Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie

Mr. Magorium's Wonder Emporium

USA - 2007
Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie
Burattini che prendono vita, superpalle che rimbalzano da sole, animaletti di peluche che abbracciano i bambini... La Bottega delle Meraviglie del 243enne Mr .Magorium, non è un semplice negozio di giocattoli ma un luogo magico dove l'impossibile diventa reale! Quando però l'anziano proprietario decide di affidare la Bottega alla sua giovane assistente Molly Mohoney, i giocattoli si arrabbiano e perdono tutta la loro magia. Per fortuna il piccolo Eric, un cliente affezionato, ha un piano per aiutare la ragazza a riportare il negozio al suo antico splendore.
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, FANTASY
  • Produzione: MANDATE PICTURES, FILMCOLONY, WALDEN MEDIA
  • Distribuzione: MOVIEMAX (2008)
  • Data uscita 25 Gennaio 2008

TRAILER

RECENSIONE

di Marco Spagnoli
Cosa c'è di più divertente di un negozio di giocattoli magico nel vero senso dalla parola, gestito da un eccentrico signore dalla veneranda età di 243 anni? Probabilmente nulla. Ecco perché, quando al suo assistente viene prospettata l'idea di ereditare la bottega delle meraviglie di Mr. Magorium, la ragazza viene colta da qualche titubanza. Dopo la partenza dell'anziano proprietario il negozio riuscirà a conservare tutta la sua energica follia? La giovane sarà in grado di continuare la tradizionale magia attesa da tutti i bambini di New York? Esordio alla regia per lo sceneggiatore di Vero come la finzione, Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie fonda gran parte del suo fascino sulla perfetta alchimia tra Dustin Hoffman e Nathalie Portman. Il variopinto negozio fantastico rappresenta uno sfondo ideale per la celebrazione del rapporto paterno tra un anziano mago e quella che si rivelerà essere una giovane e affascinante streghetta. Poetico e talora perfino lirico, il film, però, soffre di eccessiva prevedibilità e qualche claustrofobia narrativa.

Per la recensione completa leggi il numero di Gennaio/Febbraio della Rivista del Cinematografo

CRITICA

"Per fortuna ci sono ancora le favole. Prendiamo Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie, dove il protagonista del titolo è un bizzarro signore di 243 anni, proprietario di un negozio di giocattoli. Emporio magico nel senso che ognuno dei balocchi ivi stipati è animato del soffio dell'emozione ludica che suscita nei bambini. Scritta e diretta da Zach Mills, la fiaba prende il via il giorno in cui Magorium (Dustin Hoffman) si prepara a lasciare la vita affidando la bottega alle cure di un'assistente (Natalie Portman); e racconta di come lei pervenga a capire che la magia nasce dalla capacità di credere in se stessi. A sua volta il film riesce a convincere perfino lo spettatore adulto grazie all'indovinata scenografa e ai deliziosi interpreti, fra cui un Hoffman d'incantevole candore." (Alesandra Levantesi, 'La Stampa', 25 gennaio 2008)

"Se si va a vedere la recente filmografia di un grandissimo attore come Dustin Hoffman, non si trova un film che meriti realmente la partecipazione di questo artista pur grandissimo. Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie, altro titolo da oggi nelle nostre sale, s'aggiunge alla lista delle pellicole in cui Hoffman viene usato per le sue qualità istrioniche. (...) Diretto da Zac Helm, che ne ha scritto anche la sceneggiatura, 'Mr. Magorium' è un film che cerca di dosare il fantastico con la prova d'attore. Con Hoffman che s'atteggia come quella pubblicità di un caffè che ora circola nella televisione." (Dario Zonta, 'L'Unità', 25 gennaio 2008)

" Attori come Jack Nicholson e Morgan Freeman (vedi l'increscioso "Non è mai troppo tardi", sugli schermi in questi giorni) o come Dustin Hoffman (in questo, non meno imbarazzante, Mr. Magorium) non dovrebbero contentarsi di vivere di rendite di posizione. Mascherato come nello spot dei canali satellitari, Dustin è il protagonista di una fiaba che si crede dickensiana, ma langue senza trovare mai né un ritmo, né un genere in cui collocarsi: tanto che ti chiedi a quale pubblico sia destinato. Peggio: trascina con sé la quasi sempre deliziosa Natalie Portman, palesemente smarrita in una storia che non le appartiene e indecisa a tutto dalla prima all'ultima scena. Quanto alla morale della favola, ricicla quella "passe-partout" dei film americani, dal cartoon alla storia sportiva: la vera magia è credere in se stessi, la fede muove le montagne e altre banalità di questo tipo." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 1 febbraio 2008)
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