Mission: Impossible - Protocollo Fantasma

Mission: Impossible - Ghost Protocol

USA - 2011
3/5
Mission: Impossible - Protocollo Fantasma
Dopo la chiusura dell'IMF a causa di implicazioni con un'operazione di terrorismo internazionale, il governo americano attiva un progetto chiamato 'Protocollo Fantasma' in cui Ethan Hunt e la sua squadra sono chiamati ad agire sotto copertura, senza alcun aiuto o contatto...
  • Altri titoli:
    Mission: Impossible IV
    Mission: Impossible 4
  • Durata: 132'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, 35 MM/D-CINEMA (1:2.35)
  • Tratto da: ispirato all'omonima serie televisiva creata da Bruce Geller
  • Produzione: J.J. ABRAMS, TOM CRUISE, BRYAN BURK PER BAD ROBOT, PARAMOUNT PICTURES, SKYDANCE PRODUCTIONS, STILLKING FILMS
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY (2012) - DVD E BLU-RAY: UNIVERSAL PICTURES HOME ENTERTAINMENT (2012)
  • Data uscita 27 Gennaio 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Mission accomplished! La quarta avventura di Ethan Hunt - Protocollo fantasma - è tra le più riuscite della saga, Tom Cruise una garanzia. E mentre quelli della sua generazione - lo star system degli anni '80 - si sono ridotti ai dieci piccoli indiani (“Non ne rimase più nessuno”), lui ancora si batte e si dà, le prende e le dà.
La quarta "missione impossibile" di Tom si erge a metafora di una carriera sopravvissuta a se stessa, al pensionamento degli eroi e all'usura dei sex-symbol. Sapeva che riproporre al pubblico smaliziato di oggi l'eroe solo e senza macchia di ieri, sarebbe stato un azzardo. Così, affiancato in produzione dall'infallibile J.J. Abrams, tira dentro nel progetto Brad Bird, regista che sta al cinema d'azione come Walt Disney al porno, regalando alla saga nuova linfa. Bird, noto per aver firmato due dei più divertenti gioiellini della Pixar - Gli incredibili e Ratatouille - porta in dote leggerezza e ironia, ma se la cava alla grande anche quando deve spingere il pedale sull'action regalandoci alcune sequenze memorabili, come l'esplosione al Cremlino e l'inseguimento a Dubai in mezzo a una tempesta di sabbia. Inoltre, cavalcando la nostalgia da guerra fredda di Hollywood, il trio inscena una boutade da Dottor Stranamore, in cui americani e russi litigano mentre un pazzo (Michael Nyqvist, traghettato da Uomini che odiano le donne a “uomini che odiano e basta”) tenta di innescare un conflitto nucleare.
Sono altre però le buone nuove. Innanzitutto la demolizione gentile del mito: l'uomo che scalava montagna e grattacieli a mani nude, si riscopre acciaccato, segnato dagli anni e dalle botte che prende. Zoppica, mugola, finisce in ospedale e quasi fa male guardarlo mentre "offende" il suo vecchio corpo d'acciaio. Per non dire delle esitazioni a lanciarsi da un cornicione o le rimostranze ad arrampicarsi con ventose speciali sul Burj Khalifa, l'edificio più alto del mondo: insomma va bene mettere al sicuro il mondo, ma è meglio salvare prima la pellaccia.
D'altra parte questo senso di fragilità dipende dal malfunzionamento della tecnologia, che pure era stata il fiore all'occhiello di tutte le missioni di Ethan: messaggi segreti che non si autodistruggono, ventose che si scaricano lasciandoti penzolare nel vuoto, cellulari che non prendono, robot che vanno a sbattere ovunque. La tecnologia è tanto esibita come meraviglia - molte le invenzioni che lasciano a bocca a parte in questo episodio - quanto spernacchiata. Meglio affidarsi alla squadra, al guru dell'accessorio Benji Dunn (Simon Pegg), alla bella agente Jane Carter (Paula Patton, ottimo innesto) e al misterioso consulente William Brandt (Jeremy Renner). Tutti imperfetti, valorosi e al servizio del veterano Ethan, la cui trasformazione si compie proprio nell'assunzione di questo inedito ruolo da team leader, più consono all'era del dialogo democratico, e premessa a una futura successione (Renner?).
Unico neo? La durata. Mezz'ora di meno e sarebbe stata una Mission perfetta.

CRITICA

"L'apoteosi degli effetti speciali con l'eroico Cruise che resta appeso al 129° piano di un grattacielo nel Dubai incastrato dal regista Brad Bird nella mission di sventare la guerra nucleare, con una bomba al Cremlino: una sequenza di suspense come quella da vertigo e il balletto tra le auto nel parcheggio. Bandendo la credibilità (è come un cartoon) lasciandosi cannibalizzare dal fascino tecnologico è come rivedere una dozzina di 007, non cambia gran che. Ma Tom fa il suo gioco fra hotel ed escort a cinque stelle." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 27 gennaio 2012)

"Quarto capitolo della saga in 12 anni, 'Mission Impossible: Protocollo fantasma' sta sbancando il botteghino americano e meritatamente. Produttore oltre che interprete, Tom Cruise ne ha affidato la direzione a Brad Bird, regista di cartoni animati quali 'Ratatouille' e 'The Incredibles' e bravissimo a condurre il film sul filo del movimento puro: rimbalzando da un'evasione all'esplosione del Cremlino; da un inseguimento nel mezzo di una tempesta di sabbia al gran finale in quel di Mumbai. Al centro dell'avventura Cruise affronta con impegno da atleta completo scene che definire rocambolesche è poco: fra cui un'arrampicata vertiginosa sulle vitree pareti del grattacielo di Dubai, il più alto del mondo. Gli anni, che sono ormai 50, non hanno intaccato la forma fisica dell'ex Top Gun, in compenso ne hanno ammorbidito la giovanile tracotanza. Cast ben assortito con lo spiritoso Simon Pegg e i grintosi Paula Paulson e Jeremy Renner. Valori tecnici impeccabili, incalzante colonna sonora di Michael Giacchino, divertimento assicurato." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 27 gennaio 2012)

"Piacerà ai fan della serie che non erano accorsi precisamente compatti al secondo e terzo episodio. Questo invece li riporta in sala tutti. E magari con nuovi adepti (il film è tra i grandi incassi americani d'inizio anno)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 27 gennaio 2012)

"Gli anni passano, ma per il cinema lo zio Tom è sempre lo zio Sam. Uno dei pochi attori hollywoodiani ad avere una percentuale sugli incassi e l'unico a giustificarla: in cascina già 535 milioni di dollari (budget di 145), 'Mission Impossible: Protocollo fantasma' ci consegna il Cruise garanzia di quantità - e qualità - al box office, ovvero una spia non così auto-ironica da disattendere le aspettative del pubblico ('Innocenti bugie'), né tanto muscolare da non poter palesare debolezze tecnologiche, paure umanissime e precariato professionale. Tra l'esplosione del Cremlino e una moglie fantasma, Ethan Hunt deve sempre salvare il mondo, ma soprattutto salvaguardare le 49 primavere di Cruise: nella fondina pallottole e humour, all'orizzonte il passaggio di testimone con Jeremy Renner - qui sua spalla - nel paradiso action. Ma come già per 007 il suo domani non muore mai: tornerà 'Top Gun', per ora predica la democrazia obamiana del tutti - Renner, la sexy new entry Paula Patton, il geek Simon Pegg - per uno, uno per tutti. E l'uno è lui, costretto ad arrampicarsi con le ventose sul Burj Khalifa di Dubai, il grattacielo più alto del mondo. Scalala ancora, Tom (e occhio a non cadere...)." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 26 gennaio 2012)
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