Natale a Londra - Dio salvi la Regina

ITALIA - 2016
3/5
Natale a Londra - Dio salvi la Regina
Londra. Due fratelli pasticcioni alle prese con una bella chef stellata ed il suo toscanissimo sous chef.... un piatto sopraffino, un mare di risate e nientedimeno che... la Regina d'Inghilterra!! Gli ingredienti ci sono tutti per mettere a segno un colpo sensazionale: rapire i preziosissimi cani della Regina e travolgere Buckingham Palace...
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: AURELIO DE LAURENTIIS & LUIGI DE LAURENTIIS PER FILMAURO
  • Distribuzione: FILMAURO
  • Data uscita 15 Dicembre 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Massimo Giraldi

Due fratelli, Erminio e Prisco, figli di uno sgangherato boss della malavita romana, arrivano a Londra con l’obiettivo di riuscire a salvare il ristorante del Barone, minacciato di chiusura per debiti. L’idea che arriva è quella di rapire i cani della Regina e chiedere un riscatto di un milione e mezzo di sterline…

Adesso i tempi dei Cinepanettoni sembrano lontani e irreali. Non che De Laurentiis voglia rinnegarli, perché rappresentano un fenomeno di costume che ha attraversato due decenni, lasciando una traccia forte sopra gli anni Ottanta e Novanta. Ma in ogni espressione artistica che si rispetti arriva il logorio, e quando si sospetta che sia in agguato la routine, è opportuno scappare, cambiare direzione.

Questo Natale a Londra conserva con il passato solo la citazione della nuova location (al posto di New York, India, Sud Africa…) ma qui è prevalere è il cambio di collocazione tematica: da commedia delle battute grevi a commedia degli equivoci.

Un passo avanti non da poco, perché in generale Natale a Londra rimanda la sensazione di un  umorismo misurato e generoso, in cui la messa insieme di un cast ampio ed eterogeneo ottiene il buon risultato di una comicità allegra e leggera. La squadra punta su alcune conferme (Lillo e Greg, Paolo Ruffini)  e su nuovi acquisti (Nino Frassica, Ninetto Davoli, il duo Arteteca).

Consegnando all’allenatore Volfango De Biasi un team affiatato ed  esperto, la regia corre sul velluto di uno schema lineare e ineccepibile nel quale si esprime al meglio anche la protagonista femminile Eleonora De Santis. Situazioni talvolta imprevedibili uniti ad una dinamica derivata direttamente dalle scazzottate alla Bud Spencer/Terence Hill, spruzzi di romanticismo e spiccioli di psicologia degli affetti. Il quadro è completo per un puzzle gustoso e saporito. La domanda è: basterà questa formula per fare centro al botteghino e nella porta del Real Madrid? Lo sapremo a febbraio.

CRITICA

"Il cinema perde terreno e influenza eppure gli artisti popolari, cioè soprattutto quelli comici, è sempre sul grande schermo che vanno a cercare la consacrazione. Ma il fatto è che lo trattano come un posto dove passare all'incasso con il minor sforzo possibile. S'intuisce vagamente il tentativo, o magari l'ambizione, d'ispirarsi al modello della cosiddetta screwball comedy, la commedia pazzerella e svitata della classicità hollywoodiana anni 30 e 40. E il talento e la tecnica dei due protagonisti ci sono, cioè si confermano, ma al servizio del nulla." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 29 dicembre 2016)

"Sei sceneggiatori hanno cucito questa barzelletta allungata, che fa ridere a sazietà. Anche se non proprio sbellicare. Nel variegato cast multidialettale capeggiato dai simpatici Lillo e Greg, spicca, con i suoi irresistibili sproloqui, Nino Frassica. Il più buffo di tanti solisti, un po' in difficoltà quando ci vuole il gioco di squadra. Comunque non ci si annoia." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 29 dicembre 2016)

"Sepolto da anni il cinepanettone, Filmauro rigioca la coppia Lillo e Greg, qui ai propri vertici, sfodera un Nino Frassica d'antologia surrealista e centra l'obiettivo sotto l'albero: si ride senza scurrilità, complice l'equilibrio tra comicità di dialogo e situazione, gangster-movie e sentimento, cazzeggio capitolino e azione internazionale. Peccato per il 'footage' londinese al risparmio - le immagini aeree di Buckingham Palace, negli interni ricostruito a Palazzo Brancaccio a Roma, sono Anni 80, vero? - e la presenza tamarra e fastidiosa del duo Arteteca, ma la storia non è deprecabile, il racconto sopravvive a stracche e stecche, e Frassica, ribadiamo, è il nostro Re di calembour." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 15 dicembre 2016)

"L'ex cinepanettone Filmauro è sempre più sofisticato, romantico e strampalato grazie alla classe di Lillo e Greg (magnifici; vedere Lillo atteggiarsi, soffrire e poi rosicare a ripetizione come criminale incapace, non ha prezzo), la regia molto equilibrata di un De Biasi che gioca ancora con il noir del collega Di Leo come già ai tempi di 'Natale col boss' (l'inizio sembra proprio 'La mala ordina' del 1972) e un cast di supporto ai limiti della perfezione (Nino Frassica ristoratore maestro del nonsense verbale è dalle parti di Groucho Marx). Ormai la farsetta sessuale per cinquantenni maschi del passato, quando Boldi e De Sica erano coppia solida, ha lasciato il posto a una commedia corale delicata (anche due donne in sceneggiatura: Tiziana Martini e Paola Tiziana Cruciani) orientata alle famiglie con prole (bella la buffissima scazzottata finale omaggio a Bud Spencer e Terence Hill dove Greg picchia e Lillo, ovviamente, le prende di santa ragione). In fondo è questo il nostro cinema d'animazione dove i corpi sono indistruttibili, l'unione fa la forza e la simpatia si sostituisce alle parolacce con ogni comico pronto a contribuire con il suo stile personale (divertente il mago di Guarneri, ipnotizzatore di uomini e colombe). Interessanti anche i coloratissimi guitti napoletani Monica Lima e Enzo Iuppariello del duo Arteteca. (...) Si potrebbe fare anche di più? Sì. Se scrittura, regia e interpreti ormai sono collaudati, ci piacerebbe si osasse, e spendesse, di più in produzione visto che la Londra quasi interamente ricostruita a Roma non è il massimo della credibilità (se Palazzo Brancaccio può essere Buckingham Palace, il Tevere fa molta fatica a somigliare al Tamigi). Non manca molto però e la strada intrapresa con Lillo e Greg già dai tempi di 'Colpi di fulmine' (2012) è quella giusta." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 15 dicembre 2016)

"In mezzo al desolante piattume di idee e sceneggiature di questo affollato Natale cinecomico, ecco un film dove si (sor)ride." (A.S., 'Il Giornale', 15 dicembre 2016)
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