Muzungu

ITALIA - 1999
Muzungu
Dodò e Freddy, due italiani che hanno superato da poco la soglia dei quaranta anni, girano vari villaggi turistici africani come animatori e intrattenitori. Mentre Freddy continua a trovare in questa occupazione motivi di divertimento, Dodò comincia invece a sentire il peso di una vita che si rivela priva di autentici punti di riferimento. Un giorno il piccolo aereo con cui si stanno spostando verso un nuovo ingaggio di lavoro insieme a Soraya, una turista italiana, ha un'avaria e cade in pieno deserto. A aiutarli arriva inaspettato padre Luca, un missionario italiano in quei luoghi da molti anni e ormai anziano. Padre Luca si dirige verso il piccolo villaggio, dove i tre si vedono costretti a soggiornare. Gli evidenti disagi vengono sopportati con la prospettiva di andare via al più presto. Ma quando appare evidente che l'attesa sarà più lunga del previsto, gli inattesi ospiti devono fare i conti con una vita quotidiana difficile e molto precaria. Padre Luca un giorno si ammala, colpito dalla malattia del sonno. Proprio poco dopo è annunciato l'arrivo del Vescovo in visita alla missione. Per evitare che, vedendo il sacerdote malato, la missione venga chiusa, Dodò si fa convincere a prenderne il posto e, vestito da prete, accoglie il Vescovo, lo porta in giro, fa un appassionato discorso sulla situazione di quelle zone africane, chiede l'invio di fondi, che però, dice il Vescovo, sono bloccati per il Giubileo. Quando riparte, il Prelato gli rivela di aver capito l'inganno. Arriva il momento della tanto attesa partenza. Ma a quel punto Dodò cambia idea: rimane, solo per cercare di dare una mano.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: MAURIZIO TINI E FRANCO PANNACCI PER SIDECAR FILMS & TV E AZIMUTH ENTERTAINMENT IN COLLABORAZIONE CON MEDUSA FILM
  • Distribuzione: MEDUSA FILM S.P.A. - MEDUSA VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO MARZO 1999.

CRITICA

"'Muzungu' di Massimo Martelli è una commedia non volgare, che sfrutta con grazia le qualità e le esperienze personali di Giobbe Covatta, che sceglie come ambiente un villaggio-missione in Kenya e i suoi abitanti per rappresentarli, non per sfotterli né soltanto per sfotterne i visitatori italiani (...) La piccola storia è nutrita di personaggi e sottostorie niente affatto melensi, d'un umorismo efficace ma non greve, d'un inconsueto rispetto affettuoso: e Giobbe è bravo, malinconico senza tetraggine, comico senza diventare un alieno". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 27 marzo 1999)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy