My Old Lady

GRAN BRETAGNA, FRANCIA, USA - 2014
My Old Lady
Mathias Gold è un newyorkese squattrinato che eredita da suo padre un prestigioso appartamento a Parigi: 500 mq, con una vista panoramica spettacolare sul Jardin du Luxembourg. Deciso a disfarsene recuperando un bel po' di quattrini, Mathias arriva nella Ville Lumière. Qui, però, l'uomo scopre che l'abitazione è occupata da Mathilde, una raffinata novantenne inglese, e da Chloé, l'iperprotettiva figlia sessantenne di lei, e che per la legge francese l'appartamento non potrà essere suo fino alla morte della sua inquilina...
  • Durata: 106'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Tratto da: omonima pièce teatrale scritta da Israel Horovitz
  • Produzione: COHEN MEDIA GROUP, DEUX CHEVAUX/KATSIZE FILM, IN ASSOCIAZIONE CON KRASNOFF/FOSTER ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES
  • Data uscita 20 Novembre 2014

TRAILER

NOTE

- ISRAEL HOROVITZ FIGURA ANCHE TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI.

CRITICA

"(...) testo destinato al palcoscenico prima che un film, segna il debutto nella regia del 75enne Israel Horovitz, commediografo e sceneggiatore ('Fragole e sangue', premiato a Cannes 1970). Sulla carta le potenzialità ci sono, per una commedia di classe, anche per la presenza di una grande della scena e dello schermo come Maggie Smith. (...) Ambientazione da cartolina, personaggi superficiali e stucchevoli con l'effetto di appassire il pur promettente cast, il ritmo non c'è. Occasione mancata." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 20 novembre 2014)

"Parte come una commedia di Woody Allen con simpatico americano a zonzo per Parigi e rischia di finire come un dramma familiare dalle rivelazioni fatali, e assai scabrose, scritto a due mani da Ibsen e Bergman. Interessante e difficile da classificare 'My Old Lady' di Israel Horovitz, qui alle prese con l'adattamento dalla sua stessa pièce. (...) La macchina da presa non vola. Gli attori sì e i cambi di registro sono perfetti. D'altronde stiamo parlando di Kline e Smith. Due giganti." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 20 novembre 2014)

"Trasposizione per il cinema dell'acclamata pièce teatrale dello stesso Israel Horovitz, che in qualità di cineasta si cimenta da 'esordiente', trova la sua forza naturale nei dialoghi e nell'ensamble di un cast formidabile su cui spicca Kevin Kline, ritornato grande protagonista drammatico e lieve contemporaneamente. C'è dunque più teatro che cinema in questo comunque piacevole dramedy, raccomandato soprattutto a un pubblico femminile o amante del genere." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 20 novembre 2014)

"Tratto da una pièce teatrale, il film è giocato quasi tutto sui dialoghi tra i tre magnifici protagonisti, dove spiccano un Kevin Kline da Oscar e una impeccabile Maggie Smith." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 20 novembre 2014)
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