Mr. Nobody

CANADA, BELGIO, FRANCIA - 2009
Nemo Nobody ha 120 anni ed è l'ultimo mortale tra felici immortali. Non curante della realtà che lo circonda, Nobody rivive il suo passato, le sue storie d'amore, cercando di capire se nel corso della sua esistenza ha compiuto le scelte giuste. A partire da quel giorno in cui, bambino, alla stazione ferroviaria, ha dovuto decidere se partire con sua madre alla volta dell'America o rimanere in Inghilterra con suo padre...

CAST

NOTE

- REALIZZATO CON LA PARTECIPAZIONE DI: CANAL+, CINÉCINÉMA, FRANCE 2, FRANCE 3; IN PARTNERSHIP CON: SCOPE PICTURES, DEUTSCHER FILMFÖRDERFONDS, MEDIUMBOARD BERLIN-BRANDENBURG, FILMFÖRDERUNGSANSTALT, LAND BRANDEBURG, ARD DEGETO, COMMERZBANK, TÉLÉFILM CANADA, SODEC, SOCIÉTÉ DE DÉVELOPPEMENT DES ENTERPRISES CULTURELLES, QUÉBEC, VLAAMS AUDIOVISUEL FONDS, RÉGION WALLONNE, RTL TVI, FORTIS FILM FUND; CON IL SUPPORTO DI: EURIMAGES PROGRAMMA MEDIA DELL'UNIONE EUROPEA, TAX-SHELTER DEL GOUVERNEMENT FÉDÉRAL BELGE; CON IL SOSTEGNO DEL CENTRE DU CINÉMA ET DE L'AUDIOVISUEL DE LA COMMUNAUTÉ FRANÇAISE DE BELGIQUE ET DES TÉLÉDISTRIBUTEURS WALLONS.

- PREMIO OSELLA PER LA MIGLIORE SCENOGRAFIA ALLA 66MA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2009).

CRITICA

"Una cornucopia rigonfia di canzoncine infantili, effettini visivi, trucchetti copiati da cento altri film, che inizia nel 2091 e torna ai nostri anni per raccontare la vita, anzi le tante vite possibili di un ultracentenario, l'ultimo mortale rimasto sulla Terra, che dal giorno in cui dovette scegliere se vivere con la madre o col padre restò intrappolato in una serie di esistenze parallele, tutte possibili, nessuna necessaria. A meno che la vita non sia l'insieme di ciò che siamo stati e abbiamo sognato e bla bla bla. Un soggetto fantastico per un albo a fumetti, non un film da portare in concorso a Venezia." (Fabio Ferzetti, 'Il messaggero', 12 settembre 2009)

"Ancor più da festival, se possibile, è 'Mr. Nobody' che segna il ritorno dello strambo autore belga di 'Toto le Héros' (1991). Si tratta di un incredibile guazzabuglio - anche questo fanaticamente liricizzante - che accompagna il protagonista Jared Leto (idolo del cosiddetto emo-rock) in una corsa in stile '2001' nello spazio e nel tempo. Da una dimensione attuale a una fantascientifica, da una scelta del passato a un destino futuribile, dall'amore per la vita alla paura per la morte... Con le metafore, i giochi d'inquadratura, le scene madri e i simbolismi filosofici disseminati in due ore e venti di proiezione, si sarebbero potuti allestire una quarantina di film meno pretenziosi." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 12 settembre 2009)

"Dopo diversi anni lontano dal set, van Dormael arriva alla Mostra del cinema appunto con 'Mr Nobody', sei anni per scrivere la sceneggiatura, sei mesi di girato e un anno al montaggio. Del resto, si tratta di un'opera sulla complessità nel senso più crudo del termine. Una sorta di 'Sliding Doors' giocato però non su una semplice doppia scelta, ma sull'ordine dell'infinito. (...) Una costruzione estrema, un cubo di Rubick dell'immaginario per un regista che rifiuta «la semplificazione a cui porta naturalmente il mezzo cinematografico, che riduce sempre tutto alle emozioni primordiali. Io credo che il cinema possa dare molto più di questo». Infastiditi o catturati, van Dormael non lascia indifferenti e trascina nel suo vortice chiunque si sia posto domande sull'esistenza sapendo che non esistono risposte." (Roberta Ronconi, 'Liberazione', 12 settembre 2009)

"Chi non ha paura di esagerare è il belga Jaco Van Dormael che sembra costituzionalmente incapace di girare una scena in un solo modo. In questo è aiutato anche dal soggetto del suo film, 'Mr. Nobody', tutto incentrato sulla difficoltà di fare qualsivoglia scelta nella vita, da quella del genitore con cui vivere quando papà e mamma si separano fino alla ragazza con cui costruire la propria vita. Racchiuso in una pletorica cornice futuribile, con continui salti avanti e indietro nel tempo che costringono il protagonista dal programmatico nome di Nemo Nobody a morire più di una volta, il film finisce per stancare per eccesso e invece di aiutare lo spettatore a riflettere sulla complessità della vita ottiene soltanto l'effetto di frastornarlo" (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 12 settembre 2009)

"Bellissime immagini e visioni, colore vivo e splendente, musica elettrizzante, occhi azzurri spalancati sul mondo, avventure travolgenti: si può smarrire il senso della storia oppure essere logorati dal suo ritmo, ma ci si diverte." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 12 settembre 2009)

"In gara anche 'Mr. Nobody' di Jaco Van Dormael, il regista belga che sa duettare con l'aldilà del visibile, e ci ha regalato 'Totò le Héros' ('91) e 'L'Ottavo giorno' ('96) con i suoi topini canterini in esclusiva per un ragazzino down. Qui prende la rincorsa e non si ferma più in una spirale da 'Gattaca', compreso il viaggio su Marte, fino al tempo degli uomini immortali, fino a 'Truman Show', l'acquario dei sogni reality dove tutto è contemporaneamente passato, presente e futuro. Un filmone new-age su vite parallele. (...) Il regista è così impegnato a giocare alla combinazione vincente che si perde in un estenuante andirivieni i sequenze, un dejà vu ossessivo, un film-installazione. Forse scegliere non è poi così male. Anche se potresti - perfidia del belga - finire in un film francese «dove non succede niente»." (Mariuccia Ciotta, 'Il manifesto', 12 settembre 2009)
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