di riferimenti e di bassi stimoli sensoriali dovuti al fracasso. Emozioni vere, zero. Intelligenza visiva, zero." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 29 gennaio 2005)