Natale all'improvviso

Love the Coopers

USA - 2015
3/5
Natale all'improvviso
Sam e Charlotte stanno per separarsi ma hanno deciso di dirlo al resto della famiglia solo dopo Natale, per trascorrere felicemente tutti insieme un ultimo cenone. In realtà, sono tanti e diversi i segreti nascosti da ogni componente di questa strampalata famiglia!
  • Altri titoli:
    Christmas with the Coopers
  • Durata: 89'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: BRIAN GRAZER, MICHAEL LONDON, JESSIE NELSON, JANICE WILLIAMS PER IMAGINE ENTERTAINMENT, GROUNDSWELL PRODUCTIONS, HANDWRITTEN FILMS
  • Distribuzione: NOTORIOUS PICTURES
  • Data uscita 26 Novembre 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Massimo Giraldi
Sam e Charlotte, coppia matura, stanno per separarsi ma decidono di renderlo noto alla famiglia solo dopo la notte di Natale. A quella cena che secondo tradizione vede tutti riuniti si  preparano a partecipare in tanti, quasi tutti con situazioni differenti. Ci sono dissidi, attriti, incomprensioni e tanti sforzi per cancellarne gli effetti negativi...
Il copione è tutto tranne che nuovo, ma del resto nemmeno la riunione familiare nella notte di Natale lo è. A maggior ragione c'è bisogno di uno strappo narrativo in grado di garantire discontinuità. Qui l'espediente è che il narratore è il cane di casa, e tutti i personaggi sono visti attraverso i suoi occhi. Intorno ci sono figli, nipoti, zie o presunte tali, coppie scoppiate, e un pugno di situazioni variegate e sfuggenti: solitudine, perdita del lavoro, rimpianti, desideri, l'aeroporto come grande luogo della favola e della fantasia. E, a cementare, ecco  dialoghi da testo teatrale, secco e cattivo, e amari sorrisi di comprensione in un caleidoscopio di frastagliati colori.
Innamoramento, commozione, recupero del meglio. Perché la famiglia non si svende, e qualche lacrima, come sempre, fa bene. Anzi fa Natale. Il cast corale contribuisce a dare verità alla finzione: Diane Keaton, John Goodman e Alan Alda in primo piano; Olivia Wilde, Amanda Seyfried, Marisa Tomei subito dopo. Poi gli altri, tanti da riempire un film leggero ma convincente.

NOTE

- DIANE KEATON FIGURA ANCHE TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI.

CRITICA

"(...) questo «Natale all'improvviso» (...) pur esibendo nomi molto noti fra gli interpreti (...) all'inizio tenta un po' di far sorridere ma verso la fine, imboccando la solita retorica del «lieto fine» per tutti, si attesta con decisione attorno alle cifre del sentimentalismo più facile (...). Spesso tutti cantano, molti litigano, bambini compresi, per ritrovare l'accordo al cospetto del cenone, appunto, seguirà una conclusione lieta per ciascuno (...). La brava signora che ha diretto il tutto si chiama Jessie Nelson." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 26 novembre 2015)

"A Natale si è tutti più buoni? Bah. 'Natale all'improvviso', in originale 'Love the Coopers', pare un film sulla fame nel mondo, tanto sono palesi le ragioni alimentari che han mosso il cast stellare, da Diane Keaton a John Goodman, da Alan Arkin a Olivia Wilde, passando per Amanda Seyfried e Marisa Tomei. II canovaccio è quello sfilacciato ed esausto delle natalizie riunioni di famiglia (...). Attori in vacanza ben oltre le necessità del ruolo, sceneggiatura post-prandiale, regia ridotta a luminaria, la commedia è pluri-generazionale, il pubblico, temiamo, meno." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 26 novembre 2015)

"Arriva Natale trascinandosi commediole insopportabilmente mielose. Come questa, ambientata a Pittsburgh, dove si racconta l'animata vigilia di una folta famiglia." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 26 novembre 2015)

"Commedia leggera, corale, pullulante di volti noti e meno noti della Mecca del cinema, «Love the Coopers» (titolo originale) s'apparenta con non pochi film a tematica natalizia (da «Il miracolo nella 34.a strada» a «La neve nel cuore», da «Bianco Natale» a «Fred Claus - Un fratello sotto l'albero», a «Happy Christmas»). Jessie Nelson, tornata dietro la cinepresa dopo quindici anni, dopo «Io sono Sam» (precedentemente aveva diretto «Una moglie per papà- Corrina Corrina»), vi narra, col ricorso alla voce fuori campo, invasiva e a lungo noiosa (è del cane di famiglia Rag), i problemi, le delusioni, le attese e le ansie dei vari personaggi, intrecciandone il passato con il presente e prospettandone il probabile futuro. Vi dispiega cioè la storia accidentata di una famiglia con le sue verità taciute, ma presenti e condizionanti: un ritratto, che, fra situazioni poco credibili e trovate raramente divertenti, si fa strada con difficoltà in un racconto poco coinvolgente (la struttura narrativa rende difficoltoso il seguire i casi dei vari personaggi), che procede verso il prevedibile epilogo, dove, come in buona parte delle commedie natalizie realizzate a Hollywood, chiariti conflitti e incomprensioni, la vita si annuncia nuovamente meravigliosa." (Achille Frezzato, 'L'Eco di Bergamo', 1 dicembre 2015)
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