Mud

USA - 2012
3/5
Mud
Gli adolescenti Ellis e Neckbone, mentre sono alle prese con una barca misteriosamente incagliata sull'albero di un'isola del Mississippi, s'imbattono in Mud, un fuorilegge in fuga che lì ha trovato riparo. Tra loro tre nascerà un'amicizia particolare e i due ragazzi faranno di tutto per aiutare Mud a sfuggire alla cattura sia da parte della polizia che di una banda in cerca di vendetta, ma soprattutto di ricongiungersi con Juniper, la donna che ama...
  • Durata: 130'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: (1:2.35)
  • Produzione: BRACE COVE PRODUCTIONS, FILMNATION ENTERTAINMENT, EVEREST ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: MOVIES INSPIRED (2014)
  • Data uscita 28 Agosto 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Bruno Fornara
Nichols è un ottimo narratore, ama raccontare, gli piacciono i personaggi a tutto tondo. Qui è un po' troppo fiducioso in se stesso. Il film è lungo, la storia è complessa, adulti e ragazzi, i primi hanno vissuto troppo, i secondi non sanno ancora cosa sia la vita. Siamo nei bayou del Sud degli States, canali, barchini, case galleggianti lungo il fiume, una barca senza motore finita su un albero, due ragazzi amici per la pelle, un uomo in fuga, la sua donna, quelli che vogliono uccidere l'uomo, serpenti… Tanta roba da tenere insieme. Nichols fino a metà film ce la fa, ricorda certe atmosfere alla Kazan, c'è anche qualche buon colpo di scena. Poi si perde in un finale buonista.

NOTE

- IN CONCORSO AL 65. FESTIVAL DI CANNES (2012).

CRITICA

"I due attori in 'Mud' sono perfetti. Così come è perfetto il giovanissimo Tye Sheridan, lui invece dal bel volto pulito. Al regista Jeff Nichols bastano le facce giuste: 'Mud', mix di fango (come da titolo), crescita e amore (...) conviene non perderselo." (Claudia Ferrero, 'La Stampa', 18 settembre 2014)

"«Mud» è il terzo lungometraggio di Jeff Nichols, l'autore dei pregevoli «Shotgun Stories» e «Take Shelter»: in concorso a Cannes nel 2012, è un film dalla vicenda, dallo scenario avvincenti, pervaso dall'atmosfera e solcato da alcuni temi delle opere classiche della letteratura nordamericana (oltre ad altre, «Le avventure di Huckleberry Finn» di Mark Twain). (...) Realizzato in alcune località dell'Arkansas (Nichols è nato a Little Rock nel 1978), «Mud» è un'opera appassionante, ricca di emozioni forti sottilmente suggerite, popolata da solidi personaggi, tutti, anche quelli comprimari, ottimamente delineati. Nichols raffigura una storia di affetti, di sentimenti certi e coltivati, ma anche assenti o vacillanti: quella di un uomo oppresso dal suo passato, che trova in una inattesa amicizia l'ancora di salvezza per un futuro appagante d'amorosi sensi; quella di due ragazzi, uno disorientato dall'imminente divorzio dei genitori, l'altro orfano, accolto da uno zio poco attento a lui, i quali vedono nell'adulto, fra illusioni e delusioni, un modello di riferimento. Storia d'amore e di crescita, di formazione, focalizzata per lo più sul punto di vista di Ellis, «Mud» vanta uno svolgimento lineare, attentamente costruito, volutamente avvolto in un'aura senza tempo: un racconto, con pagine di violenza nel finale, sulla fragilità umana e sulle possibilità di sottrarsi a un destino ingrato, un racconto percorso da una cifra dolente e romantica, che riecheggia quella della vicenda di «Stand by Me» e che indica nelle immagini, innegabilmente suggestive, di un paesaggio, di una natura selvaggia, paludosa («mud» è fango) e pullulante di vita, una metafora, insieme all'irrefrenabile fluire delle acque fluviali, dell'inarrestabile procedere della vita." (Achille Frizzato, 'L'Eco di Bergamo', 4 settembre 2014)

"Dobbiamo l'uscita di questo film al premio Oscar vinto da Matthew McConaughey per la parte del cowboy malato terminale in 'Dallas Buyers Club'. Jeff Nichols lo aveva girato nel 2012, proprio quando l'attore cominciava la sua seconda carriera: per anni si era fatto ammirare solo per i pettorali esibiti in commedie romantiche fatte con lo stampo. Siamo, per intenderci, tra 'Killer Joe' di William Friedkin (con la più sexy tra le scene che preveda come attrezzo una coscia di pollo fritto) e 'Magic Mike' di Steven Soderbergh (spogliarelli di maschi bistecconi, Matthew fa il suo numero pitturato d'oro come Serse in '300'). Esce con ritardo, perfetto per placare la crisi d'astinenza estiva. Di solito i film che rimangono a lungo nei magazzini e vedono la luce per motivi diciamo così 'collaterali' (...) sono da evitare. Ma è il caso di 'Mud', che si rifà a temi e atmosfere più solidi e classici. I due quattordicenni Ellis e Neckbone, un'isoletta nel Mississippi e un motoscafo finito in cima a un albero (probabilmente dopo un'alluvione) ricordano immediatamente Mark Twain. Anche un po' 'L'isola del tesoro' (...). Parentesi sui ragazzini attori Jacob Lofland e Tye Sheridan (...): sono strepitosi e quando vogliono rubano la scena al premio Oscar." (Mariarosa Mancuso, 'Il Foglio', 30 agosto 2014)
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