MORTI DI SALUTE

THE ROAD TO WELLVILLE

USA, GRAN BRETAGNA - 1994
Nel 1907 arrivano nella clinica della salute "The san" a Battle Creek i giovani coniugi Will e Eleonor Lightbody. La lussuosa clinica è diretta dal dottor John Harvey Kellogg è inventore dei "corn flakes" è ora diventato maniaco ed ossessivo salutista per gente ricca che adora il cibo e gli eccessi sessuali. Kellogg obbliga i suoi pazienti ad una severissima dieta vegetale, a corse e ginnastica nel parco, a clisteri a tutto spiano ed all'astinenza sessuale. Circola nei paraggi Goodloe Bender, un losco trafficante a cui si è rivolto Charles Ossining, un ingenuo giovane, che ha del denaro da investire in un'attività redditizia. La coppia Lightbody ha problemi alimentari e sessuali (lui soffre di stomaco, lei si sente trascurata): separati su due piani diversi della clinica, Will trova nella giovane e bella infermiera un'implacabile somministratrice di clisteri, e nella pallida Ida Muntz, condannata dalla clorosi, un'amante appassionata e discreta, mentre la moglie Eleonor, dopo aver dato testimonianze varie di femminismo e di difesa degli animali, si affida alle manipolazioni particolari del medico tedesco Spitzvogel. Frattanto Charles scopre che il socio Bender anzichè acquistare la fabbrica gli ha dilapidato il capitale dato dalla ricca zia Amelia, che di lì a poco giunge alla clinica. Associa allora all'impresa George Kellogg il figlio adottivo, ma demente, del dottore per fregiarsi del suo cognome, ed un ex guardiano della clinica, ma costui è incapace di produrre fiocchi d'avena decenti, e quindi è costretto a saccheggiare i magazzini della concorrenza. Will, dopo che ida è morta, e dopo aver esperimentato una cintura autoerotizzante tedesca, sorprende la moglie che si fa curare da Spitzvogel e le fa una scenata. Mentre Charles viene denunciato da Kellogg e arrestato, i Lightbody fanno la pace, così come Kellogg padre si riconcilia con George morente dopo che questi gli ha bruciato la clinica. Trascorsi molti anni John Harvey Kellogg muore nell'esibirsi in un tuffo spettacolare mentre Charles fa fortuna con una bevanda a base di coca ed acqua.

CAST

NOTE

REVISIONE MINISTERO MAGGIO 1995

CRITICA

Del materiale tratto dal romanzo omonimo (Bompiani) di T. Coragghessan Boyle, scrittore sofisticato della famiglia del "The New Yorker", il regista Alan Parker fa polpette, insistendo sugli aspetti volgarotti e ripugnanti delle situazioni che si susseguono sullo schermo. Eversori si nasce, come dimostra il talento di Marco Ferreri; e che si mette su questa strada senza possedere un autentico senso dell'umorismo rischia di impelagarsi nella sgradevolezza pura e semplice. (La Stampa, Alessandra Levatesi, 15/5/95) Sette chili di corn-flakes in sette giorni: Morti di salute ricostruisce con grande competenza scenografica, con belle sequenze collettive e costumi eccentrici l'aria serena dell'epoca (e del sanatorio più pazzo del mondo). Ma, complessivamente, il film sbanda nella facile allegoria sul salutismo d'oggidì, il set è un florilegio troppo serrato di sarcasmi, la farsa arruffata s'involgarisce e Anthony Hopkins che indossa dentoni da coniglio pare un Hannibal the Cannibal travestito da Bugs Bunny. (Il Messaggero, Fabio Bo, 24/5/95) In realtà Morti di salute non sa bene che strada prendere e che registrro scegliere. Ne esce una commedia corale sopra le righe, accuratissima nella ricostruzione d'ambiente ma stilisticamente sfasata. Siamo, insomma, dalle parti di Pierino, seppure in una cornice hollywoodiana ultra smaltata. E tuttavia i numerosi riferimenti alle funzioni corporali, ai visceri infettati e agli organi eccitati sono la cosa più divertente del film, perchè il "messaggio" è la presa in giro della fitness, la mania delle diete è proprio non arriva a segno. (L'Unità, Michele Anselmi, 14/5/95) Si intravede un tentativo di satira alla Chaplin di "Tempi moderni": ma l'accostamento è crudele per Parker. Da una parte, infatti, Morti di salute lascia insoddisfatto l'appetito dello spettatore mentre dall'altra, il regista spinge troppo sul pedale del grottesco, componendo una specie di "horror sanitarium show" caricaturale che priva i personaggi di qualsiasi possibilità di spessore, figurarsi poi d'identificazione.Vegetariani e aerobici non cambieranno idea per questo. (La Repubblica, Roberto Nepoti, 15/5/95)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy