Nénette e Boni

Nénette et Boni

FRANCIA - 1996
Nénette e Boni
Boniface, detto Boni, ha diciannove anni e fa il pizzaiolo sul porto di Marsiglia. Morta la madre, non vuole avere rapporti con il padre Félix, commerciante di lampadari, vive in un appartamento con alcuni compagni di lavoro ed è innamorato della fornaia del negozio sotto casa, peraltro sposata col titolare. La sorella Antoinette, detta Nénette, gli si presenta un giorno all'improvviso: ha quindici anni, è scappata dal collegio, dice di essere incinta e si stabilisce a casa del fratello. Il padre cerca di riallacciare i contatti col figlio, ma intanto gli affari gli vanno male, gli usurai lo inseguono e infine due sicari lo uccidono per strada. Nénette vuole abortire, va in ospedale ma la gravidanza è troppo avanzata e legalmente non è più possibile interromperla. Allora decide di partorire e di affidare subito il bambino in adozione in forma anonima. In tutto questo periodo Boni, che all'inizio aveva mal sopportato la presenza della sorella, adesso sente affetto per lei.
  • Altri titoli:
    Nenette and Boni
  • Durata: 103'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: GEORGES BENAYOUN PER CANAL+, CNC, DACIA FILMS, IMA PRODUCTIONS, LA SEPT CINÉMA
  • Distribuzione: TANDEM DISTRIBUZIONE

NOTE

- REVISIONE MINISTERO GIUGNO 1997.

CRITICA

"Ritratto vivo e interessante di due ragazzi dal carattere difficile, privati dell'affetto dei genitori e costretti a misurarsi con le asperità di una vita quotidiana dura e ostile. Nella cornice di una Marsiglia precaria e marginale, lei è un'adolescente che aggredisce per vincere la timidezza e si ritrova con un impegno, la maternità, troppo forte e prematuro. Lui ha carattere bizzarro, un po' instabile, sconta un'esistenza di solitudine che sfoga nell'autoerotismo e mette in atto un processo inconscio di identificazione con il bambino appena nato per il quale vuole essere quel. padre che a lui è mancato. Realistico e asciutto nelle immagini, il film si offre come una convincente denuncia delle carenze affettive che incombono su tanta gioventù odierna, nonché di quei disvalori che facilmente fanno presa su caratteri fragili e indifesi." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 125, 1998)
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