Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano

Monsieur Ibrahim et les fleurs du Coran

FRANCIA - 2003
Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano
Momo è un ragazzo ebreo tredicenne triste e abbandonato a se stesso. Ha un solo amico: Monsieur Ibrahim, un arabo che ha una bottega a Rue Bleue, nella periferia parigina. Ma le cose non sono sempre quello che sembrano: la Rue Bleue non è blu, così come il bottegaio arabo non è arabo. E forse anche la vita non è poi tanto triste... Dall'incontro di due solitudini una tenera iniziazione alla vita.
  • Altri titoli:
    Momo
    Monsieur Ibrahim
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 1:66
  • Tratto da: romanzo omonimo di Eric-Emmanuel Schmitt
  • Produzione: ARP, FRANCE 3 CINEMA; CANAL +
  • Distribuzione: LUCKY RED
  • Data uscita 29 Agosto 2003

NOTE

- PRESENTATO FUORI CONCORSO ALLA 60MA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (2003)

CRITICA

"Stare lontano dal set e un po' come stare lontano dal ring, il pugile perde elasticità, l'attore lo smalto. ll ritorno al cinema di Omar Sharif nel film non poteva essere invece più felice. (...) 'Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano' sposa nel racconto la facilità rischiosa del genere poetico ma ha almeno il pregio di non cadere mai nella banalità". (Andrea Martini, 'Il Resto del Carlino', 30 agosto 2003)

"Mezz'ora di meno e 'Monsieur Ibrahim' sarebbe un bel film, invece Dupeyron si lascia trascinare dalla tentazione di incoraggiare la pacificazione fra le religioni monoteistie. Comunque forse per la prima volta il bel Sharif è anche bravo". (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 30 agosto 2003)

"Dal delizioso racconto di Eric-Emmanuel Schmitt, un film per chi ama gli aforismi, le atmosfere quiete e un po' fuori dal mondo, le parabole gentili e la recitazione sottotono. (...) Fuori concorso a Venezia, il film di Dupeyron è aggraziato, un po' troppo prevedibile per tenere desta l'attenzione lungo novanta minuti, diretto con mano sicura. La prima parte consiste in una somma di scene tra Momo e gli altri personaggi, girate con cinepresa mobile e commentate da brani anni '60. La seconda, quella del viaggio, è (curiosamente) più pacata e accompagnata da musica per flauto". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 6 settembre 2003)
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