Mission: Impossible 2

USA - 2000
Una nuova avventura dell'agente Ethan Hunt. Con a fianco il genio dell'informatica Luther Stickell e una bellissima ladra nel cuore, la sua missione impossibile sarà quella di fermare il rilascio del virus "Chimera" da parte di un gruppo di terroristi tedeschi.

TRAMA LUNGA
Il malvagio Sean Ambrose si è impadronito di Chimera, un virus creato in laboratorio che produce effetti letali sul sistema nervoso dell'essere umano. Il piano del perfido Sean prevede di vendere su scala mondiale al miglior offerente l'antidoto al virus, un medicinale denominato Oloferne. Bisogna quindi interrompere questo perverso meccanismo. L'unico in grado di porvi rimedio è l'agente Ethan Hunt. Immediatamente contattato e convinto ad occuparsi del caso, Ethan va prima in Spagna: qui fa fuoco e fiamme per attirare l'attenzione della bella Nyah, ladra internazionale, e averla a fianco nell'ardua impresa che li aspetta. Dalla Spagna si passa in Australia: qui c'è la casa di Ambrose, ex agente collega di Hunt ma ora suo temibile rivale. E non solo sul campo, ma anche in amore: perché Nyah attira l'attenzione di entrambi e diventa una pedina fondamentale. La lotta procede senza esclusione di colpi, e uno stratagemma fondamentale diventa quello del travestimento, dell'uso di maschere con il volto di 'altri', per confondere e sviare i piani. L'ultimo duello tra Ethan e Sean si combatte su moto, con coltelli, pistole, pugni. Alla fine il cattivo Ambrose è vinto, il mondo è salvo. Ethan e Nyah possono godersi la meritata vacanza.

CAST

CRITICA

"Contrariamente a Tsui Hark, che quando lavora per gli americani porta loro la legerezza, la cretività artigianale e gli equilibrismi del cinema usa e getta di Hong Kong fin dai tempi di 'Briken Harrow', John Woo ha assorbito nei suoi film il considerevole peso specifico del cinema d'azione hollywoodiano. Dai suoi budget, alla sua scala, allo star system, alla ridicola abitudine diusare cinque o sei pagatissimi sceneggiatori per raccontare una storia da niente. E' per questo che i suoi film sono così spuri: allo stesso tempo così poetici e così volgari. Come James Cameron, e diversamente da Brian De Palma, Woo gioca secondo le regole del blockbuster hollywoodiano, non cerca di sovvertirle. Solo che ci gioca molto meglio di quasi tutti gli altri". (Giulia D'Agnolo Vallan, ' Il Manifesto', 28 maggio 2000)
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