Moglie per una notte

ITALIA - 1952
Moglie per una notte
Il conte d'Origo, favorito della duchessa di Parma, s'invaghisce, durante un viaggio, di una bella sconosciuta, la quale altri non è che Gerardina, una nota mondana di provincia. Costretto da un incidente di viaggio a fermarsi nel vicino paese, il conte s'informa subito della sconosciuta. Il sindaco del paese decide di trar partito dall'improvvisa passione del conte per giovare ad un suo nipote, il musicista Enrico Belli, che vorrebbe far rappresentare al teatro di Parma una sua opera. A tale effetto dà ad intendere al conte che la bella sconosciuta è Ottavia, la moglie di suo nipote, e lo convince ad accettare l'ospitalità del musicista. Nella casa ospitale il conte trova la bella Gerardina, che si spaccia per Ottavia; ma l'insofferenza del musicista, che mette il conte alla porta, guasta tutto. Il dongiovanni è costretto a rifugiarsi nella casa di Gerardina, dove trova Ottavia, che si spaccia per Gerardina e mentre sa resistere agli assalti del conte, gli fa promettere che farà rappresentare l'opera del Belli. Questi infatti viene chiamato a Parma, ma il conte esige che ci vada anche Ottavia, la quale dovrebbe darsi a lui. Ottavia infatti va a Parma, pronta a sacrificarsi, anche se questo deve costarle la vita. Essa viene salvata da Gerardina, che prende il suo posto, ma riesce a sottrarsi all'assalto del conte. Intanto l'opera del Belli consegue un successo trionfale.
  • Durata: 90'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMICO
  • Tratto da: la commedia "L'ora della fantasia" (1944) di Anna Bonacci
  • Produzione: RIZZOLI & C. (MILANO)
  • Distribuzione: DEAR - CINERIZ

NOTE

- POSITIVO INFIAMMABILE CONSERVATO ALLA CINETECA NAZIONALE.

- LUNGHEZZA: 2341 METRI.

CRITICA

"Camerini ha tentato di ricreare quel clima e quelle situazioni vivaci e fantasiose che avevano trovato in 'Il cappello a tre punte' una caratterizzazione irripetibile. (...) Senonché (...) la vena è esaurita e non costante la freschezza dell'ispirazione. Camerini lavora in superficie, anzichè in profondità. (...) Nell'insieme un film decoroso e divertente, abilmente condotto." (F. Rocco, "Rassegna del Film", 7 ottobre 1952)
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