Natale al campo 119

ITALIA - 1947
La guerra è finita da un pezzo, ma i prigionieri italiani del campo 119, in California, aspettano ancora di essere liberati e intanto s'apprestano a festeggiare, ancora una volta lontani dalle famiglie, il Natale. Per dare sfogo alla nostalgia, rievocano ricordi della patria. Un romano racconta alcuni episodi della sua disgraziata vita coniugale, un soldato napoletano del suo tenente, uno squattrinato duca napoletano, e delle trame escogitate per aiutarlo. Il comandante del campo ha regalato ai prigionieri un grammofono, e ai racconti s'intrecciano le canzoni. Così, un siciliano ricorda le feste e i canti della primavera siciliana mentre un gondoliere veneziano rievoca una sua avventura amorosa.

CAST

NOTE

- I TITOLI DI TESTA DEL FILM ATTRIBUISCONO LA DIREZIONE DELLA FOTOGRAFIA ANCHE A FERRER TIEZZI.

CRITICA

"Come quasi tutti i film italiani, è accuratissimo e quasi perfetto nei particolari, mentre nell'insieme lascia un pò a desiderare. E' innegabile che le scene migliori sono quelle che si svolgono al campo, la prima parte; mentre nella seconda, il film assume un tono da 'Settimana Incom', con il passare in rivista le città dei vari protagonisti e quel mostrarci i monumenti principali (...)". (A. Manganelli, "Hollywood", 31 gennaio 1948).

"L'idea di illustrare la vita italiana attraverso racconti e ricordi di prigionieri e canzoni, se ben attuata, avrebbe potuto dare origine a un lavoro interessante. Ma le sequenze nel campo sono banali e prive di spirito, gli episodi della vita italiana sono calunniosi e di scarso interesse. La parte migliore è costituita dalle vedute e dalle canzoni." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 23, 1948)
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