Morte di una carogna

Mort d'un pourri

FRANCIA - 1977
Xavier Maréchal, nonostante i suoi legami con il deputato Philippe Dubaye, è un uomo onesto. Un giorno, però, quando Philippe gli confessa di avere ucciso il collega Serrano, per amicizia si presta a fornirgli un alibi per quel giorno. Ma il vero movente del delitto compiuto da Philippe è il taccuino sul quale l'astuto e corrotto Serrano ha annotato tutti gli illeciti in cui si è trovato coinvolto e i nomi delle persone. La caccia al taccuino diviene sempre più frenetica e costa la vita prima a Philippe, poi a sua moglie Christiane e al suo amante, l'avvocato Lacor. Xavier viene avvicinato da Valérie Agostinelli, l'amichetta di Dubaye, e finisce per trovarsi tra l'incudine (un misterioso Presidente d'una organizzazione di estremisti, Nicola Tomsky, l'equivoco capo di una potentissima multinazionale, il cinico tirapiedi Fondari) e il martello (gli ispettori di polizia Adrian Morot e Pernais, che continuano a pedinarlo). Gli si offrono grosse somme e si attenta alla sua vita. La stessa Valérie viene assassinata. Deciso a fare luce sulla morte del'amico Philippe, Maréchal individua l'assassino e capisce che il taccuino deve in ogni modo arrivare nelle mani della giustizia.
  • Altri titoli:
    Death of a Corrupt Man
    The Twisted Detective
  • Durata: 120'
  • Colore: C
  • Genere: POLIZIESCO
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANORAMICA
  • Tratto da: romanzo di Raf Vallet
  • Produzione: ADEL PRODUCTIONS
  • Distribuzione: UNITED ARTISTS (1978)

CRITICA

"Le qualità del film sono evidenti: una sceneggiatura ben studiata, l'azione incalzante, i dialoghi saporiti (del solito specialista Audiard), le interpretazioni a puntino (e affidate ad attori e attrici attraenti persino in ruoli odiosi), un alternarsi di azioni avventurose e di conversazioni 'd'attualità'. Ce n'è più che a sufficienza per dedurre che si tratta di uno dei migliori polizieschi-politici degli ultimi anni, oppure che si è davanti all'operazione commerciale più astuta e più ipocrita del momento. La scelta tra questi due estremi di giudizio dipende dall'accettazione o dal rifiuto dei contenuti che il film propone gridando, con la virulenza del libello. Indubbiamente la tesi di 'Morte di una carogna' pecca di generalizzazione esagerata sino a rischiare il passaggio dalla denuncia delle persone 'carogne', alla demagogica accusa del marciume del sistema o dell'intera società. Ma è pur vero che la corruzione pervade il mondo attuale e l'unico modo per combatterla è di esserne veramente convinti prima che ci abbia tutti portati alla tomba." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 84, 1978)
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