Mozzarella Stories

ITALIA - 2011
Dopo anni di incontrastato dominio, Ciccio DOP, 'casaro' e signore assoluto del regno delle mozzarelle, si trova costretto ad affrontare una crisi senza precedenti ma, soprattutto, una guerra di mercato contro misteriosi imprenditori cinesi che hanno improvvisamente invaso supermercati e ristoranti con una mozzarella di ottima qualità, di sapore eccellente e, oltretutto, a metà prezzo. Tra canzoni neomelodiche, bufale e camorra casertana, per evitare il disastro Ciccio DOP scatenerà una serie di eventi in cui saranno coinvolti vari personaggi tra cui la sua affascinante e carismatica figlia Sofia, il cantante confidenziale Angelo Tatangelo, il suo antico amore Autilia "Jazz - Mood" e l'ex campione di pallanuoto Dudo e un 'illuminato' Ragioniere...

CAST

NOTE

- CARMINE GUARINO E' STATO CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2012 PER LA MIGLIOR SCENOGRAFIA.

CRITICA

"Noir rosso fuoco al sapore di candide mozzarelle di bufala minacciate dalla gialla mafia cinese. Applausi al rischio cromatico, l'esordio del campano De Angelis non tradisce l'intenzione da mission impossibile sulla carta, 'una Gomorra tra la commedia e il musical', e neppure il risultato, visto che il condimento di intrighi familiari e sentimentali sa funzionare da plausibile fil rouge narrativo. Lo sfondo, non esente da olezzi bufalini e relativi ambienti (...), offre qualcosa di nuovo nel ritrito panorama peninsulare, portandoci dentro la cruda realtà (l'imprenditoria cinese che si compra la qualunque, inclusa una delle tradizioni più DOP d'Italia come l'industria delle mozzarelle) attraverso la mescolanza dei generi, dove la commedia a sfumature grottesche padroneggia. Dietro, e si vede, c'è lo zampino di tal Emir Kusturica, che aveva premiato e 'adottato' il giovane cineasta italiano per un corto. La dark lady Luisa Ranieri in ottima forma e forme." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 22 settembre 2011)

"Che bella sorpresa. Una buffa, divertente commedia, imbastita come una sceneggiata napoletana, che fa il verso con piacevole ironia alle storie lacrimevoli alla Mario Merola.Tutto ruota attorno allo sbarco degli invadenti cinesi che, a Caserta, hanno osato sfidare la produzione locale di mozzarella con un analogo formaggio in cartone. A metà prezzo. Un grosso guaio per l'azienda di don Ciccio Dop. Che decide di passare al contrattacco. Tra i perfetti interpreti, pronti a prendersi amabilmente in giro, spicca, non solo per bellezza, la vistosa Luisa Ranieri." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 23 settembre 2011)

"Ci sono cose apprezzabili in 'Mozzarella Stories', opera d'esordio di Edoardo De Angelis. A partire dall'idea di raccontare Caserta, la camorra, la multietnicità, l'industria casearia e la concorrenza cinese in forma di colorata commedia surreale. Con personaggi da sceneggiata interpretati da un cast ben assortito che comprende Luisa Ranieri e Andrea Renzi, bravi caratteristi noti su territorio locale come Giampaolo Fabrizio e Massimiliano Gallo, e l'americana Aida Turturro, sorella di John. II tutto sotto l'ideale supervisione di Emir Kusturica, che ha coprodotto il film con Cinecittà, e tuttavia non ha potuto trasmettere al neo regista quel tanto di vitalità trascinante, di compattezza, di ritmo interno, che rendono travolgente il suo cinema; e avrebbero reso vincente quest'operazione." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 23 settembre 2011)

"Edoardo De Angelis è un regista napoletano esordiente, diplomatosi al Centro Sperimentale di Cinematografia che è riuscito a convincere la potente Eagle Pictures a investire sul suo primo film, un noir semi-musicale tutto giocato intorno alla mozzarella casertana. È un film onesto nelle intenzioni, ma caotico nel risultato, giacché suona faticoso l'andamento episodico della trama." (Dario Zonta, 'L'Unità', 23 settembre 2011)

"Emir Kusturica, il visionario regista serbo di 'Underground' e 'Gatto nero, gatto bianco', ha un figlioccio artistico casertano. Si chiama Edoardo De Angelis e debutta al cinema firmando 'Mozzarella Stories', 'commedia malavitosa a base di caglio'." (Aranna Finos, 'Venerdì di Repubblica', 23 settembre 2011)
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