Mune - Il guardiano della luna

Mune, le gardien de la lune

FRANCIA - 2015
2,5/5
Mune - Il guardiano della luna
Mune, il custode della Luna, si troverà a combattere per proteggere il mondo dalle forze del male che hanno oscurato il Sole e la Luna. E il suo amore per la Luna e per la donna dei suoi sogni lo farà diventare l'eroe più grande dell'Universo!
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: ANIMAZIONE
  • Produzione: ONYX FILM
  • Distribuzione: NOTORIOUS PICTURES
  • Data uscita 5 Febbraio 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Massimo Giraldi
Il Sole torna a splendere ogni mattina, e anche la Luna, quando è il momento, fa il proprio giro e illumina le stelle e il cielo della notte. Qualcosa però arriva a minacciare questo equilibrio. Mune, piccolo fauno che si occupa di illuminare la foresta di notte, non prende molto sul serio questa responsabilità e deve faticare non poco per entrare in sintonia con i compiti degli altri abitanti degli spazi… Alexandre Heboyan é un ex studente della Gobel, ha collaborato alla produzione di Azur e Asmar di Michele Ocelot nel 2006. Come animatore della DreamWorks ha partecipato a Kung Fu Panda (2008) e a Mostri contro Alieni (2009). Benoit Philippon ha esordito in regia con Lullaby for Pi e qui codirige e partecipa alla sceneggiatura. Proprio da qui bisognerebbe partire per definire il racconto: si tratta infatti di un fantastico a briglia sciolta, di un'avventura collocata in spazi irreali e priva di riferimenti immediati se non nell'ottica del letterario e dell'epico. A partire da Mune, e poi anche gli altri, tutti i protagonisti sono costruiti su disegni dalle forme oblique, irregolari, sghembe. Si muovono con difficoltà in un contesto che abolisce ogni nozione di tempo e di spazio. Prende forma a poco a poco un piccolo/grande universo frastagliato e come sospeso nel vuoto, privo di punti di appoggio. Disegno e dinamiche sono affidati ad uno stile che fatica a conquistare compattezza. Vi si avverte l'impronta di una pittura post moderna fredda e meccanica, come si trattasse di una videoinstallazione. Certo il tono del racconto é qua e là ripetitivo, giocato su recuperi e ritorni dei singoli caratteri, tutti arruolati in una lotta tra Bene e Male che sembra difficile da dirimere. L'ultima parte si apre a squarci di profondità di campo inediti e suggestivi. E il lieto fine restituisce il piacere di una favola fino a quel momento lontano. Non paragonabile ad esempi sia statunitensi sia giapponesi, il cartone fa intravedere sottoletture non del tutto rassicuranti sui futuri equilibri ambientali. Ed è un dato col quale bisogna pure fare i conti.

CRITICA

"Potrebbe quasi essere un scespiriano sogno di una notte di mezza estate a cartoni. (...) Citando tutto, Miyazaki in primis ma mantenendo un copyright deliziosamente assurdo, un poco liberty nella grafica ricciolina alla Bradbury, il cartoon, obbedendo alla lotta manichea d'ombre e luci, inserisce motivi originali (ragazza di cera) e uno sguardo fantastico che vale molto più dei soliti effetti speciali. Con qua e là un sospetto d'ispirazione." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 5 febbraio 2015)

"Era parecchio tempo che non vedevamo un cartone animato intenso, credibile e originale come 'Mune - Il guardiano della Luna'. Nell'opera di Heboyan e Philippon c'è il dinamismo dell'animazione yankee (Heboyan si è svezzato con 'Kung Fu Panda' e 'Mostri contro Alieni' della Dreamworks) unito allo spessore pittorico del genio dei cartoon francese di Michel Ocelot (in questo primordiale pianeta Terra c'è la gentilezza metafisica delle forme di Magritte e Matisse), senza dimenticare la complessità psicologica del purtroppo ritiratosi Hayao Miyazaki (i cattivi sono realmente tali?). (...) Seguire la loro avventura è appassionante grazie ad ambientazioni tra l'alieno e il familiare. Film perfetto per bambini sotto i 10 anni." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 5 febbraio 2015)

"(...) un cartone più cervellotico di uno psicodramma di Antonioni, che anche gli adulti, costretti all'accompagnamento coatto, fanno fatica a seguire. Stilisticamente è bello e che i produttori siano quelli di 'Kung Fu Panda' lo si nota in alcune scelte di sceneggiatura. Però, se ritornassero a fare film animati a misura di bambino, non sarebbe una brutta idea." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 5 febbraio 2015)

"L'animazione europea continua a colpire nel segno. (...) La magia Disney, l'humour della DreamWorks e la poesia dell'animazione Studio Ghibli (Hayao Miyazaki) si fondono in questa avventura dove il bene, accompagnato dal coraggio di Sohone e dal senso del sacrificio della giovane Glim, una creatura di cera, troverà la sua strada." (Emanuela Genovese , 'Avvenire', 6 febbraio 2015)

"(...) una fiaba mitologica degli elementi, il giorno e la notte, dipinta tra luce e buio, blu profondi e ocra cangianti, tra figure disegnate 'alla moda' degli avatar di Cameron, reinventati da una sveglia fantasia visiva (i francesi Philippon e Heboyan che ha lavorato con la DreamWorks). Non solo ecologico, perché invita a considerare i tempi dell'uomo come tempi della natura e dell'universo. Filosofico." (Silvio Danese', 'Nazione - Carlino - Giorno', 6 febbraio 2015)

"Fra rimandi a film di Hayao Miyazaki per la profondità evocativa della loro favola (fra gli altri, «La città incantata», «Il castello errante di Howl») e a «Avatar» di James Cameron per la affascinante scenografia, Eboyan e Philippon hanno descritto in «Mune - Le gardien de la Lune» (titolo originale) un viaggio formativo in un tempo sospeso fra fiaba e mito, accompagnandolo con sottili notazioni sull'importanza dell'amicizia, della scelta del giusto mezzo e della consapevolezza delle proprie responsabilità. Una descrizione, uno stupefacente racconto dalla venatura simbolica e dalla valenza ecologica, che va oltre la semplice avventura di scoperta di se stessi e di crescita personale. Un racconto che spazia nelle contrade del sogno, dalla trama convenzionale e semplice a prima vista, ma denso (una densità lieve, quasi inavvertibile), ricco di riflessioni mai banali, rimarchevole per il suo linguaggio composito e per la sua atmosfera fiabesca, esemplarmente fusi in una variopinta, fantasiosa impostazione grafica dalla insolita impronta visiva. Un racconto ammaliante, dove mondi diversi (lo certifica la scelta cromatica) si incontrano sulla linea d'ombra che li separa, mondi non destinati a vivere nella conflittualità, ma in una ineludibile vitale polarità, foriera di armonia." (Achille Frezzato, 'L'Eco di Bergamo', 7 febbraio 2015)
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