Monsters University

USA - 2013
3/5
Monsters University
Mike Wazowski, matricola della Monsters University (MU), sogna di diventare uno spaventatore da quando era un piccolo mostro. Tuttavia, proprio durante il primo semestre alla MU, i suoi piani vengono sconvolti dall'incontro con lo spocchioso James P. Sullivan, detto "Sulley"; questi, infatti, è uno spaventatore dal talento naturale e Mike, irritato dalla sua natura indolente, entra in competizione con lui. Ben presto, però, l'accanito spirito competitivo metterà nei guai sia Mike che Sulley: il Rettore Tritamarmo in persona, infatti, caccerà entrambi dalla Facoltà di Spavento, l'esclusivo programma per spaventatori dell'Università. Come se ciò non bastasse, Mike e Sulley si renderanno conto che l'unico modo per rimettere le cose a posto sarà quello di lavorare insieme, facendo squadra con gli emarginati mostri della Ohimè Kappa...
  • Durata: 104'
  • Colore: C
  • Genere: ANIMAZIONE
  • Tratto da: personaggi ideati da Pete Docter e Andrew Stanton
  • Produzione: JOHN LASSETER PER PIXAR ANIMATION STUDIOS, WALT DISNEY PICTURES
  • Distribuzione: THE WALT DISNEY COMPANY ITALIA
  • Data uscita 21 Agosto 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Sì, c'era una volta… “Volevamo esplorare l'amicizia e la relazione tra Mike e Sulley, e ci siamo detti: perché non tornare indietro?”. Parola del regista Dan Scanlon, così è nato Monsters University, il prequel Disney-Pixar di Monsters & Co., storico successo animato che arrivò nelle nostre sale il 15 marzo 2002. Protagonisti, ancora loro: il piccolo ciclope verde Mike Wazowski e il gigante peloso James P. Sullivan, detto Sulley, che back in the days ritroviamo matricole alla Monsters University con l'obiettivo di diventare Mostri Spaventatori. Il primo è un secchione, sgobba tanto, ma la natura non gli è stata generosa: microbico, tenero, a chi mai farà paura? Il secondo è figlio d'arte, superdotato, non si applica, ma gli basta ruggire per incutere terrore. Eppure, per entrambi sarà dura, molto dura: ne fanno una di troppo all'orrido Rettore Tritamarmo, e vengono sbattuti fuori dal corso. L'unico modo per provarsi Spaventatori laureati è unirsi alla scalcagnata, perdente confraternita di Ohimè Kappa e dimostrarsi i migliori…
11 anni sono passati dall'originale, e il panorama dell'animazione mondiale è radicalmente cambiato: Pixar non ha più il monopolio (qualitativo), DreamWorks e compagnia cartoonata lavorano ai fianchi, e il gap s'è ridotto assai. Qui, appunto, l'ennesima riprova: il confronto con l'antesignano non regge, Sulley e Mike sono anagraficamente ringiovaniti, ma poeticamente vale il contrario. La tessitura umana e umanista del sequel è sfilacciata, il ritmo e le trovate non sempre all'altezza, i loro sparring partner abbastanza evanescenti: se creare ex novo è difficile, rimestare con carta, matita e CGI in una minestra riscaldata può risultare indigesto. Non è il caso, ma il sale (della storia, con gli occhi ai piccini) e il pepe (l'architettura citazionista e ironica, che fa l'occhiolino ai grandi) sono in difetto: talento (Sulley) e impegno (Mike) devono fare coppia per riuscire, ma qualcuno alla Pixar se l'è dimenticato. O, forse, non ha più fame.

NOTE

- PRODUTTORI ESECUTIVI: JOHN LASSETER, PETE DOCTER, ANDREW STANTON, LEE UNKRICH.

- VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: BILLY CRYSTAL (MIKE), JOHN GOODMAN (SULLIVAN), STEVE BUSCEMI (RANDY), HELEN MIRREN (RETTORE TRITAMARMO), PETER SOHN (SQUISHY), JOEL MURRAY (DON), SEAN HAYES (TERRI), DAVE FOLEY (TERRY), CHARLIE DAY (ART), ALFRED MOLINA (PROFESSOR KNIGHT), NATHAN FILLION (JOHNNY WORTHINGTON), AUBREY PLAZA (CLAIRE WHEELER), BOBBY MOYNIHAN (CHET), JULIA SWEENEY (SHERRI SQUIBBLES), BONNIE HUNT (SIG.RA GRAVES), JOHN KRASINSKI (FRANK MCCAY), BILL HADER (ARBITRO/SLUG), BETH BEHRS (CARRIE WILLAMS DEL PNK), BOB PETERSON (ROZ), JOHN RATZENBERGER (YETI), FRANK OZ (FUNGUS, NON ACCREDITATO).

- TRA LE VOCI DELLA VERSIONE ITALIANA: FABRIZIO BIGGIO (TERRI) E FRANCESCO MANDELLI (TERRY PERRY).

CRITICA

"C'era una volta la gloriosa Pixar, sinonimo stesso di animazione, quella che rimane nella storia del cinema. Appunto, c'era una volta: 'Cars 2', 'Brave e ora' 'Monsters University', le ultime tre uscite della società di Emeryville lasciano l''amaro negli occhi', un segno indelebilmente negativo, la sensazione che il meglio sia alle spalle. Che ne è della creatività passata, che ne è della capacità demiurgica di mettere d'accordo grandi e piccini, sfornando storie e personaggi geniali, risate e sottotesti, citazioni ed eccitazioni? Missing in action, e se l'inventiva langue, meglio tornare indietro, portando a chi nemmeno era nato Mike, Sulley e gli adorabili mostriciattoli del capolavoro 'Monsters & Co.', che arrivò nelle nostre sale il 15 marzo 2002. Altri tempi, altre storie, altre animazioni: 11 anni sono passati, e il panorama mondiale dei cartoons è radicalmente cambiato. Pixar non ha più il monopolio qualitativo e quantitativo, DreamWorks, Illumination Entertainment, Aardman e compagnia disegnata lavorano ai fianchi, il gap s'è ridotto ai minimi termini, il piedistallo rimasto libero per il miglior offerente. Qui, spiace dirlo, c'è l'ennesima riprova: il confronto con l'antesignano non regge, Sulley e Mike sono anagraficamente ringiovaniti, ma poeticamente ed emotivamente vale il contrario, la copertina è corta, lo sbadiglio in agguato. (...) difficoltà e debolezze danno nell'occhio: ritmo e trovate non sempre all'altezza, gli sparring partner di Mike e Sulley abbastanza evanescenti, se fare ex novo è difficile, rimestare con carta, matita e CGI in una minestra riscaldata può risultare insipido, se non indigesto. Come per altre animazioni in sala ('Turbo' della rivale DreamWorks), il sospetto è che l'urgenza creativa abbia lasciato il passo alle impellenze del merchandising: il biglietto ha ancora la sua parte, ma pupazzetti, tazze, giochi e libri hanno certamente catalizzato questo sequel. Sostiene Monsters Univesity, talento (Sulley) e impegno (Mike) devono fare coppia per riuscire, ma qualcuno alla Pixar deve esserselo dimenticato, oppure si deve guardare a monte, alla casa madre Disney: dopo alcuni flop clamorosi, da 'John Carter' al recente 'The Lone Ranger', i conti sono in rosso, e se non fosse per il canale sportivo ESPN e i vari parchi tematici si piangerebbe miseria. Dunque, ritorno al futuro: Mike e Sulley a scuola di spaventi e urla, perché Topolino non ci rimanga secco. (...) E così questa University finisce per rivelare una sola facoltà: Economia e Commercio." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 22 agosto 2013)

"Sarà che li abbiamo già conosciuti nel 2001 ma 'Monsters University', pur conservando una classe visiva (...) sa sempre un po' di già visto. (...) I due mostri non solo faranno prevedibilmente amicizia ma guideranno una gara accademica contro i 'vincenti' del campus che trasuda politicamente corretto. Cosa è successo ai geni che non ne sbagliavano una? Possibile che negli ultimi quattro anni siano dovuti ricorrere a ben tre sequel di saghe ('Toy Story', 'Cars', 'Monsters & Co.'), realizzando solo due lungometraggi originali (l'eccelso 'Up' e il medio 'Ribelle - The Brave')?" (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 22 agosto 2013)

"Il punto di forza «Monsters University» di Dan Scanlon, è l'ambientazione, fantasiosa e accuratissima: i bambini, in sala (...), ridono fin dalle prime inquadrature, in cui vengono presentati i mostri, coloratissimi, irresistibilmente buffi, anche quelli, secondo la trama, più spaventosi. Granchi con chele giganti e un occhio solo, cheerleader con gli occhi fosforescenti, insoliti camaleonti, in una galleria di personaggi insolitamente ricca anche per un film Pixar non sorprende che dietro questo lavoro ci siano oltre centomila bozzetti. Un cartone animato molto raffinato che si gusta benissimo anche nella versione tradizionale in 2d. La storia va alle origini rispetto a 'Monsters & Co.' lì andava in scena l'incontro-scontro tra il mondo dei mostri e quello dei bambini, qui invece il centro della storia è la vita di un campus universitario, tra scherzi goliardici e sfide tra le confraternite. Qui Mike è un 'secchione' che conosce i libri di testo fino all'ultima riga, mentre James P. Sullivan detto Sully è un bullo che fa conto soprattutto sul proprio nome e sulle sue caratteristiche fisiche: grosso e peloso, ha tutte le carte in regola per spaventare. (...) Individualisti fino all'estremo, sembrano senza speranza finché non capiscono che davvero l'amicizia e il lavoro svolto insieme, legando al meglio le capacità di tutti, senza forzare la natura e i limiti di ognuno, può portarli davvero lontano. Anche il messaggio che il film implicitamente offre non è quindi affatto male, anche se ogni tanto trasuda un filo di retorica di troppo. Particolarmente ben riuscito il personaggio del mostro a due teste «Terry e Terri» doppiato da I soliti idioti. Bella la colonna sonora di Randy Newman, anche se 'Monsters University' non è un film musicale. Il finale è tutto in crescendo, e il divertimento è assicurato. L'ambientazione «universitaria» rende appetibile il film anche ai più grandicelli. Meno riuscito del solito il «corto» con gli ombrelli innamorati." (Sabrina Penteriani, 'L'Eco di Bergamo', 22 agosto 2013)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy