Mortal Kombat

USA - 1995
Mortal Kombat
La terra è in pericolo: il perfido stregone Shang Tsung, al servizio dell'imperatore di Outworld, un mondo assai tenebroso, si sente prossimo alla realizzazione del suo perverso sogno: ridurre anche l'umanità e la sua dimora nello stato miserevole in cui giace Outworld. A tale necessità basterà che i suoi uomini vincano in una lotta anche l'ultimo di dieci combattimenti mortali già appannaggio dei suoi campioni. Per questo lord Rayden, sorta di guru bianco che parteggia per gli umani, mette sull'avviso i tre campioni terrestri: il borioso ma insicuro Johnny Cage, campione di arti marziali; il lottatore cinese Liu Kang, che smania dalla voglia di affrontare Shang che gli ha ucciso il fratello; la poliziotta Sonya Blade, alla caccia del temibile criminale Kano, alleatosi con lo stregone. Imbarcatisi su una nave, i tre raggiungono l'isola dove avverranno le eliminatorie. All'inizio le cose vanno bene finchè non entra in azione il mostruoso Goro, un extraterrestre con quattro braccia che sconfigge l'imbattibile campione terrestre, e solo Johnny, offrendosi a sorpresa di incontrarlo in anticipo, con un colpo basso e un po' d'astuzia riesce ad eliminarlo. Ma Shang rapisce Sonya e la porta su Outworld, inseguito da Liu e Johnny, che devono combattere con le mostruosità del luogo e con le paure prima che nell'ultimo combattimento mortale Liu sconfigga finalmente il perfido Shang.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: ARTI MARZIALI
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Tratto da: video games di Ed Boon e John Tobias
  • Produzione: LAWRENCE KASANOFF
  • Distribuzione: WARNER BROS ITALIA - CECCHI GORI HOME VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO OTTOBRE 1995.

- L'OMONIMO VIDEOGAME CHE HA ISPIRATO IL FILM NEGLI USA E' DA TEMPO UN VERO E PROPRIO CASO.

- TUTTE LE SEQUENZE ACROBATICHE SONO STATE GIRATE DAGLI ATTORI IN PERSONA.

CRITICA

Siamo nel fantasy più totale, con i pregi e i limiti del caso, ma con risultati migliori rispetto ai consimili Streetfighter e Super Mario Bros. Viene azzerata ogni capacità psicologica del cinema e della narrazione a vantaggio di una serie di spettacolari combattimenti uno in fila all'altro su 12 giganteschi set di schiuma di lattice, con attori in grado di sostenere il muscolo verace e il peso del ridicolo. Fra questi, oltre al fantastico campione ginnico Robin Shou, l'unico noto è Christopher Lambert, che di cose immortali, dopo la serie di Highlander, se ne intende: non l'avrebbe detto, ma questo film, che in America ha già superato i 70 milioni di dollari, rischia di rilanciare la sua vacillante carriera. (Corriere della Sera, Maurizio Porro, 13/11/95)

Come accade per altri prodotti di questo genere, i veri protagonisti di Mortal Kombat finiscono per essere gli effetti speciali digitali senza sosta (flussi di scariche di energia che risucchiano e trasfigurano gli individui, frenetici salti spaziotemporali), l'immancabile personaggio mostruoso (Goro, un mutante con quattro braccia) e qualche invenzione scioccante (l'interminabile e micidiale serpente che esce dalla mano di un guerriero). D'accordo che in questi casi il linguaggio cinematografico deve adeguarsi a quello dei videogames, ma l'overdose di discomusic elettronica e l'azzeramento della recitazione rendono meno indulgenti verso l'operazione. (Il Mattino, Alberto Castellano, 22/11/95)
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