Museo - Folle rapina a Città del Messico

MESSICO - 2018
3,5/5
Museo - Folle rapina a Città del Messico
Natale, 1985. Pochi mesi dopo il terremoto che l'ha quasi distrutta, Città del Messico si sveglia con la notizia del crimine più spettacolare della sua storia: il furto di oltre 160 pezzi preispanici al Museo Nazionale di Antropologia. Il crimine è un grave insulto per il paese. Non ci sono prove che indichino alcun colpevole. Nessuno sospetterebbe che i responsabili abbiano dormito tranquillamente nel sobborgo di Ciudad Satélite e siano due amici, studenti in veterinaria, Juan Nunez e Benjamin Wilson. I due giovani lasciano il Messico, cercando di vendere i pezzi ma attraversando le rovine di Palenque e la decadenza di Acapulco ritorneranno all'origine del loro crimine: il museo.
  • Altri titoli:
    Museum
  • Durata: 128'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, THRILLER
  • Produzione: MANUEL ALCALÁ, GERARDO GATICA, ALBERTO MUFFELMANN, RAMIRO RUIZ PER DETALLE FILMS, DISTANT HORIZON, PANORAMA GLOBAL
  • Distribuzione: WONDER PICTURES
  • Data uscita 31 Ottobre 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Andrea Chimento
Alonso Ruizpalacios, messicano classe 1978, aveva già stupito tutti con la sua opera prima, Güeros del 2014, e continua a sorprendere con la sua seconda fatica, Museo, presentata in concorso all’ultimo Festival di Berlino, dove ha ottenuto il premio per la miglior sceneggiatura (firmata dallo stesso regista insieme a Manuel Alcalá).

Al centro della trama c’è la vera storia del celebre furto al Museo Nazionale di Città del Messico avvenuto nel 1985, a cui il regista si è ispirato per condurre un ragionamento sull’identità nazionale messicana, sulla cultura storica del Paese e su quanto queste possano ancora contare nel mondo di oggi. Protagonisti sono due amici di vecchia data, inesperti di furti, che decidono di mettere a segno questo grande colpo.

Sorprendentemente, riescono nella loro impresa, ma non hanno tenuto conto dei problemi che potrebbero incontrare nel rivendere la refurtiva e delle gravi conseguenze del loro gesto.

Ragionando su realtà e finzione in modo curioso, e riuscendo anche a smorzare i temi di fondo con una buona dose di ironia, Ruizpalacios firma un lungometraggio divertente e incisivo, dotato di un ottimo ritmo, soprattutto nella prima parte, e forte di diversi guizzi registici degni di nota.


 

Nel corso della pellicola viene cambiato spesso registro (dal film di rapina al dramma familiare, passando per la commedia) e queste continue variazioni rendono la visione ancor più appassionante.

Perfetto esempio della freschezza dello sguardo di Ruizpalacios è la sequenza conclusiva, inattesa e sorprendente, anche semplicemente per come è stata pensata.

Notevole prova di Gael García Bernal nei panni dell’organizzatore della rapina, ma anche il resto del cast non è da meno. La sensazione è che Ruizpalacios possa presto diventare uno dei nuovi nomi di punta di una cinematografia, quella messicana, in grande forma, come dimostrano gli enormi successi ottenuti negli ultimi tempi da nomi come Alfonso Cuarón, Guillermo del Toro e Alejandro González Iñarritu.

NOTE

- ORSO D'ARGENTO PER LA MIGLIOR SCENEGGIATURA AL 68. FESTIVAL DI BERLINO (2018).
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